Zuffe
tra cani:
l’acqua li calmerà

Con l'arrivo della bella stagione anche Fido torna a
passeggiare. Quattro passi che alcune volte possono
diventare però un vero e proprio incubo.
Qualche esempio
E' sempre stato un cucciolone allegro e socievole, ma
ora che superato i due anni è improvvisamente diventato
aggressivo con gli altri cani che incrocia per strada.
Fido è un «capobranco» che anche in casa vuole
spadroneggiare, figuriamoci fuori: ringhia, abbaia ed è
sempre pronto alla rissa con cani grossi e piccoli. Cosa
fare in questi casi?
Il territorio.
Molte delle
zuffe tra cani che non si conoscono avvengono al fine di
difendere i confini territoriali della proprietà di uno
o di entrambi i contendenti. I Fido che vivono inseriti
nella nostra società, spesso varcano i confini altrui
soltanto perché portati lì o trattenuti dal loro padrone
- giustamente al guinzaglio - e non sono liberi di
scegliere.
La conseguenza.
Oltre a controllare la loro
posizione all’interno del branco (cioè la famiglia),
sono costretti, loro malgrado, a instaurare rapporti
gerarchici con altri cani, appartenenti a
branchi-famiglie diversi. Così due cani potrebbero avere
reazioni contrarie allo stesso stimolo.
Esistono anche zuffe che all’apparenza non hanno una
ragione precisa, possono essere determinate da ragioni
caratteriali di uno o di entrambi i contendenti.
I «no»
A zuffa iniziata non chiamare il cane che soccombe,
potresti distrarlo dalla difesa.
Non tentare di dividere i cani afferrando i collari,
potresti essere azzannato.
Non dare calci nei garretti, il cane più aggressivo
potrebbe eccitarsi ancora di più. Non urlare, potrebbe
sembrare un incoraggiamento.
Attenzione a non trattenere con il guinzaglio il cane
che subisce, sarebbe impedito nella difesa. Non liberare
dal guinzaglio il cane aggressore, sarebbe favorito.
I «sì».
Lascia libero dal guinzaglio il cane che subisce, si
difende meglio.
Trascina con il guinzaglio il cane aggressore per
allontanarlo.
Se ciò non è possibile il proprietario del cane
”cattivo” deve sollevarlo per la coda e trascinarlo
lontano: senza l’appoggio delle zampe posteriori non può
più muoversi liberamente. Se il cane aggressore è a coda
mozza, il padrone deve sollevarlo per le zampe
posteriori e trascinarlo lontano.
Usate un «fattore distraente» per interrompere l’azione
dell’aggressore: buttate nella mischia qualsiasi cosa di
voluminoso o di rumoroso che vi capita a portata di mano
- uno scatolone, una coperta, una secchiata d’acqua -
bisogna separarli il più presto possibile!
Non appena i cani si sono separati, a mente fredda
studiate il comportamento del cane aggressore. Un amante
degli animali fa tesoro di fatti simili, intervenendo
sul comportamento del proprio cane per evitare il
ripetersi di tali situazioni.
Se oggi è toccato a un innocuo e malaugurato cane,
domani potrebbe toccare a un bambino.