diritti & doveri

L'Avvocato Risponde
a cura dell'Avv. Michele
Pezone

Lasciar morire un animale, che potrebbe essere salvato da una terapia medica,
costituisce reato
D:
Le
scrivo per un problema che mi tormenta da un po’.
Vivo con il mio compagno, i suoi genitori e tre
cani, una meticcia di quasi 20 anni, un pastore
tedesco di 10 anni e una cucciola di cane corso di 6
mesi. Il pastore tedesco è di mio cognato
(legalmente, ma effettivamente lui lo vede una volta
ogni 2 o 3 mesi per 30 secondi) e ora sta male. Ha
un tumore osseo, che sta peggiorando di giorno in
giorno. Tre settimane fa ci siamo accorti di un
ascesso grande come una pallina da tennis sotto la
gola, siamo corsi dal veterinario e ci ha dato solo
dell'antibiotico, dicendoci che doveva parlare con
il proprietario del cane. Gli ha parlato ed erano
d'accordo di riportarlo dopo una settimana, ma il
cane non è più stato portato. Dimagrisce a vista
d'occhio, gli si è rigonfiato l'ascesso e gli si è
gonfiato tutto il petto e sta perdendo tutto il
pelo. Ora io vorrei denunciare il proprietario
perchè del cane se ne frega, e ha detto che il cane
deve morire di morte naturale e che lui non lo farà
sopprimere. Peccato che il cane stia male, soffra e
questa cosa mi faccia davvero stare malissimo. Solo
che non posso denunciarlo, perchè ho già dei
problemi in casa, e rischierei di peggiorare la
situazione. Posso fare denuncia anonimamente a
qualche associazione animalista secondo lei? Se si a
chi? e come devo fare per non svelare la mia
identità?
R:
La sua domanda è relativa ad un caso delicato. Io
ritengo che il proprietario di un cane sia tenuto a
ricorrere alle cure veterinarie ogni qualvolta
queste siano necessarie, sotto pena di sanzione
penale in caso di condotta omissiva. Infatti l’art.
544 bis del codice penale, introdotto con la Legge
189/04 sancisce la pena detentiva da tre a diciotto
mesi per chi cagiona la morte di un animale, per
crudeltà o senza necessità. Ebbene, lasciare morire
un animale, che potrebbe essere salvato da una
terapia medica, costituisce a mio giudizio reato,
anche se non vi sono dei precedenti
giurisprudenziali in tal senso. Il discorso diventa
più complesso qualora vengano in rilievo problemi
enormi, quali il rischio che l’intervento medico sia
ancora più devastante per la vita del cane,
facendolo andare incontro ad operazioni e
convalescenze post-operatorie fortemente stressanti.
Non so quali sono effettivamente le condizioni del
cane di suo cognato, ma credo che per gli animali si
pongano gli stessi problemi che riguardano gli
uomini in ordine alle scelte etiche relative al
rifiuto dell’accanimento terapeutico ed
all’eutanasia. Ho letto nell’autobiografia di Gandhi
che quest’ultimo passò molte notti insonni per
decidere il destino di un vitello del suo ashram,
gravemente malato, ed infine ricorse all’eutanasia
quando si rese conto che egli l’avrebbe chiesta per
un suo amico, se si fosse trovato a patire le stesse
sofferenze di quell’animale.
Nel caso
del cane di suo cognato, non so quale sia la scelta
più giusta. Certo è che, se fossero possibili degli
interventi medici per consentire al cane di vivere
più a lungo e senza patimenti, questi dovrebbero
essere richiesti immediatamente. Può rivolgere a
qualsiasi associazione protezionista presente nella
sua zona, e quest’ultima, tramite le proprie guardie
zoofile, valuterà se ci sono i presupposti per
effettuare una denuncia all’autorità giudiziaria,
salvaguardando il suo anonimato.
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Non rispondo a domande che non hanno attinenza con
lo scopo di questa rubrica
D:
Un
allevatore noto nel settore dei cani mi propone di
acquistare un cane presso un allevatore straniero in
comproprietà con lui dividendone quindi il costo
d'acquisto. Lui si intesterebbe il pedigree mentre
le spese per i vaccini ed il mantenimento del cane
sarebbero a carico mio.
Per quanto riguarda le cucciolate future i costi ed
i ricavi sarebbero divisi equamente tra me e lui. Il
tutto comunque deve essere sottoscritto da entrambi
tramite scrittura privata.
Tale scrittura privata, se sottoscritta, accettata e
firmata da entrambi ha un valore legale e quindi
opponibile in caso di controversie legate alla
comproprietà? Oppure visto che lui si intesta il
pedigree potrebbe in qualunque momento rivendicare
l'esclusiva proprietà del cane in questione?
R:
Guardi, con tutta franchezza le devo dire che non
posso rispondere alla sua domanda. Nella sua lettera
ci sono troppi elementi (acquisto di cane in
comproprietà, allevatore straniero, costi e ricavi)
che non hanno alcuna attinenza con lo scopo di
questa rubrica. Potrà rivolgersi ad un legale di sua
fiducia.
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Guinzaglio che di
museruola nei luoghi pubblici?
D:
Mentre mi trovavo nel parco della mia città con il
mio cane labrador a guinzaglio, un rottweiler a 30
metri di distanza, tenuto al guinzaglio con
disattenzione, è riuscito a scappare e si è
avventato sul mio cane cercando di morsicarlo.
Fortunatamente gli ha ferito solo un po' la schiena
anche perchè noi abbiamo cercato di proteggerlo come
potevamo.
Mi
pare che con ordinanza del 14 gennaio 2008 i cani
"pericolosi" abbiano obbligo sia di guinzaglio che
di museruola nei luoghi pubblici. Mi domandavo se
posso presentare denuncia e richiesta danni. In
questo caso vi è anche responsabilità penale del
proprietario? Posso richiedere danni morali anche
per lo spavento preso?
R:
Non c’è responsabilità penale, ma vi è quella
civile, e si possono richiedere anche i danni per lo
spavento, che il giudice dovrà liquidare secondo
equità. Mi sono occupato in altre risposte di casi
analoghi. Ovviamente sarà indispensabile valutare le
circostanze concrete del caso, cosa che potrà fare
con l’ausilio di un legale di fiducia.
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Mostra di
cuccioli
D:
A
breve si terrà una mostra di cuccioli di cani.
Vorrei sapere quali sono le norme che tutelano gli
animali, e in particolare se essi devono essere
stati vaccinati (quali vaccini?) e quali
caratteristiche deve avere la struttura che li
ospita.
R:
Le norme che tutelano gli animali sono quelle
previste dal codice penale in tema di
maltrattamenti, che spesso sono ravvisabili in
occasione di questo genere di mostre, tenuto conto
del fatto che gli animali spesso sono sballottati in
giro per l’Italia (molti già vengono dall’est
dell’Europa, ma ci siamo occupati in un'altra
risposta di questa piaga), e la qualità del cibo e
le condizioni di trattamento in generale spesso
lasciano a desiderare. Generalmente questo tipo di
mostre è finalizzato (in modo occulto o palese) alla
vendita di cani, ed è per tutti questi motivi che le
associazioni animaliste solitamente non vedono di
buon occhio questo genere di manifestazioni. Non mi
risultano che ci siano prescrizioni specifiche sulle
caratteristiche della struttura. Per il tipo di
vaccini, devi rivolgerti ad un veterinario.
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E'
fondamentale la visibilità della segnalazione di pericolo
D:
Vorrei sapere se il mio vicino può mettere quella
fettuccia arancione con la corrente che si usa per
le pecore e le mucche, non avendo nessun animale del
genere in casa.
R:
Non so per quale motivo il suo vicino ha apposto
questa fettuccia elettrificata, che generalmente
serve ad impedire che gli animali provino ad uscire
fuori dalla proprietà. Mi viene da pensare che la
stessa venga utilizzata alla stregua dei cosiddetti
offendicula, cioè di quei sistemi con i quali
viene predisposta una difesa della proprietà da
tentativi di introduzione dall’esterno (tipici sono
i cocci di vetro sporgenti sui muri di cinta, o il
filo spinato).
L’uso di
tali offendicula è consentito quando i
predetti sistemi siano privi di offensività in sé,
ossia quando gli stessi siano inidonei a cagionare
lesioni rilevanti e siano ben visibili, o comunque
segnalati. In tal caso, qualora chi tenti di
introdursi nella proprietà altrui dovesse riportare
delle lesioni, il proprietario potrebbe invocare la
scriminante dell’esercizio del diritto di difesa
della sua proprietà.
Ovviamente è fondamentale la visibilità della
segnalazione di pericolo. Specifiche disposizioni
sono contenute nei regolamenti di polizia urbana e
rurale, e nelle normative che regolano la messa in
sicurezza delle recinzioni elettrificate, che
impongono l’apposizione di tabelle di colore giallo
per segnalare l’esistenza della recinzione sotto
tensione elettrica.
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Il cane dei
vicini ha ucciso il nostro coniglio nano
D:
Gentile Avv. Michele, siamo due sorelle, e da
piccole ci è stato regalato un coniglio nano che per
molti anni abbiamo accudito, curato e coccolato con
amore.
Durante il giorno lo lasciavamo libero nel pezzo di
prato della nostra casa, fino a quando, ieri, il
cane dei vicini ha seguito il suo padrone, incurante
di chiudere il cancello dietro di se, fino a casa
nostra, permettendogli in questo modo di prelevare e
uccidere il nostro piccolo coniglio nano.
Il
dolore per una simile fine alla sua esistenza è
stato grande. Di certo non è colpa del cane ma di
una cattiva sua gestione da parte del proprietario,
il quale, tra l'altro, non ha mostrato il minimo
segno di dispiacere, anzi direi che ha riso delle
nostre lacrime.
Lo
so, è solo un piccolo animale, magari nemmeno
considerato dalla legge, ma è possibile che dobbiamo
subire senza poter dir niente?
Il
padrone del cane ci ha proposto di ricomprarcelo ma,
come può ben capire qualsiasi persona con un po' di
sensibilità, Alex (questo era il nome del coniglio)
non è ricomprabile e di certo il suo valore per noi
non si riduce a 30 euro.
Vorremo che ci risarcisca per fargli capire che per
noi aveva un valore affettivo, ma cosa possiamo
fare? dovremmo accettare un risarcimento pari al
valore commerciale di un qualsiasi coniglio nano?
La
ringraziamo per l'utilissimo servizio che svolge.
R:
Il coniglio nano è un piccolo animale, non ciò non
vuol dire che non venga considerato dalla nostra
legge. Sicuramente non possono ravvisarsi, nella
condotta del proprietario del cane, gli estremi di
una responsabilità di tipo penale, a meno che non
fosse possibile dimostrare che egli abbia
intenzionalmente voluto che il suo cane uccidesse il
vostro coniglio. Il fatto che, invece, il
proprietario del cane non abbia curato di chiudere
il cancello, così permettando al cane di raggiungere
ed uccidere il piccolo Alex, è fonte di una
responsabilità di tipo civile, per cui potete citare
in giudizio il padrone del cane per il risarcimento
dei danni da voi patiti per la perdita dell’animale.
I
predetti danni non si riducono al valore commerciale
del coniglio, ma comprendono il patimento da voi
sofferto per la sua perdita. Qualora detto patimento
dovesse comportare anche dei problemi di salute,
come a volte accade, si può chiedere anche il
risarcimento dei danni biologici.
Pertanto
io vi consiglio di rifiutare quella proposta
offensiva che vi è stata fatta, e di rivolgervi ad
un legale di fiducia per ottenere il giusto
risarcimento dei danni, che saranno liquidati dal
giudice civile.
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Se i cani disturbano più persone, il rischio di una denuncia e successiva
condanna c’è
D:
Sono
Rosario di Napoli, e ho un problema con il mio cane.
Purtroppo lui abbaia spesso di notte, e a volte
anche in orari pomeridiani di riposo, dalle 13 alle
16. Io vivo in un condominio di 6 piani con un bel
po’ di persone, e un paio di vicini si sono
lamentati. Ora se sono al massimo due, possono
denunciarmi?
La
ringrazio per la sua risposta.
D:
Gentile Avvocato, sono a scrivere questa mail per
aver un consiglio su come mi posso comportare in
questa situazione. Possiedo un cane pastore tedesco
di 6 anni che vive nel mio giardino privato di
150mq. Il mio appartamento è l'unico a piano terra,
in un condominio di 7 unità. Attorno al mio
condominio ce ne sono altri 4 o 5 strutturati come
il mio. Ieri sono stato convocato dal sindaco e dal
comandante della polizia municipale del mio paese (Cartura
- PD), i quali mi facevano presente di aver ricevuto
una petizione dal vicinato in quanto il mio cane
disturba (abbaia) continuamente dalle ore 9.00 del
mattino alle ore 13.00.
Preciso che nessuno dei miei condomini ha firmato
tale petizione.
La
petizione è stata firmata da venti persone del
vicinato che io non ho potuto verificarne la
validità e lo stesso sindaco e comandante dei vigili
non hanno verificato la testimonianza a voce.
Lo
stesso sindaco e comandante dei vigili mi hanno
detto che riceverò un ordinanza generica nella quale
mi verrà intimato di far cessare questo motivo di
disturbo altrimenti poi provvederanno ad ordinanza
di allontanamento del cane.
Mia moglie è a casa , prima in gravidanza e poi in
malattia, dal febbraio 2006 ed io mi domando come
può il cane abbaiare continuativamente dalle ore
9.00 alle ore 13.00 di tutti i giorni quando mia
moglie è a casa od al massimo si allontana per spese
o terapie al massimo per un paio d'ore.
Sono a chiedervi quindi un consiglio su come
affrontare questo tipo di situazione visto che il
mio cane lo riteniamo come se fosse un figlio ed un
fratello per la mia bambina di 21 mesi.
D:
Il
sindaco del paese in cui abito (Campagnano di Roma)
mi ha mandato un’ordinanza in cui mi obbliga ad
usare un dispositivo antiabbaio ad ultrasuoni.
Premetto che l'unico a lamentarsi dell'abbaiare dei
miei 3 cagnolini è il mio vicino di casa (tutti gli
altri possiedono cani, è una zona di villini con
giardino) che da più di un anno ha iniziato una
guerra nei miei confronti fatta di denunce, chiamate
ai vigili e carabinieri e lettere dal suo avvocato.
So che se a lamentarsi è una sola persona il reato
di disturbo alla quiete non sussiste, allora perchè
le istituzioni lo assecondano? E cosa dovrei fare
con il dispositivo? Questa persecuzione mi ha
portato all'esaurimento, a dicembre cambierò casa.
Spero di avere una risposta, la ringrazio!
R:
Raggruppo le tre domande. Il vostro è un problema
frequente, e me ne sono occupato diverse volte in
questa rubrica. In effetti se i vostri cani
disturbano più persone, il rischio di una denuncia
c’è, e c’è anche quello di una condanna. Bisogna,
pertanto, adottare le precauzioni necessarie per
mantenere un buon rapporto di vicinato, evitando che
i cani arrechino disturbo alle persone, perché, in
tal caso, si può andare incontro ad azioni
giudiziarie penali e civili che si possono
concludere con l’ordine di allontamento del cane.
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Il mio cane
avvelenato! ho voglia di giustizia
D:
Sono
devastata. Il mio cane è deceduto oggi per
avvelenamento da stricnina. Purtroppo non so chi è
il killer. Ma ho voglia di giustizia...
Lui, un meticcio di 9 anni in buona salute, è dovuto
morire nel modo più orribile, lasciando tutte le
persone care che lo amavano in un grande lutto.
Il
veterinario ha fatto il certificato di morte per
infarto, in quanto per aver una sicurezza al 100%
doveva fare l’autopsia, e mia mamma non se l’è
sentita, per lei era come un figlio...
Io
invece ho voglia di giustizia. Chi ha fatto questo
deve pagare perche il nostro puccio è un vittima
innocente.
Il
veterinario ci ha comunicato che nel nostro comune
30 gatti e 10 cani, incluso il nostro, sono morti
per avvelenamento. Lei pensa che possiamo salvare
altri piccoli amici da questa strage? La prego di
rispondermi.
R:
Mi dispiace molto per il tuo cane. Non ci sono
parole per qualificare questa gente che è capace di
far morire cani e gatti in questo modo. Ci vorrebbe
una condanna esemplare, qualora si riuscisse a
prenderne almeno uno.
Bisogna
fare campagne di informazione, come quelle che si
fanno per l’abbandono degli animali, per evidenziare
quanto sia vile l’atto di lasciare per strada una
polpetta avvelenata. Chi lo fa deve sapere che
merita la riprovazione della società, e che andrà
incontro a delle sanzioni penali che prevedono,
adesso, anche la condanna alla pena detentiva.
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L’abbaiare
costituisce disturbo alla pubblica quiete
D:
Ho un
problema con un allevatore di cani, proprietario o
affittuario di una area all'aperto in cui sono stati
sistemati, in gabbie spaziose, una quindicina di
piccoli cani, a scopo commerciale. Questi cuccioli,
con il loro abbaiare insistente impediscono il
riposo notturno dei vicini. Sono d'obbligo
interventi a cura dell' allevatore, quali
l’applicazione di schermi atti a contenere il
rumore, fin dove la tecnica possa offrire soluzioni?
R:
Ovviamente sì, se effettivamente l’abbaiare dei cani
costituisce disturbo alla pubblica quiete.
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Far vivere i cani in spazi angusti, privarli della
possibilità di uscire può integrare gli estremi del
maltrattamento
D:
Mi
chiamo Sabrina, e sono una ragazza di Roma amante
degli animali. Ho avuto parecchi cani e gatti, ed in
passato ho lavorato come dogsitter.
Vorrei un consiglio: la mia vicina di casa aveva tre
cani lasciatele dal suo ex marito. Gli animali hanno
trascorso tutta la loro vita in un giardino di 35
metri quadrati con il mattonato, e non sono mai
usciti. Anche durante le vacanze erano lasciati soli
(veniva una persona per dargli da mangiare e pulire
il giardino). Circa 2 mesi fa, dopo 15 anni è morto
l'ultimo cane rimastole, ed ora la mia vicina vuole
un nuovo cucciolo per i suoi bambini. Parlando con
lei ho detto che il nuovo cane deve essere portato
fuori e non può, come gli altri, trascorrere
l'intera esistenza in giardino. Il cane ha bisogno
di uscire, muoversi e socializzare, ma lei si è
risentita e mi ha risposto che non è affatto
intenzionata a cambiare comportamento. Inoltre c'è
da dire che, nonostante il giardino veniva
sciacquato tutti i giorni con la pompa dell'acqua
per anni abbiamo sopportato la puzza terribile degli
escrementi.
La
legge italiana cosa dice a riguardo?
R:
La legge dice che vengono ad essere integrati i
presupposti del maltrattamento quando gli animali
vengono trattati in modo da non tenere conto delle
loro caratteristiche etologiche e dei loro bisogni
specifici, senza che siano necessari a tal fine atti
di incrudelimento in senso proprio. Anche fare
vivere i cani in spazi angusti, o privarli della
possibilità di sgambamento può integrare gli estremi
del maltrattamento, ma occorre effettuare delle
verifiche in concreto, che sono generalmente
effettuate dalle guardie zoofile delle associazioni
protezioniste.
La sua
lettera evidenzia un problema molto diffuso, che è
quello creato dagli uomini che ritengono di essere
amanti degli animali, quando in realtà ne sono solo
i carcerieri. Un problema che sarà sconfitto solo
quando si diffonderà pienamente una cultura di
rispetto per gli appartenenti alle specie animali
diverse dalla nostra.
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La parola
soppressione non deve essere neppure pronunciata
D:
Buongiorno avvocato, ho un piccolo, ma per me grande
problema. Ho un terranova femmina di 11 anni. Da
oltre 2 anni vive con me in un appartamento di un
condominio a Sanremo sito al piano terra, con grande
terrazzo. Il cane non disturba e non abbaia. Io
pulisco regolarmente il terrazzo, e tengo l'animale
in perfetto ordine (controlli dal veterinario e
toilette per animali). Tutti i condomini gli sono
affezionati, inclusi i bambini. Sono uno dei pochi
che quando lo porto a passeggio, usufruisco degli
appositi sacchetti per raccogliere le feci.
Ultimamente una signora ha acquistato un
appartamento con terrazzo, di fianco al mio. Si
lamenta in continuazione per la puzza dell'urina
dell'animale, anche se io lavo regolarmente con
candeggina e/o ammoniaca.
Ora mi è arrivata una lettera dall'amministratore,
dove questa signora dice di essersi presa
un'infezione per la vicinanza del mio cane di taglia
grossa. Sono disperato, non so che fare.
Devo sopprimere il mio animale per le paranoie di
una persona che si è impuntata? Mi aiuti, la prego
P.S.: sono un invalido, 36 anni, ma deambulo e sono
in grado di muovermi normalmente. Non concepisco
tutta questa cattiveria verso un animale.
la
ringrazio per una sua risposta.
cordiali saluti
R:
Sopprimere il suo animale? Sta scherzando? E’ certo
che l’infezione sia dovuta al suo cane? Non può
avere altre origini? E, anche qualora si trattasse
di una zoonosi, è certo che sia stato proprio il suo
cane a trasmettere la malattia a questa signora?
Credo che lei abbia ampie possibilità per resistere
a questa richiesta, con il supporto di un suo legale
di fiducia. In ogni caso, la parola soppressione non
deve essere neppure pronunciata.
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Accoppiamento dei cani
D:
quali
leggi regolano l'accoppiamento dei cani? Il
proprietario del maschio ha dei diritti?
D:
dovrei far accoppiare a breve il mio labrador
(femmina). Vorrei sapere se esiste una prassi o una
regola generale che stabilisca quanti cuccioli della
nuova cucciolata vadano al proprietario dal maschio.
D:
Buonasera, volevo chiedere...e vero che il
proprietario del cane maschio ha il diritto della
prima scelta del cucciolo? Dove possiamo quardare le
regole? Grazie, Cordiali saluti, Veronica
R:
Non vi sono delle leggi al riguardo. Il problema che
si pongono i legislatori, sollecitati dalle
associazioni animaliste, è quello di arginare il
fenomeno del randagismo, mediante delle politiche di
sterilizzazione delle cagne e di incentivi
all’adozione dei cani che si trovano a trascorrere
la loro esistenza in un canile. Ciò premesso,
rispondo alle vostre domande, che ho raggruppato
visto che hanno lo stesso oggetto, dicendovi che,
generalmente, al proprietario del cane maschio viene
pagata la monta, oppure, in alternativa, gli si
consente di scegliere un cucciolo ogni tre o quattro
partoriti.
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Il cane fa la pipì quando gli
scappa
D:
Buon
giorno, io ho due cani di media-piccola taglia,
raccolgo sempre i loro bisogni solidi.. Qualche
tempo fa la più grande, di 10 chili, ha fatto un bel
laghetto sul marciapiede. Io ho provato a tirarla
verso il bordo strada, ma non ci sono riuscita, e
una negoziante mi ha intimato di pulire.
Da
che parte sta la ragione? Devo armarmi di
bottiglietta con candeggina d'ora in poi?
R:
La ragione sta dalla parte del cane, che fa la pipì
quando gli scappa. E nessuna norma ti obbliga ad
andare in giro con una bottiglia di candeggina. Vero
è che non è consentito imbrattare i luoghi pubblici,
per cui chi è intollerante nei confronti degli
animali può protestare in caso di pipì fatta sul
marciapiede. L’unica cosa che puoi fare, allora, è
di non passare più con i tuoi cani dalle parti di
quel negoziante.
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Ho venduto la mia cavalla e ...
D:
Gentile avvocato, un mese fa ho venduto la mia
cavalla ad un signore di Pavia. Lui mi aveva
promesso un trattamento meraviglioso di cure ed
attenzione. Ieri ha cominciato a chiamarmi
moltissime volte al telefono, perchè la cavalla ha
un piede con una infezione all'interno dello zoccolo
e ha cominciato a zoppicare. Dopo un mese non credo
di avere responsabilità. Ho parlato con la
veterinaria, che mi ha detto che la cavalla è anche
poco nutrita. Ora il signore minaccia che la manderà
al macello se non vado a riprenderla e gli ridò i
suoi 3000 euro (premetto che ha preteso che io mi
accollassi le spese di trasporto da Castelfranco
veneto a Pavia, la ferratura, e comunque pochi
giorni prima di partire ho fatto visitare la mia
cavalla dal veterinario). La cavalla è una fattrice
italiana approvata unire e non macellabile. Premesso
che la vendita è stata regolare, anche a dire del
compratore, trovo cattivo questo modo di agire
facendo leva sui miei sentimenti. Comunque sia
vorrei capire come salvare la cavalla dal macello e
avere il tempo per capire come agire la ringrazio.
R:
Condivido la sua opinione sulla condotta del
compratore, che oltre ad essere “di cattivo gusto”,
come dice lei, sembrerebbe anche contenere gli
estremi del reato di estorsione. Infatti, da quello
che mi scrive desumo che la vendita è valida, e non
ci sono cause di risoluzione del contratto. Pertanto
il compratore non può chiedere indietro i 3000 euro,
né tantomeno può pensare di minacciare di macellare
la cavalla o di farlo veramente, visto che sul
passaporto UNIRE ne è stata stabilita la non
macellabilità. Occorre inviare immediatamente una
diffida al compratore, per invitarlo ad astenersi da
questa condotta. Si possono anche allertare le ASL
veterinarie per gli accertamenti di competenza, ed
eventualmente, qualora dovesse apparire concreta la
possibilità che la cavalla venga macellata, potrebbe
richiedere l’intervento di un’associazione
animalista finalizzato ad adire la magistratura con
un ricorso d’urgenza per impedirne la macellazione,
facendo leva sulla dichiarazione di non
macellabilità e sulle caratteristiche d’affezione
dell’animale. Non mi risultano, però, precedenti
giurisprudenziali su tale questione, per cui occorre
verificare con estrema attenzione tutti gli aspetti
concreti della vicenda per individuare la strada più
giusta da percorrere, cosa che potrà fare con
l’assistenza di un suo legale di fiducia.
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Sono obbligato per legge a esporre il cartello "attenti al cane"?
D:
Egregio avvocato, mi chiamo Manuel e ho un
Rotweiller di 11 mesi regolarmente denunciato alla
apposita anagrafe con regolare assicurazione.
Il
cucciolone, di nome Ares, vive con me in una villa.
Sono obbligato per legge a esporre il cartello
"attenti al cane"? Se si, quali sono le disposizioni
per le distanze, altezze, ect? La ringrazio
anticipatamente per il consulto.
R:
Non c’è nessuna legge che impone l’apposizione del
cartello “Attenti al cane”, ma vi sono molti
regolamenti comunali che obbligano i cittadini
all’esposizioni sui cancelli o sulle porte di
accesso di questo tipo di targhe, specificando anche
dimensioni ed altezze. Dovrai pertanto fare questa
verifica presso gli uffici comunali. In ogni caso, è
buona norma apporre un cartello di avvertimento
sulla presenza del cane. Vi sono dei precedenti,
nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, che
hanno liberato da ogni responsabilità per
risarcimento dei danni i proprietari di cani, anche
di grossa taglia, che avevano aggredito chi era
entrato nella loro abitazione senza avvertire
preventivamente, stante l’avvertimento del pericolo
con il predetto cartello
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Trasportare
il cane in auto senza incorrere in una multa
D:
Esimio Avvocato, mi chiamo Giuseppe e sono
proprietario di uno splendido labrador, la mia
domanda è la seguente: come faccio a trasportare in
auto il mio cane senza incorrere in una sanzione
amministrativa, datosi, a parer mio,che la norma del
codice stradale vigente sembrerebbe essere alquanto
vaga e generica (non possiedo un'auto station
wagon)! Fiducioso della risposta, sentitamente la
ringrazio.
R:
Ho già trattato l’argomento nella risposta “animali
a bordo”. L’art. 169 del D. Lgs. n. 285/92, meglio
noto come “nuovo codice della strada”, prevede, al
comma 6, che è consentito il trasporto di un solo
animale domestico, senza specificazioni in ordine
alla taglia dell’animale, con la sola prescrizione
che l’animale non costituisca impedimento o pericolo
per la guida.
Solo in
caso di trasporto di animali domestici in numero
superiore ad uno, è necessario che sia approntata
una apposita gabbia o contenitore nel vano
posteriore al posto di guida appositamente diviso da
rete o da altro analogo mezzo idoneo che, se
installato in via permanente, deve essere
autorizzato dal competente ufficio provinciale della
Direzione generale della Motorizzazione.
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Il microchip
è obbligatorio?
D:
Mi
chiamo Maria e vivo nella provincia di Milano con la
mia famiglia di quadrupedi; la disturbo per un
problema di questo genere. In data 17/06/2008
abbiamo trovato un setter irlandese abbandonato
sotto la pioggia e l'abbiamo portato a casa.
Il
giorno dopo l'abbiamo portato dal nostro
veterinario, non ha microchip, ha un tatuaggio che
non si vede benissimo pertanto la ricerca è un pò
difficoltosa.
Abbiamo contattato la Asl di nostra competenza per
chiedere come dovevamo procedere e loro ci hanno
risposto che verremo contattati dal loro veterinario
per portare il cane alla visita e controllo generale
e poi ci hanno detto che dobbiamo obbligatoriamente
mettergli il microchip.
Ora, quello che a me preme capire (il cane oramai si
è affezionato a noi, ha tredici anni e oramai non so
bene quanto vivrà ancora): questo microchip è
obbligatorio? e il costo deve essere a carico nostro
o a carico della Asl? quali sono le leggi che mi
confermino questo?
Fino a prova contraria noi abbiamo salvato dalla
strada un cane non siamo andati a comprarlo. Attendo
una Sua gentile risposta.
R:
L’istituzione delle anagrafi canine è demandata alla
legislazione regionale. Per la regionale Lombradia
vi è la Legge Regionale n. 30/ 87, che sancisce che
chi detiene un cane, o chiunque ne entri in
possesso, deve iscriverlo entro quindici giorni
all’anagrafe canina regionale, sotto pena di una
sanzione di euro 34,42. Il costo, ovviamente, è a
carico del gentile contribuente. Anche se il cane
viene salvato dalla strada!
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Ingiusta
ordinanza del Sindaco!
D:
Può
il sindaco di Campagnano di Roma inviarmi un
ordinanza (sulla base di lamentele e denunce fatte
da una sola persona infastidita dall'abbaiare diurno
dei miei 3 cagnolini) e costringermi ad utilizzare
un dispositivo antiabbaio? Premetto che abito in un
villino con giardino in una zona dove tutti
possiedono cani! Grazie per l'attenzione
R:
Su due
piedi le dico che il sindaco non può farlo, anche se
avrei bisogno di esaminare la documentazione che ha
spinto il sindaco ad emanare quell’ordinanza.
Quest’ultima può comunque essere impugnata davanti
al TAR (se si è ancora nei termini).
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i vicini hanno presentato un esposto perchè il cane
abbaia
D:
Sono
proprietario di un cane salvato, non acquistato.
Abito a Piancarani di Campli in provincia di Teramo.
Qui ci sono molti cani randagi, che passando vicino
al recinto del mio, lo fanno abbaiare, e i vicini
hanno presentato un esposto. COME MI DEVO
COMPORTARE, NON VOGLIO PERDERE IL MIO CANE E NON
VOGLIO NEMMENO CHE VENGA FATTO DEL MALE AI RANDAGI.
R:
Può
leggere quanto ho già scritto in tema di disturbo
della quiete pubblica da parte dei cani. Da quello
che mi scrive, non ritengo che ci sia alcun pericolo
per lei di perdere il suo cane.
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Se un ciclista investe un cane...posso citarlo per
danni?
D:
Se un
ciclista investe un cane che muore, mentre il
ciclista viene ricoverato per trenta giorni di
ospedale, e adesso mi chiede il risarcimento danni,
mentre io ho perso un amico insostituibile a quattro
zampe, posso citare io il ciclista per danni, visto
che il cane era di una persona di settanta anni per
compagnia?
R:
Occorre verificare quella che è la dinamica del
sinistro, per verificare se vi sia una colpa
esclusiva o concorrente del ciclista nella
causazione dell’incidente. In tal caso, lei può
sicuramente citare il ciclista.
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CANE investito da un auto. Come fare per richiedere
il risarcimento?
D:
Le scrivo perché ho bisogno di un serio aiuto.
Sabato 21-06-08, verso le ore 12.00, a Francavilla
al mare, in località Foro, in una strada chiusa,
mentre mi accingevo con la mia compagna a scaricare
l'auto è successa la disgrazia. Mirtilla, il nostro
cane, mentre faceva pipì sul ciglio della stretta
strada è stata investita da una donna con un auto.
La scena è stata terribile, perché il cane era
paralizzato a terra in una pozza di sangue e la mia
ragazza, per il forte spavento, è svenuta. La donna
è scesa dall'auto solo dopo 5 minuti, e una volta
visto che si trattava di un cane, è risalita in
auto, e come se niente fosse ha parcheggiato ed ha
raggiunto la sua abitazione lì vicino. Il cane ha
riportato uno schiacciamento polmonare, lesioni alla
vescica, lesioni alle mammmelle e la rottura
completa del bacino. Adesso e' sotto la cura di un
medico veterinario che sta cercando di inserire una
protesi di tipo fissatore esterno permanente. In
questi giorni sono stato rintracciato da testimoni e
ho il numero di targa della signora. Come posso fare
per ricevere un risarcimento danni da questa
"persona"? Vi dico che solo per l'intervento mi
hanno chiesto circa 1000 euro.
R:
Mi dispiace per quello che è accaduto alla sua
Mirtilla. Mi sono occupato altre volte di casi
analoghi in questa rubrica, per cui può leggere
quanto ho già scritto. Per il risarcimento dei
danni, potrà farsi dare i dati dell’assicurazione
che copriva per RCA l’autovettura della signora
(visto che è in possesso della targa). Qualora
l’assicurazione non intenda corrispondere il
risarcimento, oppure offra una somma irrisoria,
potrà rivolgersi alla magistratura civile.
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Anche la malasanità veterinaria da diritto al
risarcimento
D:
Buongiorno, vivo a Fregene (provincia di Roma). Da 7
anni ho un coniglietto nano femmina di nome Lizzy, e
da 7 anni la cresco e mi prendo cura di lei con
tanto amore. Il mese scorso mi sono accorto che non
stava bene e mi sono recato per una visita presso la
clinica veterinearia "OMNIAVET" dei Dottori
G.Granata e A.Melillo e sita in Acilia in Piazza
Giovanni Omiccioli 5. Nella stessa è stato
diagnosticato alla coniglietta un tumore all'utero e
si è deciso di procedere all'esportazione dell'utero
e delle ovaie essendo il tumore circoscritto.
L'operazione, a quanto riportato dal Dottor Melillo
e dal suo collega Dottor Bassani, è perfettamente
riuscita. Mi è stato detto inoltre che ritenevano
necessario che io lasciassi ricoverata la
coniglietta presso la loro struttura per 5 giorni
per dar modo loro di controllare il recupero
dall'anestesia e di provvedere ogni otto ore a
nutrire l'animale in maniera forzata tramite
siringhe da insulina con "critical care" oltre a
somministrare al coniglio una serie di farmaci
(antidolorifico, antinfiammatorio, vitamine,
ecc.ecc..) Trascorsi i 5 giorni sono stato
contattato e mi hanno comunicato che potevo passare
a riprendere la coniglietta in quanto avrei potuto
personalmente proseguire la terapia a casa.
Il
giorno successivo alla dimissione dell'animale,
quando sono andato a prenderla per portarle le cure
richieste, mi sono immediatamente reso conto di come
la zampetta (depilata) dove le era stata applicata
la flebo, fosse gonfia, secca, maleodorante e
assolutamente inutilizzata dal coniglio stesso.
Sono tornato subito presso la clinica veterinaria
per farla visitare e il medico, in deciso imbarazzo,
ha farfugliato che probabilmente il danno era stato
provocato dall'applicazione troppo stretta del
cerotto che teneva la flebo, o dall'ago della flebo
stessa che poteva essere andato fuori vena. Con
sempre maggiore imbarazzo mi ha anche comunicato che
probabilmente la funzionalità della zampa era persa
per sempre e che si sarebbe dovuto provvedere
all'amputazione. Si è anche lamentato con il
coniglio sostenendo che fosse troppo delicato!!!!
Io, pur mantenendo la calma, ho chiesto come fosse
possibile come fosse potuta accadere una cosa del
genere....e che se pure avrei potuto capire il
problema del cerotto o dell'ago, quello che
assolutamente non era ammissibile, era il fatto di
aver avuto ricoverata, visitata e curata la
coniglietta ogni otto ore per cinque giorni dopo
l'intervento, senza che nessuno di loro si
accorgesse del danno fatto. E questo dimostrava
negligenza e superficialità mentre però nel
frattempo io pagavo il corrispettivo di 25 euro al
giorno più iva per ogni giorno di ricovero!!!!
Un
altro veterinario da me consultato mi ha detto che
se si fossero accorti subito del danno, la
funzionalità della zampa sarebbe stata recuperata e
mi ha consigliato di far loro causa.
Il
Dottor Bassani, cercando di rinviare il problema, mi
ha prescritto una serie di creme e di altre medicine
che avrei dovuto somministrare alla coniglia. Il
tutto è andato avanti per altri dieci giorni senza
che in alcun modo fossero visibili dei
miglioramenti. Nell'ultima visita sostenuta ho
chiesto al Dottor Bassani che perlomeno le spese
dell'operazione di amputazione non fossero a spese
mie ma a spese della Clinica. La risposta è stata
negativa. Faccio presente che il giorno della prima
visita e del ricovero mi stamparono il preventivo di
spesa totale che ammontava a poco più di 300 euro
complessivi. Il giorno dell'operazione mi hanno
stampato un secondo preventivo che aggiungeva al
primo altri 200 euro circa. Infine il giorno in cui
sono andato a riprendere la coniglietta mi hanno
richiesto ulteriori 150 euro per una spesa totale di
650 euro alla quale vanno aggiunti ulteriori 80 euro
per medicine varie. Mi chiedo a cosa serve fare un
"preventivo" che per l'appunto serve al cliente per
capire preventivamente se è in grado di sostenere la
spesa totale, se poi di giorno in giorno questo
preventivo viene ritoccato fino a raddoppiare senza
però che intervengano cure ulteriori e non
previste!!!!!
Ed
ora, secondo loro, dopo aver speso 730 euro ed
essermi ritrovato con il mio coniglietto privo di
una zampa a causa di chiari danni iatrogeni, io
dovrei anche accollarmi le spese di un nuovo
ricovero e dell'operazione di amputazione che il
coniglio dovrà a giorni sostenere. E da quanto mi è
stato anticipato, la spesa che dovrei sostenere
porterebbe la cifra totale fra i due ricoveri e i
due interventi intorno ai 1200 euro! Cifre che
normalmente riguardano i ricoveri degli uomini
presso strutture private e costose!
Mi
rivolgo quindi a voi per essere consigliato, credo
che effettuare l'intervento a spese loro sia il
minimo che la clinica possa fare per evitare di
aggiungere la beffa al danno!
Vi
ringrazio e resto a disposizione per ogni
chiarimento.
R:
Siamo in presenza di una chiara responsabilità della
clinica veterinaria per quello che è accaduto alla
tua coniglietta. Un volta dimostrata, con una
perizia, la colpa professionale, la predetta
struttura veterinaria sarà certamente tenuta a
risarcire i danni da Lei patiti, tra cui le spese
necessarie per l’intervento di amputazione della
zampetta.
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Cane di quartiere
D:
Buongiorno, ad Alba Adriatica è stato prelevato
dalla polizia Municipale un cane, dolcissimo, in
seguito alla denuncia da parte di un cittadino di
essere stato aggredito. Cosa è possibile fare in
questi casi?
Volevo anche delle informazioni sulla possibilità di
far adottare il predetto cane come cane di
quartiere. Inoltre vorrei in generale informazioni
sul cane di quartiere (innanzitutto se il comune di
Alba Adriatica contempla questa possibilità), visto
che ci sono altri due cani che potrebbero subire la
stessa sorte, pur senza avere aggredito nessuno.
Infine vorrei sapere se è legalmente corretto che
un'amministrazione lasci liberi degli animali sul
territorio non assumendosi in alcun modo la
responsabilità dei danni che potrebbero causare.
R:
A
seguito della denuncia di aggressione da parte di un
cane, quest’ultimo viene tenuto in osservazione dai
veterinari dell’ASL competente. Se è intestato ad un
privato, generalmente rimane nella disponibilità di
quest’ultimo. Se non è intestato a nessuno, la ASL,
dopo le verifiche sanitarie, lo trattiene in un
canile convenzionato.
Molti
comuni, come strumento alternativo per la lotta al
cosiddetto fenomeno del randagismo, e per evitare la
reclusione a vita nei canili, riconoscono la figura
del “cane di quartiere”. Ad esempio, tale figura è
prevista dall’art. 9 del regolamento per la tutela,
la detenzione e la circolazione di animali del
Comune di L’Aquila. Le condizioni che rendono
possibile il riconoscimento del cane di quartiere
vengono definite dal Comune d'intesa con il servizio
veterinario della Asl. Si deve trattare, ovviamente,
di un cane non pericoloso, che rimane, comunque, di
proprietà del Comune.
La
stessa disposizione è prevista dall’analogo
regolamento di Roma, che specifica che le
associazioni animaliste, o i privati cittadini che
abitualmente si prendono cura dei cani e che
vorrebbero farli riconoscere come cani liberi
accuditi (cioè cani di quartiere), devono avanzare
una proposta al Servizio veterinario della Azienda
USL territorialmente competente per il parere
tecnico circa il riconoscimento dei singoli cani,
dei quali assumono l’onere della gestione volto a
garantire all’animale i parametri minimi di
sostentamento dei cani.
In caso
positivo, i cani di quartiere, dopo le opportune
vaccinazioni e sterilizzazioni, devono essere
iscritti all’anagrafe canina, muniti di microchip a
nome dell’associazione animalista di riferimento o
del privato cittadino o del competente Ufficio
comunale per la tutela degli animali.
Non so
se ad Alba Adriatica esiste un regolamento analogo,
puoi verificarlo recandoti al Comune. In ogni caso
quest’ultimo rimane responsabile dei danni che
potrebbe cagionare l’animale.
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In luogo aperto al pubblico... cane al guinzaglio!
D 1:
BUON
GIORNO, HO UN CANE LUPO CECOSLOVACCO E ABITO IN UN
CONDOMINIO CON UN GRANDE GIARDINO, DI CUI IO E IL
MIO CANE ABBIAMO SEMPRE USUFRUITO DA CINQUE ANNI A
QUESTA PARTE. IL CANE NON E' PERICOLOSO (GIOCA CON
MIA NIPOTE DI TRE ANNI), MA AVEVO L'ABITUDINE (E I
VICINI NON MI HANNO MAI DETTO IL CONTRARIO) DI FAR
VENIRE AL SABATO MATTINA UN'AMICA CON UN'ALTRA CAGNA
PIU' GIOVANE E DI PARI RAZZA PER FAR GIOCARE
ENTRAMBI I CANI IN GIARDINO. QUEST'ULTIMA HA
RINCORSO UNA RAGAZZINA DI UN'ALTRO CONDOMINIO (AL
MOMENTO OSPITE DI ALTRE BAMBINE FIGLIE DI VICINI) E
UN VICINO MI HA INTIMATO CHE IL MIO CANE (CHE
DURANTE IL FATTO NON SI E' NEMMENO MOSSO) DEVE
SCENDERE IN GIARDINO CON LA MUSERUOLA PERCHE'
"PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE" (!). MI SENTO UN
PO' DEBOLE AD AFFRONTARE QUESTA COSA, ANCHE PERCHE'
SONO RIMASTA SOLA. PUO' AIUTARMI A DIFEDERMI?
R:
La
museruola non è obbligatoria, ma il cane, purtroppo,
deve essere tenuto almeno al guinzaglio in un luogo
aperto al pubblico, come è, nei fatti, un giardino
condominiale.
D 2:
Possiedo una femmina meticcia di 5 anni, di taglia
media, sterilizzata. Viviamo in un condominio con
cortile. Ho ricevuto lamentele da parte di altri
condomini sulla presenza del mio cane nel cortile,
con la richiesta esplicita di tenerla al guinzaglio.
E’ obbligatorio, o posso oppormi, visto che nel
regolamento del condominio questo punto non è
menzionato?
R:
Come ho
più volte detto, è obbligatorio l’uso del collare
nei luoghi aperti al pubblico, e quindi anche in un
cortile condominiale.
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Minacciato perchè il mio cane abbaia
D:
Sono proprietario di un cane boxer, e vivo a Roma al
piano terra. Ho ricevuto minacce a me e al mio cane
per il suo abbaiare al passaggio davanti al mio
cancello. Premetto che il mio cane non abbaia quasi
mai! Cosa posso fare? Come posso difendermi, cerco
ogni tipo di aiuto! Grazie
R:
Può
denunciare gli autori delle minacce. La sua è una
situazione simile a quella lamentata da altri utenti
di questo sito, dia uno sguardo al sommario degli
argomenti per trovare ulteriori chiarimenti.
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Il mio
cane muore in anestesia
D:
Salve, il giorno 17/04/08 ho fatto partorire la mia
cagna di Bulldog Inglese tramite un parto cesareo
presso uno studio veterinario. Purtroppo, dopo circa
cinque minuti dalla somministrazione
dell’anestetico, la cagna e morta per arresto
cardiaco. E’ stata la mia prima esperienza, non mi
ero informato perchè mi sono fidato ciecamente del
dottore, però poi mi sono informato e ho ricevuto
delle domande del tipo: la cagna è stata intubata?
sono state effettuate delle analisi prima
dell'intervento? gli è stata messa una flebo? A
tutte queste domande io purtroppo ho risposto di no,
perchè non è stato effettuato niente di tutto
questo. Mi rivolgo a voi per sapere se il dottore
abbia avuto delle responsabilità e se punibili dalla
legge.
R:
Ritengo
che il dottore abbia quasi certamente delle
responsabilità, ma occorre la consulenza tecnica di
un veterinario per fugare ogni dubbio. Una volta
raccolte tutte le prove, si potrà agire
giudizialmente per avere il risarcimento dei danni,
come ho detto nelle risposte “Malasanità
veterinaria” ed “intervento mal riuscito”.
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Si pratica ancora il taglio delle orecchie?
D:
Sto girando perchè sono intenzionato a prendere un
cane molossoide, e ho notato che a molti cuccioli
viene praticato ancora il taglio delle orecchie. Mi
hanno spiegato, dato che l'ordinanza della Turco non
si è tramutata in legge, che ognuno è libero di
comportarsi secondo coscienza. Le risulta?
R:
Rimando a quanto detto nella precedente risposta.
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il collare elettrico antiabbaio è legale o no?
D:
Vorrei avere un paio di informazioni: ma il collare
elettrico antiabbaio è legale o no? Tempo fa ho
sentito dire che non era legale, neppure per le
strutture specializzate nell’addestramento. Ora su
internet, cercando delle certezze, ho scoperto che
non era mai stato illegale! Posso avere delle
informazioni certe?
Vorrei chiedere anche se è passata la legge per
vietare il taglio (barbaro) della coda e delle
orecchie.
Anche qui, girando su internet, ho trovato che le
orecchie si possono tagliare solo ai cani con
pedigree mentre la coda… a chiunque!
Ultima cosa: Tradizioni a parte, perchè la corrida,
il palio di Siena, altre manifestazioni che causano
una tortura agli animali non possono essere
denunciate per maltrattamenti (come i combattimenti
tra cani e per le pellicce? Allevare visoni volpi
ecc.. per capi d’abbigliamento non è pure una
tortura? Tutto si racchiude in una parola: business,
e di conseguenza è meglio tacere perchè siamo in
Italia?
R:
Effettivamente devo confermarti che il collare
elettrico non è illegale. Il Ministro della Sanità
(Storace), con ordinanza del 5/7/05, ne aveva
vietato l'uso, sul presupposto che integrasse gli
estremi del maltrattamento, ma la predetta ordinanza
è stata annullata dal TAR di Roma. Successivamente
il nuovo Ministro della Sanità (Turco) ha nuovamente
emanato una ordinanza ("Tutela dell'incolumità
pubblica dall'aggressione dei cani" in data
12.12.06) con cui ha nuovamente vietato l'uso del
collare elettrico, in quanto integrante l'ipotesi di
maltrattamento, ma anche questa ordinanza è stata
sospesa dal TAR di Roma in data 11.4.07.
La predetta ordinanza del Ministro della Salute
Turco in data 12.12.06 aveva anche previsto il
divieto di interventi chirurgici destinati a
modificare l'aspetto di un cane, o finalizzati ad
altri scopi non curativi, ed in particolare il
taglio della coda, il taglio delle orecchie, la
recisione delle corde vocali, ma in data 28.3.07 la
predetta ordinanza è stata modificata, per cui i
predetti interventi sono ora consentiti per i cani
appartenenti alle razze canine riconosciute dalla
FCI fino alla emanazione di una legge di divieto
generale specifica, che fino ad oggi non è stata
emanata.
La
confusione legislativa giustifica la tua difficoltà
di raccapezzarti sullo stato attuale della normativa
in base alle ricerche su internet. Sul nostro sito,
nella sezione "diritti & doveri", trovi tutti i
testi normativi. Io ritengo che i collari elettrici
costituiscano maltrattamenti, e che quindi siano
illegali, così come il taglio di coda e orecchie, ed
anche il Palio di Siena e gli allevamenti di visoni
per le pellicce. Non sono l'unico a pensarla così,
ci sono migliaia di denunce che sono state
presentate, alla fine vedrai che ci daranno ragione.
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Se il gatto si introduce nel giardino
altrui...
D:
Il mio problema è il seguente: abito in un piccolo
paese del Piemonte (circa 140 abitanti) e vivo in
una casa singola con giardino. Ho 58 anni e sono
sposato, con una figlia di 28 anni. Amiamo molto gli
animali, e in particolare, da quando ero piccolo, ho
sempre avuto un gatto. Purtroppo, abitando vicino ad
una strada, alcune volte qualche mio gatto è mancato
a causa delle autovetture. Da circa 10 anni il mio
vicino tiene nel suo giardino due cani hushy, di cui
uno ha come sport preferito quello di uccidere i
gatti che attraversano il giardino, spezzandogli la
schiena. Tre anni fa un mio gatto ha fatto quella
fine e oggi anche quest'ultimo mio gatto è stato
ucciso. Vorrei qualche consiglio in merito. In
particolare vorrei sapere se posso obbligare il mio
vicino a controllare meglio il suo cane, o devo
rassegnarmi a non tenere più gatti.
R:
Mi
dispiace davvero per i suoi gatti, ma temo che
l’unica soluzione al problema sia quello di impedire
che i suoi animali possano accedere in quel
giardino. Infatti il proprietario dell’husky deve
rispondere dei danni cagionati dal proprio cane, ai
sensi dell’art. 2052 del codice civile, ma
l’introduzione fortuita del gatto nel giardino
costituirebbe sicuramente una causa di esclusione
della responsabilità.
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Il maltrattamento non è questioni di metro quadro
D:
Buongiorno, domenica mattina sono stato svegliato
alle ore 9 da un blitz della polizia zoologica, che
dopo aver verificato la documentazione mia e dei
cani e fatto mille misurazioni e foto, mi ha detto
che riceverò comunicazione per un esposto alla
procura della repubblica per maltrattamento di
animali.
I
miei 2 cani, un beagle di 2 anni ed un dobermann di
un anno, passano gran parte della giornata liberi in
un giardino di 160 mq, ma restano, nelle ore in cui
io sono al lavoro, in un recinto, le cui dimensioni
sono di 1.20m per 7m con cuccia in muratura, tavola
di legno, ecc..
Le
guardie
zoologiche non solo hanno rifiutato di comunicarmi i
loro nomi e cognomi, ma sinceramente sono stati
abbastanza scortesi, accusandomi di maltrattamenti
che a mio avviso non sussistono. il maltrattamento
consisterebbe, a detta loro, dal fatto che il
recinto è di soli 8 metri quadri, contro i 9 citati
dalla legge per 2 cani.
Ora resto in attesa di questo esposto, ma in
coscienza mi da parecchio fastidio essere additato
come maltrattatore, io che darei l'anima per i miei
cuccioloni!!!
R:
Non so
da dove scrive, e quindi non so dirle qual è la
misura minima per il ricovero dei suoi due cani, che
solitamente viene stabilita dalle leggi regionali.
In ogni caso, non basta lo scarto di un metro quadro
a far configurare l’ipotesi di maltrattamento. Se le
cose stanno come dice lei, può essere certo che il
procedimento intrapreso a suo carico sarà
archiviato.
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Il giardino condominale è un bene comune
D:
Abito
in questo condominio da trent’anni, ci sono sempre
stati i gatti degli altri condomini per i quali non
ho mai protestato, anzi, ho pulito anche quando
sporcavano, e non era mio compito. Ora ho adottato
due cagnolini meticci di piccola taglia, che sono
buoni, ma da quando li accompagno nel giardino
condominiale per i loro bisogni, come vanno anche i
gatti, e nonostante io pulisco sempre sono diventata
lo sfogo di un condomino che con bestemmie e
maleducazione non vuole che i miei cani facciano (in
mia presenza) il giro del giardino e la pipì, e li
vuole muniti di guinzaglio.
Premetto che la pipì non la posso raccogliere, altro
viene sempre pulito.
Il
giardino è condominiale e recintato e i due
cagnolini non sono assolutamente pericolosi (maschio
e femmina sterilizzati).
Per i suoi gatti va bene sempre tutto, visto che
dichiara che non sono prevedibili?
Ha
ragione il signore o la legge è uguale per tutti?
R:
Direi che il signore ha ragione, ma la legge è
uguale per tutti. Il giardino è un bene comune, e
ciascun condomino può pretendere che non sia
sporcato, né dai cani, né dai gatti. Per i cani,
però, è previsto anche l’obbligo del guinzaglio,
quando si trovano in luoghi aperti al pubblico, e
direi che questa norma vale anche per un giardino
condominale. Ma ciò non autorizza quel condomino ad
insultarla. Se continua a farlo, può decidere di
denunciarlo.
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condomini: NESSUN DIVIETO SENZA
delibera assembleare
D:
Ciao, avrei bisogno di un aiutino. L’amministratore
del mio condominio ha affisso dei cartelli seguiti
da una raccomandata, vietando l’uso dell’ascensore
ai cani. Però non c’è stata nessuna assemblea o
nulla di vagamente simile. Hanno il diritto di farlo
o posso continuare a portare il cane a casa con
l’ascensore, visto che sono al terzo piano?
R:
L’amministratore certamente non può vietare l’uso
dell’ascensore ai condomini accompagnati dai propri
cani, se ciò non è espressamente vietato dal
regolamento condominiale, che deve avere natura
contrattuale (sul concetto di “regolamento
contrattuale”, rimando ad altre mie precedenti
risposte). Nel tuo caso, poi, non c’è stata neppure
una delibera assembleare sul punto, per cui non vedo
come l’amministratore possa aver pensato di
affiggere quei cartelli. Peraltro, se il regolamento
non vieta la detenzione di cani negli appartamenti,
una delibera che impedisse l’uso dell’ascensore
sarebbe impugnabile (nel termine di trenta giorni),
perché di fatto obbligherebbe il proprietario
dell’appartamento (magari sito ad un piano molto
elevato) a fare uso della scale in maniera
immotivata. E’ appena il caso di ricordare, però,
che l’ascensore deve essere lasciato pulito così
come lo si è trovato.
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I miei cani scappano dal recinto ma se fanno
danni...?
D:
Ho tre cani col microchip che vivono in campagna, in
un recinto di 2000 metri quadri, liberi di correre e
con tutti gli agi possibili. I predetti cani hanno
cominciato ad uscire dal recinto inventandosi sempre
modi diversi (scavare, mangiare le reti, saltare le
reti, ecc.), nonostante il mio continuo impegno per
evitarlo. Sono assicurato per un cane. La domanda è:
che succede se fanno danni a cose e persone? Stanno
via anche più di un giorno. Le responsabilità
cambiano se ne denuncio la scomparsa ai carabinieri?
R:
Le responsabilità del proprietario di cane un per
omessa o insufficiente custodia sono state già
trattate in diverse risposte di questo sito (tra le
varie, “Il proprietario è responsabile dei danni
cagionati dal cane”). Le responsabilità, ed in
particolare quelle penali, potrebbero cambiare a
seguito della denuncia di smarrimento, ma in questo
caso il fatto va anche comunicato all’anagrafe
canina, e si devono indicare chiaramente in quali
circostanze il cane è scomparso. Fare scomparire
volutamente il cane, invece, costituisce reato (è
appena il caso di dirlo).
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ha attraversato la strada ed e stato schiacciato
dalle ruote di un'auto
D:
Il mio cane ha attraversato la strada ed e stato
schiacciato dalle ruote di un'auto, ed è morto per
una emorragia interna. Il cane aveva il microchip ed
aveva fatto tutti i vaccini. Posso essere risarcito
dall'assicurazione per tutto il danno che ho avuto,
in tutti i sensi?
R:
Mi dispiace molto per il tuo cane. Anche per il tuo
caso, non posso che rimandarti a quanto detto in
altre precedenti risposte (tra cui “Ha investito il
mio cane perché correva troppo).
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Le
deiezioni vanno sempre raccolte
D:
Io vorrei una informazione. Al mio cane è successo
un incidente: l'unica volta che non ho raccolto le
feci del mio cane dal marciapiede, ma solo perchè
ero di fretta, una signora non vede dove mette i
piedi e ci casca! Fortunatamente non si è fatta
male, ma si è lamentata con due agenti di passaggio
in maniera molto plateale. Alla fine, non potendo
dire di essersi fatta male, in quanto stava in piedi
e sbraitava urlando, ha detto che vuole i danni in
quanto il suo cappotto costosissimo si era rovinato.
Cosa mi consiglia?
R:
L’incidente non è successo al suo cane, ma a lei. E’
inutile dirle che le deiezioni vanno sempre
raccolte, e che il fatto che lei andasse di fretta
non può giustificarla. Solitamente accade che
qualcuno possa metterci sopra un piede, e fin lì
pazienza, pare che porti anche fortuna. Ma se è il
diavolo a metterci la coda, e ci si finisce sopra
con il cappotto, possono essere guai. Tuttavia penso
che, nella peggiore delle ipotesi, questi guai
ammontino alle spese della lavanderia. Se poi la
signora si vuole fare un cappotto nuovo, allora
dovrà andare davanti al giudice, e dimostrare che il
danneggiamento del cappotto (lo strappo, la lesione)
è avvenuta in quella circostanza, e non era
preesistente. Se necessario, si potrà chiedere una
perizia sulla compatibilità tra il danno riportato
dal cappotto e la caduta. E si potrà anche dire che,
in fondo, bisogna stare attenti a dove si mettono i
piedi.
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se non risiede in Italia non rientra nella
competenza del giudice italiano
D:
Egregio avvocato, sono un cittadino italiano
residente in Ungheria. Circa un anno fa mio figlio,
che adesso ha 6 anni, ha subito un'aggressione da
parte di un cane. Questo animale é di proprietà del
padrone di casa, che ha due villette, di cui una
affittata alla mia persona. Il cortile é comune,
visto che non vi sono altre entrate per poter
accedere in casa mia, ed il cane ha un suo recinto
dove non viene mai rinchiuso. Adesso siamo per vie
legali perché a mio figlio manca un pezzo del labbro
superiore dopo essere stato operato. La mia domanda
é se potevo avanzare un'azione legale anche da parte
della magistratura italiana, visto che mio figlio ha
la doppia cittadinanza, e se io da parte lesa, posso
avanzare azione di risarcimento danni, oltre a
quella che ho già intrapreso per le cure di mio
figlio. In poche parole, i proprietari del cane,
sono tenuti a pagare anche quelle che non sono le
cure mediche necessarie, anche future, alla mia
persona.
R:
Non ritengo sia possibile intraprendere un’azione
giudiziaria in Italia. Sicuramente non sarebbe
procedibile l’azione penale, ed anche una causa
civile non potrebbe rientrare nella competenza del
giudice italiano.
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Il gestore di un locale può vietarne l'accesso ai
cani?
D:
Gent.mo Avvocato, le chiedo conferma relativamente
all'interpretazione della legge relativa all'accesso
dei cani ai luoghi pubblici.
I
cani devono essere condotti con guinzaglio e
museruola all'interno di locali pubblici.
Il
gestore del locale può vietarne l'accesso esponendo
il cartello divieto di accesso (può veramente
farlo?). Quando questo cartello non è esposto, il
gestore non può rifiutarsi di far accedere il cane
al suo locale. Qualora l'animale non abbia la
museruola il gestore può vietarne l'accesso o può
solo segnalare la cosa ai vigili, che eventualmente
provvederanno ad elevare la multa?
R:
Gentile lettore, troverà i chiarimenti che le
occorrono nella risposta già pubblicata in questa
rubrica, intitolata “accesso nei locali pubblici”
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Cane investito e ucciso ...risarcimento danno
esistenziale
D:
Il mio carissimo cane di nome Willy, qualche giorno
fa è fuggito dal recinto della mia casa, ed è stato
investito sul bordo della strada da un automobilista
che procedeva a velocità folle, uccidendolo sul
colpo. Sono intervenuti i carabinieri ed i vigili
urbani per i rilievi di rito, senza che io sapessi
dell'accaduto. Le premetto che l'animale è
regolarmente detenuto secondo gli obblighi di legge.
Il sinistro ha provocato un lievissimo danno al
mezzo e un immenso dolore in me, che non riesco a
lenire nonostante i sedativi. Le faccio notare che
vivo con questo cane da cinque anni ed è un compagno
fedele della mia vita. Io risarcirò il danno con la
mia assicurazione, ma chi mi potrà mai restituire il
mio caro Willy. Sono disperato. Cosa posso fare?
R:
Mi dispiace molto per quanto le è accaduto.
Purtroppo nessuno potrà restituirle il suo caro
Willy. Potrà però avere un risarcimento del danno,
se vi sono i presupposti che ho indicato in una
precedente riposta data su questa rubrica (“Ha
investito il mio cane perché correva troppo”). A tal
fine, dovrà richiedere l’assistenza di un suo legale
di fiducia.
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Se non c’è colpa, non c’è neanche reato
D:
Pregiatissimo Avvocato, sono proprietaria di due
cani meticci di piccola taglia.
Li
stavo portando a passeggio tenuti a guinzaglio,
quando ho incontrato una persona e ho cominciato a
conversare con lei. Si è avvicinato un altro piccolo
cane, libero, che ha iniziato a fare baruffa con i
miei, nel mentre si è avvicinata una signora che è
stata morsa e fatta cadere, a suo dire, da uno dei
miei cani. Sono stata querelata e citata a giudizio
per rispondere del reato di lesioni colpose "perchè
tenendo al seguito 2 cani al guinzaglio privi di
museruola non li trattenevo abbastanza al fine di
evitare che uno di essi aggredisse la predetta
signora". Come posso difendermi? Credo di aver
rispettato la normativa relativa relativa alla
tenuta dei cani nei luoghi aperti al pubblico, ma
non so se comunque mi possa essere mosso un
rimprovero per negligenza,imprudenza o imperizia
nella circostanza concreta.
Cosa può dirmi ?
R:
Lei stava passeggiando con i suoi cani al
guinzaglio, per cui era sicuramente in regola con la
normativa vigente. La responsabilità dell’accaduto
non è sua, ma evidentemente del proprietario del
cane lasciato libero, oppure del sindaco, qualora il
predetto cane fosse un randagio. In giudizio la
pubblica accusa dovrà dimostrare la sua negligenza
nella custodia dei cani, che francamente non mi
sembra sussistente nel caso di specie, e dovrà anche
dimostrare che il morso è stato dato da uno dei suoi
cani. Lei si può limitare a contestare l’addebito, e
a dire di aver fatto tutto il possibile per evitare
ciò che poi è accaduto. Ad impossibilia nemo
tenetur, dicevano i romani, e ciò nessuno può
rispondere per un fatto che sfugge dalle proprie
possibilità di controllo. Se non c’è colpa, non c’è
neanche reato. Tutte considerazioni che saranno
certamente portate all’attenzione del Giudice dal
suo avvocato di fiducia.
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Non
tutti i cani sono per tutti!
D:
Illustrissimo Avvocato, desideravo chiederLe se
esistono sentenze di cassazione o norme del Testo
Unico di pubblica sicurezza (magari sfuggitemi) che
vietino o limitino la detenzione di animali ad una
persona incensurata (o meglio con numerose denunce a
suo carico ma senza sentenze di condanna passate in
giudicato), possessore di due cani di razza Pitt
Bull, custoditi in un recinto privato posto in
proprietà privata limitrofa e confinante con un
parco pubblico, ove i cani riescono frequentemente
ad accedere grazie a numerosi e reiterati buchi
fatti nella rete (scavandola o morsicandola).
Tali animali ogni volta che riescono ad "evadere"
dal loro recinto seminano il panico e morsicano i
malcapitati.
Alcuni di essi hanno già sporto querela contro la
persona in questione che costantemente nega che i
suoi cani siano fuggiti.
Da
sopralluoghi eseguiti risultano numerosi fori nella
rete di recinzione.
Il
veterinario Ufficiale ASL nella sua visita di
controllo per per l'osservazione obbligatoria di 10
giorni certifica che i cani godono di buona salute
per cui non è possibile ipotizzare reato di
maltrattamento animale (L. 189/2004). L’unica cosa è
che gli animali sono lasciati molte ore da soli per
assenza del proprietario, e durante queste ore
svolgono le loro scorribande.
R:
L’art. 4 dell’ordinanza del Ministro della Salute
del 12 dicembre 2006, modificata il 28 marzo 2007
vieta la detenzione di cani appartenenti a razze
cosiddette pericolose, tra cui i pitt bull:
a) ai
delinquenti abituali o per tendenza;
b) a chi
è sottoposto a misure di prevenzione personale o a
misura di sicurezza personale;
c) a
chiunque abbia riportato condanna, anche non
definitiva, per delitto non colposo contro la
persona o contro il patrimonio, punibile con la
reclusione superiore a due anni;
d) a
chiunque abbia riportato condanna, anche non
definitiva, per i reati di cui agli articoli 727,
544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale
e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20
luglio 2004, n. 189;
e) ai
minori di diciotto anni e agli interdetti o
inabilitati per infermità.
Occorre
dunque verificare, innanzi tutto, se la persona in
questione rientra in una delle categorie di cui alle
lettere c) e d), visto che non è necessaria una
sentenza passata in giudicato per il divieto di
detenzione dei predetti cani. In ogni caso questa
persona è responsabile per il fatto di non prendere
tutte le precauzioni idonee ad evitare che i suoi
cani escano dal recinto, per cui deve rispondere
delle lesioni patite dai malcapitati che sono stati
aggrediti dai cani stessi.
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Il maltrattamento è tale anche nel caso in cui
l’animale non venga curato adeguatamente
D:
Poichè maltrattare non è solo fare qualcosa contro
l'animale, ma è anche il non eseguire le dovute
cure, in questo caso potrebbe essere ipotizzato
maltrattamento e quindi potrebbe essere sottratto il
possesso dell'animale (potenzialmente pericoloso) ad
una persona non affidabile nella gestione di
quadrupedi in questione? Se questa ipotesi non fosse
plausibile quale alternativa consiglia?
R:
Sicuramente il maltrattamento è configurabile anche
nel caso in cui l’animale non venga curato
adeguatamente, e ci sono anche precedenti
giurisprudenziali specifici in questo senso. Il
proprietario del cane sottoposto a maltrattamenti
rischia di vedersi sequestrato e poi confiscato il
cane, che va affidato ad alle associazioni
protezioniste riconosciute con decreto del Ministero
della Salute come idonee all’affidamento degli
animali. Occorre, chiaramente, verificare quali
siano in concreto le condizioni di detenzione
dell’animale, per stabilire se ci sono gli estremi
del reato di maltrattamento.
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il
sindaco è responsabile dei cani vaganti sul suo territorio
D:
Buon giorno, tre giorni fa è stata trovata una
cagnolina che aveva appena partorito cinque cuccioli
in una chiesa in costruzione. Sono stati avvisati
gli organi di competenza, che hanno costatato che la
cagnolina era priva di elemento identificatorio.
Bisogna portarla in canile perchè lì dov'è non può
stare visto che nessuno può accudirla, ma il sindaco
del comune in cui è stata trovata non vuole pagarne
il ricovero. La mia domanda è questa: può il sindaco
rifiutarsi di pagare? Secondo le mie conoscenze è
lui il responsabile degli animali randagi nel suo
comune! Come si può risolvere questo problema?
R:
Infatti è proprio così, il sindaco è responsabile
dei cani randagi che si trovano nel territorio
comunale. Qualora il comune non sia dotato di un
proprio canile, deve servirsi di un altro canile,
comunque convenzionato. Il rifiuto di adempiere agli
obblighi di legge sulla gestione dei cani randagi
può essere anche sanzionabile penalmente, come
rifiuto di un atto d’ufficio. Occorre, ovviamente,
verificare le modalità concrete dei fatti.
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E' obbligatorio assicurare il cane?
D:
L'assicurazione sul cane è obbligo di legge?
R:
Come ho più volte detto, l’assicurazione non è
obbligatoria, ma è opportuno mettersi al riparo da
possibili richieste di risarcimento di danni
provocati dal proprio cane.
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Il proprietario risponde dei danni cagionati dal
proprio cane
D:
Salve, vorrei un suo consiglio su una cosa che mi è
capitata. Io sto in una casa totalmente recintata, e
di tanto in tanto lascio il mio cane (pincher)
libero nel giardino, anche se il cane vive in casa
con noi. Circa una settimana fa un tipo ha
posteggiato davanti la mia ringhiera. Il cane ha
sporto la testa e l'ha morso creando dei graffi
molto superficiali ma non è uscito, non può passare
dalla ringhiera. Adesso questo tipo ci ha
denunciato, ed è già venuto il veterinario a
controllare se il cane aveva la rabbia, ed ha
costatato che il cane sta bene. Il tipo si è anche
recato al pronto soccorso. A cosa posso andare
incontro? aspetto una sua risposta. Grazie.
R:
Il proprietario risponde civilmente dei danni
cagionati dal proprio cane, ed anche penalmente per
le lesioni che il cane ha inferto a terzi, purchè
sia dimostrabile la mancanza di diligenza nella
custodia del cane stesso. Io ritengo che sia obbligo
anche dei passanti quello di stare attenti a non
essere morsi da un cane che è regolarmente tenuto
all’interno di un’area privata, e la condotta
imprudente del passante può essere fonte di colpa
concorrente o addirittura esclusiva nella causazione
del danno. Tuttavia al fine di avere una risposta
più esaustiva occorre verificare lo stato dei luoghi
(per accertare se erano utilizzabili delle reti di
protezione da apporre sulla ringhiere) e le concrete
modalità del fatto, cosa che potrà fare con
l’assistenza di un suo legale di fiducia.
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I miei cani investiti da autovettura, Uno è morto...
D:
Salve, vi contatto dalla provincia di Mantova.
Sabato 19-01-08, intorno all'una di notte, i miei 2
cani (di razza American staffordshire terrier,
femmine entrambe, di 7 e 12 mesi) uscivano dal
giardino di casa senza che nessuno se ne accorgesse
e dopo circa un 20 minuti un'autovettura, di cui
conosco solo il modello e non la targa, le investiva
passandoci sopra senza nemmeno dare un cenno di
frenata e continuando la sua folle corsa
dileguandosi nella nebbia. Della macchina e del
conducente al momento nessuna traccia. Delle due
cagne una è morta sul colpo, dopo essere stata
colpita e poi schiacciata, e l'altra ha riportato
delle bruttissime lesioni al bacino e quindi è stata
operata, ed ha subito l’applicazione delle piastre
in metallo per mettere a posto il bacino.
Al
momento volevo sapere se c'è qualche legge che
tutela i due cani e quantomeno noi che siamo più che
stravolti per la tragedia.
Nell'attesa le porgo distinti saluti
R:
Come ho più volte detto, il conducente ed il
proprietario della macchina investitrice sono tenuti
a risarcire i danni provocati dalla circolazione, ed
anche il ferimento o l’uccisione di animali, come
sancito anche da recenti sentenze, tra le quali
quella del Giudice di Pace di Ortona più volte
citata in questa rubrica. Il problema, nel suo caso,
è che non è stato possibile individuare
l’autovettura investitrice, e quindi non è stato
possibile risalire al responsabile dell’incidente.
In questi casi, qualora ad essere investito sia un
uomo, ci si può rivolgere ad un apposito fondo di
garanzia per le vittime della strada. Tale fondo,
però, non ancora risarcisce i danni qualora ad
essere investito sia un animale di proprietà.
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Richiesta
risarcimento per decesso di cane randagio
D:
L'altro ieri mio figlio ha subito dei danni alla sua
auto a causa dell'attraversamento improvviso di un
cane randagio, sotto gli occhi di testimoni che
hanno dichiarato l'inevitabilità del sinistro.
Dopo essermi accertata che mio figlio non aveva
subito alcun danno dall'incidente e valutata la
possibilità di richiesta di risarcimento del danno
subito dall'autovettura, ho pensato al povero cane
rimasto ucciso nell'incidente. Quindi vorrei
chiederLe se, nell'ambito della richiesta da
avanzare nei confronti del comune competente, sia
possibile inserire una richiesta di risarcimento per
il decesso del cane con l'obbligo che il comune lo
devolva ad un canile.
Credo sia un atto di civiltà. Grazie per l'eventuale
risposta.
R:
Sono io che la ringrazio per la domanda. In effetti
l’ente comunale è responsabile per i danni causati
dai cani randagi, che sono da considerarsi di
proprietà dei comuni dove vivono. Non è invece
possibile, da parte sua, richiedere un danno al
comune per la morte del cane, sia perché lei non ha
legittimazione a farlo, sia perchè bisognerebbe
dimostrare il fatto illecito del comune, che non è
ravvisabile di per sé nell’incidente occorso al
cane. Comunque grazie per averci pensato!
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Si siede sul mio
cane fratturandogli la zampa...
D:
Vi scrivo per una consulenza circa un fatto accaduto
in casa mia, durante una cena tra amici. I miei
cani, un cucciolo e una cagna di taglia medio
piccola, madre del cucciolo, erano con noi.
Improvvisamente la piccola ha iniziato a lamentarsi
e a tenere alzata una zampetta, evidentemente
dolorante. Nessuno ha saputo spiegarsi che cosa
fosse successo ed io, certa del fatto che in casa
non potesse essersi rotta la zampa, ho pensato che
la cosa non fosse grave, e quindi l’ho portata in
clinica tre giorni dopo, dove è stata operata. Ora
dovrà subire un secondo intervento. A distanza di
venti giorni, una persona decide di parlare, e mi
dice il nome del responsabile, una persona di mole
notevole che si è seduta sopra la zampa del cane.
Ovviamente lui nega tutto. Posso intervenire in
qualche modo? A parte gli alti costi degli
interventi a mio carico, sono dell'idea che certe
persone vadano punite. Si può chiamare omissione di
soccorso?
R:
Ho già avuto modo di occuparmi in questa rubrica
dell’omissione di soccorso, il quale è un reato che
il nostro ordinamento non prevede possa essere
perpetrato a danno di un animale. Vero è che la
sentenza del Giudice di Pace di Ortona riportata nel
nostro sito afferma che l’omissione di soccorso ad
un animale è fonte di responsabilità civile per
fatto illecito, ma tale norma non viene in rilievo
in questa questione. Nel tuo caso sicuramente la
persona che si è seduta sulla tua cagnetta,
fratturandole una zampa, deve risarcire i danni, ai
sensi dell’art. 2043 del codice civile, il quale
prevede che qualsiasi fatto, doloso o colposo, che
cagiona ad altri un danno ingiusto (nel tuo caso le
spese mediche che dovrai sostenere), obbliga colui
che lo ha commesso a risarcire il danno. L’aver
taciuto sull’accaduto aggrava la posizione di questa
persona, che non ha consentito un intervento medico
tempestivo. Ovviamente dovrà essere data la prova
del danno e della sua causa, e sarà necessaria
l’assistenza di un tuo legale di fiducia.
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Il mio cane aggredito e ucciso da tre pastori
tedeschi
D:
Il
mio cane, un pincher nano, è stato aggredito e
ucciso da tre pastori tedeschi che erano
accompagnati dal padrone, ma senza collare nè
guinzaglio. Il proprietario non è intervenuto per
prestare soccorso, nè tantomeno ha richiamato i suoi
cani. La mia bambina di 11 anni ha avuto dei morsi
dal mio cane, quando stava sentendo di morire. Cosa
posso fare?
R:
Mi dispiace molto per quanto le è accaduto, e
purtroppo mi sono già dovuto occupare in questa
rubrica di casi analoghi. Il proprietario dei tre
pastori tedeschi va denunciato penalmente per
l’omessa custodia e per le lesioni patite da sua
figlia, che sono riconducibili all’aggressione da
parte dei tre cani pastori. Si può inoltre chiedere
il risarcimento danni, sia quelli fisici patiti da
sua figlia, sia quelli esistenziali derivanti dalla
morte del suo cane.
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CANE
IN TOMBINO E' MORTO. Posso chiedere il
danno esistenziale?
D:
Il mio cane mentre passeggiava con me è andato
dentro ad un tombino di proprietà dell'Hera. Tale
tombino non avrebbe dovuto essere aperto, e invece
lo era. Il cane è caduto dentro, e nonostante
l'intervento del Vigili del Fuoco è morto. Posso
chiedere il risarcimento del danno esistenziale?
R:
Mi dispiace molto per quanto ti è successo. Dispongo
di pochi elementi per poterti dare una risposta
esauriente, in quanto è molto importante, nel tuo
caso, andare a verificare le concrete modalità in
cui i fatti si sono svolti. In generale posso dirti
che l’Hera è responsabile dell’accaduto, ai sensi
dell’art. 2051 del codice civile, il quale
disciplina, per l’appunto, la responsabilità per
danni cagionati da cose di cui si ha la custodia. Il
fatto che il tombino fosse aperto, mentre non
avrebbe dovuto esserlo, pone automaticamente una
responsabilità in capo all’Hera, che riuscirà a
sottrarsi ad un provvedimento di condanna solo se
riuscirà a dimostrare la sussistenza di un caso
fortuito. Ovviamente sarà importante anche
dimostrare che quel tombino aperto non era visibile,
per cui tu non hai potuto né prevedere, né evitare
che il tuo cane cadesse lì dentro usando
un’ordinaria diligenza. Tutti questi profili,
giuridicamente rilevanti, dovranno necessariamente
essere approfonditi con l’ausilio di un legale di
fiducia. Una volta verificata la sussistenza dei
presupposti di legge, ritengo che tu possa agire per
avere il risarcimento del danno esistenziale, sulla
scorta della giurisprudenza più recente che abbiamo
avuto modo di analizzare con rifermento ai casi di
investimento di cani da parte di automobilisti.
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Accesso dei cani in spiaggia
D:
D'estate porto il mio cane in spiaggia (pubblica
ovviamente) ed il gestore di un lido mi ha detto che
se mi vedesse la capitaneria di porto, mi farebbe
una multa di 200 euro. E’ vero?
R:
Sì, è vero, anzi, si rischia una multa anche più
salata. L’art. 1164 del Codice della navigazione,
infatti, prevede una sanzione amministrativa da 2 a
6 milioni delle vecchie lire per “chiunque non
osserva una disposizione di legge o regolamento,
ovvero un provvedimento legalmente dato
dall’autorità competente relativamente all’uso del
demanio marittimo o delle zone portuali”. L’art. 28
del predetto codice precisa che il demanio marittimo
è costituito da lidi, spiagge, porti, lagune e foci
di fiumi, che sono, appunto, di proprietà dello
Stato, ed i regolamenti di esecuzione rimettono alle
Capitanerie di porto il compito di specificare le
modalità d’uso del demanio marittimo e delle zone
portuali. Le Capitanerie, a loro volta, emettono
delle ordinanze, che generalmente si trovano affisse
anche all’ingresso degli stabilimenti balneari, ma
che ovviamente nessuno legge. Queste ordinanze
generalmente prevedono, tra le varie cose, che non
si possono portare cani in spiaggia, per cui
l’inosservanza a tali provvedimenti determina la
possibilità di essere esposti al rischio della
predetta sanzione pecuniaria.
Bisogna
dire, però, che molti comuni d’Italia hanno
individuato con propri regolamenti dei tratti di
spiaggia per l’accesso con cani, per cui devi
verificare se anche il tuo comune ha fatto
altrettanto. Altrimenti ti potrai attivare con una
bella petizione!
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Malasanità veterinaria e
costi vertiginosi?
D:
La
notte di natale ho portato il mio cane in una
clinica per una forma di infiammazione alle parti
intime. Diciamo che più che visitato è stato solo
visto. Mi hanno prescritto una crema, Gentalin
(valore di 53 euro). Appena tornata a casa ho
massaggiato la parte infiammata con crema, ma il
giorno dopo il cane stava peggio e io, non fidandomi
di quella clinica, mi sono rivolta ad un altra
clinica, dove mi hanno detto di levare subito quella
crema al cortisone. Mi hanno dato due medicine tra
cui un antinfiammatorio ed un collare a cono, il
tutto a 35 euro. Cosa posso fare per riavere
parzialmente o magari tutti i soldi ? Per una visita
minima possono prendersi 40 euro? Non è un abuso?
Cordiali saluti
R:
In passato mi sono occupato in questa rubrica di
problemi di malasanità veterinaria, ma non mi sembra
che questo sia il suo caso. Purtroppo i consulti
medici e le medicine hanno il loro costo, e nel suo
caso siamo ampiamente nella media delle tariffe che
vengono praticate.
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I pet
shop possono vendere cuccioli?
D:
Gentilissimo avvocato, vorrei sapere se è vero che i
negozi che vendono prodotti per animali non possono
tenere e quindi vendere i cuccioli nel negozio.
R:
Non mi
risulta che ci sia un divieto di questo genere.
Purtroppo quella di mettere dei cuccioli in una
gabbietta esposta in vetrina è una pratica assai
diffusa tra i negozianti di animali. Sono certo che
verrà un giorno in cui questa pratica, finalizzata
solo a suscitare la compassione delle persone più
sensibili, sarà ritenuta tanto scandalosa quanto la
vendita degli schiavi nei mercati dell’antica Roma.
Nel frattempo, continuo a consigliare a chi vuole
adottare un cucciolo di andarlo a prendere in un
canile oppure, se proprio si ritiene fondamentale il
pedigree, direttamente da un allevatore. Ritengo,
infatti, che un allevatore serio voglia sapere chi
si prenderà cura del cucciolo, e non lo vende
tramite intermediari.
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offese sono
reciproche
D:
Le
espongo una questione singolare. Un mese fa ho
trovato cane meticcio di un mese, che giaceva sotto
un'auto, e l'ho portato a casa.
La
mia veterinaria (ho già due gatti) mi ha chiarito
subito che pur essendo un meticcio, uno dei due
genitori era un Rottweiler.
Inizialmente mi sono un po' atterrito, solo a
pensare alla mole che avrebbe avuto da adulto, anche
se amo tutte le razze canine e tutti gli animali e
non ho pregiudizi contro certe razze attualmente
additate come "cani-killer".
Alla fine mi sono affezionato alla piccola che ora
ha due mesi e si è ripresa perfettamente.
Ho
avuto l'infelice idea di iscrivermi ad un forum di "Rottweileristi"
per chiedere informazioni su un'educatrice
comportamentalista in zona, che usi l'approccio
"gentile" e zooantropologico (sono assolutamente
contrario agli addestramenti al combattimento di
questi cani, come si vedono nei raduni per
conseguire brevetti per l'attacco, la difesa, etc.)
Purtroppo, sul forum, sono entrato in polemica con
il classico allevatore arrogante, saccente,
sostenitore dei metodi duri nonché del COLLARE
ELETTRICO: la discussione si è accesa e, a parte
ingiurie e sarcasmi più o meno educati contro di me,
mi sono visto definire "lassativo" e "isterico
animalista" da questo odioso allevatore, sempre
saccente e prolisso nell'inveire su chi non è in
accordo con le sue opinioni.
Al
che io ho risposto molto, forse troppo duramente: ho
spiegato al soggetto in questione che a mio parere
stavo parlando con un fabbricante d'armi, che se i
suoi modi di attaccare verbalmente le persone erano
così feroci non osavo immaginare come trattasse i
suoi Rottweiler nel suo allevamento, e poveri i suoi
clienti, e ho concluso sostenendo che, con tipi come
lui in giro, si spiegano gli inaspettati attacchi di
"cani-killer".
Risultato: sono stato BANNATO dal forum, e questo è
il minimo, perché il simpatico allevatore nazista ha
salvato su HDD la discussione e mi ha minacciato di
querela immediata con le parole "farò di tutto per
rovinarti" in quanto avrei offeso lui, il suo
allevamento e i suoi clienti.
Ora io le chiedo: si può querelare una persona via
forum, e se sì, ci sono gli estremi per farlo ai
miei danni in un caso simile quando io stesso sono
stato insultato per primo? (cfr. ad esempio
l'epiteto "ISTERICO ANIMALISTA")
R:
Il
nostro ordinamento prevede una espressa causa di non
punibilità di un’espressione ingiuriosa se c’è stata
una provocazione e se dunque le offese sono
reciproche. Inoltre le condotte astrattamente
diffamatorie sono ritenute non punibili quando sono
poste in essere nell’ambito di una discussione di
interesse pubblico, e si sostengono delle tesi
fondate utilizzando parole anche aspre, purchè non
si sconfini nel mero insulto, dal momento che la
libertà di pensiero e di espressione sono tutelati
dalla nostra Costituzione. Ovviamente si tratterebbe
di verificare l’applicabilità di questi principi al
caso di specie, e di valutare l’effettiva portata
delle espressioni utilizzate. Comunque, pur senza
aver letto nulla su questo forum, ritengo che sia
comprensibile l’atteggiamento di chi protesti contro
delle ignobili tecniche di addestramento, che
comportino addirittura l’utilizzo del collare
elettrico, che è semplicemente uno strumento di
maltrattamento e di tortura dei cani.
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Cane malato?
E' possibile chiedere la riduzione del prezzo
D:
Ho
ricevuto in regalo un cucciolo di labrador dai miei
figli, nel mese di novembre. A marzo ho scoperto che
il cucciolo di ormai 6 mesi era affetto da una grave
forma di displasia bilaterale dell'anca. Ho chiamato
l'allevatore che mi ha rassicurato dicendomi che era
impossibile perchè i genitori erano sani, e che la
displasia è una malattia che si manifesta dopo il
primo anno di vita del cane, e che se avessi voluto
mi avrebbe cambiato il cucciolo. Io ovviamente mi
sono rifiutata perchè era diventato "uno di
famiglia". Premetto che il cane è stato acquistato
tramite un negozio, e mi è stato consegnato dopo
qualche mese anche il pedegree, in cui risulta
effettivamente che i genitori non hanno questo
problema, presente invece in una nonna materna ma
non in maniera grave.
Il
mio cane è stato operato ad entrambe le zampe e ora
che ha compiuto un anno sta finalmente
riprendendosi.
Cosa posso fare? Posso chiedere il rimborso delle
spese?
R:
In
teoria è possibile chiedere la riduzione del prezzo
pagato per l’acquisto del cane, visto che, come ho
più volte avuto modo di dire, si applicano in tali
casi le norme del codice civile sui vizi della cosa
venduta. Temo, però, che l’azione civile, che va
effettuata entro un anno dalla consegna
dell’animale, sia prescritta, a meno che non vi
siano stati atti interrottivi della prescrizione,
come una raccomandata inviata al titolare del
negozio. Mi auguro che il cane, dopo l’operazione,
possa avere una vita il più possibile normale e
piena di affetto.
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" OMICIDIO "
verso gli animali
D:
Gentile Avvocato,scriviamo dalla città di Taranto.
Saremmo curiosi di sapere qualcosa di più circa il
reato di " OMICIDIO " verso i nostri amici a quattro
zampe. E' un reato di entità pari a quello nei
confronti dell'uomo? E'punibile con sanzione
pecuniarie o con reclusione? Ma soprattutto ESISTE
tale reato?
Ciò ci sta facendo riflettere molto dal momento che
non abbiamo sentito mai parlare di qualcuno che sia
stato mai punito per tale reato!
Noi abbiamo un cagnolino e ci starebbe molto a cuore
sapere questo proprio per una maggiore protezione
nei suoi confronti ma anche perchè, proprio perchè
amanti degli animali, ci sentiamo maggiormente
vicini a tutti coloro siano stati colpiti dalla
terribile uccisione del proprio amico. La
ringraziamo con la speranza che questa tematica a
noi cara possa essere presa in considerazione da VS.
Signoria.
R:
Vi
ringrazio per la vostra simpatica lettera, ed anche
per l’appellativo di Vostra Signoria, che non mi
merito! Comunque potete leggere quanto ho scritto in
risposta alla lettera dal titolo “Animalicidio”.
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randagi e cittadini accomunati dal dramma
D:
Egregio avvocato, mi presento. Sono Paola, e le
scrivo dalla città di Taranto. Io amo infinitamente
gli animali, soprattutto i cani (ne ho uno
dolcissimo di nome Sonny, insieme al mio fidanzato e
al mio piccolo fratellino, è la cosa più importante
della mia vita) e, per quanto possa essere strano,
amo immensamente la mia città. Sono sicura che lei è
al corrente del dissesto che ha dovuto affrontare e
che affronta tuttora la città di Taranto (ne hanno
parlato tutti i telegiornali). Essendo le casse del
comune vuote, i canili hanno buttato i cani per
strada lasciandoli al loro destino e la cittadina è
piena di randagi...vorrei sapere: c'è una legge che
vieta di cacciare i cani dai canili anche se il
comune non può mantenerli? Inoltre, è messa male
anche l'azienda che si interessa di pulire la
cittadina dalla spazzatura, quindi la città è piena
di buste di spazzatura che sgorgano dai cassonetti e
che attirano i poveri randagi denutriti che
naturalmente aprono le buste in cerca di qualche
avanzo,sporcando tutte le strade di pattume. Ma vi è
un problema ancora più grave: non tutti i randagi
sono tranquilli e io personalmente sono stata
aggredita più volte da un gruppo di 25 randagi che
AVEVA TROVATO RIFUGIO VICINO LA MIA RESIDENZA
(grazie a Dio ho avuto sempre la fortuna di essere
aiutata) ma sono finita in ospedale in stato di
shock con la bombola d'ossigeno perchè non respiravo
più. Altra gente di mia conoscenza è stata morsa. Mi
sono recata alla caserma dei Carabinieri per
sporgere denuncia ma non me lo hanno permesso
dandomi come spiegazione il fatto che il dissesto
della città portea i canili a fettare per strada
altri duecento cani. La gente ha paura! La gente
come fa a difendersi dai randagi? Sono stati
aggrediti, fortunatamente senza conseguenze, anche
dei bambini. Io amo i cani ma purtroppo la
situazione della mia città è questa. Nessuno ha mai
dato risposte alla mie domande,spero che lei lo
farà. Spero che con i suoi chiarimenti sulla
questione si possa iniziare a cercare una soluzione
per uno dei tanti problemi della mia città!
R:
Cara
Paola, ho come l’impressione che sei la stessa che
mi ha scritto per avere maggiori chiarimenti sul
cosiddetto “animalicidio”. Questa volta mi poni un
problema enorme, perché rimanda al cuore della
legislazione in materia di prevenzione del
randagismo. Tutti i cani randagi che si trovano sul
territorio di Taranto sono di proprietà comunale, ed
il Comune di Taranto è obbligato a prevenire il
fenomeno del randagismo, come tutti gli altri Comuni
d’Italia. Per questo non solo i cani non possono
essere buttati fuori dai canili, ma è necessario
porre in essere tutte le opportune procedure di
sterilizzazione e di vaccinazione dei cani. Il
problema vero è costituito dal fatto che non c’è
alcuna reale attenzione per questi problemi, che
sono ritenuti del tutto marginali (a meno che poi
non si verifichino situazioni di emergenza), per cui
si investono pochi soldi in questo settore. E’ per
questo che i canili sono generalmente dei lager
gestiti da uomini con pochi scrupoli, la cui
principale preoccupazione è quella di percepire la
diaria giornaliera stabilita con i comuni
convenzionati per ciascun cane, cercando di ridurre
al minimo i servizi per aumentare i profitti. E’ per
questo che non si sostengono delle politiche
finalizzate all’adozione dei cani nei canili, perché
vengono osteggiate dagli stessi titolari di queste
strutture, sia perché si troverebbero costretti a
fare entrare giornalmente le persone interessate
all’adozione nel canile, il quale quindi dovrebbe
essere tenuto in modo decoroso (e non lo è quasi
mai), sia perché ogni cane è visto come una fonte di
reddito, e non lo si vuole dare in adozione.
Si
potrebbero invece sostenere queste politiche, ed
anche quelle finalizzate a rimettere sul territorio
i cani piccoli e non pericolosi, che diventerebbero
“cani di quartiere”, i quali potrebbero convivere
pacificamente con gli uomini.
Il
canile, dunque, dovrebbe essere una extrema ratio,
dove alloggiare (in modo dignitoso) i cani più
grandi, favorendo il più possibile le loro adozione
all’interno delle famiglie, e dove praticare le
dovute sterilizzazioni ed i controlli sanitari. Ma
siamo ancora lontani da situazioni di questo tipo,
che invece si riscontrano nelle città del Nord
Europa. Occorrerà proseguire nelle battaglie
politiche che già si stanno conducendo su queste
tematiche, finchè non si otterranno dei risultati
decorosi.
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Nei locali pubblici il cane va Tenuto o legato o con
la museruola
D:
Posseggo un pastore tedesco di due anni libero in un
locale commerciale insieme a due meticci di meno di
10 kg. Vendiamo principalmente animali e prodotti
per animali. Il pastore tedesco è buonissimo
d'indole ed è seguito da un educatore cinofilo. La
mia domanda è: posso averlo libero? Se si devo fare
per forza un assicurazione? A tutti e tre o solo al
pastore tedesco? Quando esco devo o non devo mettere
la museruola al cane se lo porto al guinzaglio?
R:
Nel tuo
locale commerciale dovresti tenere il pastore
tedesco o legato con un guinzaglio, o con la
museruola. Quando esci è sufficiente il guinzaglio,
ma se vai su un mezzo pubblico o in un locale
pubblico dovresti mettere anche la museruola.
L’assicurazione non è obbligatoria, ma è opportuna
per tutti i cani.
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lo sporadico abbaiare non integra il reato di
disturbo alla quiete
D:
Buon
giorno, le scrivo a nome di mia zia, e volevo avere
una conferma da Lei, visto che noi abbiamo già
contattato il nostro avvocato.
Mia zia possiede un meticcio (incrocio Pastore
Tedesco) salvato da una tragica fine. I nuovi vicini
di casa affermano che il cane abbaia e chiedono di
liberarci del cane perchè la vicina soffre di
depressione ed il cane la fa star male.
Noi abbiamo già chiamato la ASL che ci ha confermato
che il recinto del cane è a norma e tutto il resto.
Il
cane abbia solo in caso di animali o persone che
passano in strada (è una strada consortile, quindi
non trafficata da persone in modo assiduo, ma solo
da qualche riccio o volpe durante la notte.
Hanno chiesto di chiuderlo in garage durante la
notte, ma è un cane abituato a girare nel
giardino e quindi soffre e piange se rinchiuso.
Abbiamo ricevuto anche minacce di avvelenamento da
parte loro, così abbiamo fatto un esposto ai
carabinieri della nostra città.
Il
nostro avvocato ha detto che non dobbiamo
preoccuparci, in quanto il cane è chiuso nel nostro
giardino e che il serraglio è a debita distanza. E
in più dice che la legge che protegge i cani è dalla
nostra parte.
Inoltre gli altri vicini addirittura non si erano
nemmeno accorti che mia zia avesse un cane. Quindi
il cane non abbaia come dicono, e per il disturbo
alla quiete pubblica il suo abbaio deve superare un
certo livello di decibel, giusto?
Mi
rassicura anche Lei?
Io
ho paura, perchè purtroppo, dalla parte dove abito
io ho altri vicini poco intelligenti, che hanno
lanciato spesso nella mia recinzione bocconi
avvelenati. Non abbiamo la certezza che siano loro,
ma solo con loro abbiamo problemi. Per fortuna i
miei cani, un Border Collie, un Bovaro del Bernese,
e il maremmano sono stati tutti educati a non
mangiare ciò che trovano in giro.
Abbiamo già fatto anche noi un esposto ai
carabinieri, ma cosa accadrebbe, se uno dei miei
cani avesse problemi con quei bocconi?
R:
Ho già
risposto più volte a domande analoghe a quelle che
mi poni. In effetti non basta lo sporadico abbaiare
del cane per integrare un reato di disturbo alla
pubblica quiete, per cui ritengo che tua zia possa
stare tranquilla da questo punto di vista. Per
quanto riguarda i tuoi cani, mi auguro che non
abbiano mai problemi con bocconi avvelenati.
L’avvelenamento dei tuoi cani costituirebbe un
reato, e i tuoi vicini sarebbero punibili
penalmente, qualora si riuscisse a dimostrare la
loro responsabilità.
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dar
da mangiare ai gatti è legittimo
D:
Gentile Avvocato, le pongo una domanda a nome di mia
madre, un'anziana di 74 anni che vive da sola in un
condominio e che rifornisce di cibo 4 gattini
randagi che circolano nel giardino condominiale. Mia
madre ha ricevuto (come tutti gli altri condomini),
una comunicazione da parte dell'amministratore che
dice: "In occasione dell'ultima assemblea
condominiale è stata rilevata da tutti i presenti
l'insopportabile situazione determinatasi a causa
della presenza di numerosi gatti, a cui qualche
condomino evidentemente fornisce il cibo
quotidianamente.
Questi gatti scorrazzano per il giardino,
all'interno del garage e perfino nelle terrazze,
lasciando escrementi dovunque.
L'Assemblea ha dato mandato al sottoscritto
Amministratore di provvedere a far pulire il garage
ed a far bonificare dagli escrementi i giardino,
autorizzandolo nel contempo a ripartire le relative
spese tra i condomini che saranno individuati tra
quelli che lasciano avanzi di cibo all'interno del
condominio.
Si
sottolinea che l'unico modo per far allontanare i
gatti è quello di non dar loro da mangiare."
Inutile aggiungere che mia madre non lascia alcun
residuo di cibo, e in quanto agli escrementi, è
risaputo che i gatti seppelliscono accuratamente i
loro, contrariamente a certi "umani"... Cosa posso
fare per mia mamma, che è sottoposta a continue
pressioni? (Tra l'altro è cardiopatica, e i gatti la
aiutano a passare il tempo e le fanno compagnia).
Aggiungo che i suddetti gatti stazionano in
prevalenza nella parte di giardino condominiale di
uso esclusivo dell'appartamento di mia madre al
primo piano. Grazie.
R:
Come ho
già avuto modo di dire, ritengo che la condotta di
sua madre finalizzata a dar da mangiare ai gatti sia
del tutto legittima, purchè sua madre provveda a
lasciare puliti gli spazi condominiali. Una
eventuale lettera dell’amministratore con la quale
dovessero essere addebitate a sua madre, in via
esclusiva o prevalente, le spese di pulizia delle
parti comuni del condominio, sarebbe pertanto
sicuramente contestabile.
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Per il cane investito chieda il risarcimento
D:
Salve! Ieri mattina il mio piccolo cucciolo (ne
avrebbe compiuti 4 di mesi il 5 dicembre) è stato
investito dall'auto guidata dal postino di
quartiere. Il signore non aveva visto il cane, ma a
me dispiace molto di questa situazione. Il piccolo
Modì rallegrava me e i miei genitori tutti i giorni
con la sua strepitosa vivacità. Ho spesso temuto che
potesse accadergli qualcosa, magari attraversando la
strada quando usciva di casa (non abbiamo
recinzione) ma finalmente sembrava istruito. Inoltre
anche l'altra cagnetta che abbiamo da 7 anni ha
imparato a muoversi per bisogni esterni ed altro.
Del resto, vivo in campagna e la mia zona è
piuttosto tranquilla. Non riesco invece ad accettare
che sia qualcuno che venga a casa ad investirlo! Per
giunta un postino, che comprendo debba avere una
certa rapidità nelle consegne, ma al punto da non
girarsi attorno?! Il piccolino è morto dopo poco
dall'impatto. Neppure il tempo di portarlo dai
veterinari. Ad ogni modo, mi scusi per la carica
emotiva, sono a chiederle in che modo mi consiglia
di agire ora?
R:
Mi
dispiace molto per il suo cucciolo. Come ho detto
rispondendo anche ad altre persone che si trovavano
nella stessa situazione, l’unica cosa che si può
fare è quella di agire contro il postino in sede
civile, chiedendo il risarcimento del danno morale
ed esistenziale patito a causa della perdita del
cucciolo.
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Il mio cane è stato investito e l'assicurazione non
vuole risarcirmi
D:
Il
mio cane è stato investito da un autocarro, e
l'assicurazione non vuole risarcirmi le spese che ho
sostenuto per l'intervento che il mio cane ha subito
perchè era senza guinzaglio. Cosa posso fare?
R:
L’assenza del guinzaglio non è di per sé ostativa
alla possibilità di ottenere il risarcimento del
danno. Occorre però verificare come si è svolto in
concreto l’incidente per stabilire se esso sia
addebitabile in tutto o in parte al conducente
dell’autocarro. Potrà effettuare tale verifica con
l’ausilio di un avvocato di fiducia.
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Il proprietario è responsabile dei danni
cagionati dal cane
D:
Buongiorno. Avevo un cane rottweiler di nome Argo.
Sabato 8 dicembre 2007, mentre ero assente per
motivi di lavoro, mio fratello ha aperto il
cancelletto della villa ed improvvisamente il cane è
scappato. Mentre attraversava la strada (in centro
abitato) è stato fatto sbalzare per circa 8 metri.
Il cane è morto sul colpo. Il proprietario dell'auto
mi sta chiedendo danni per circa 1000 euro.
Come devo comportarmi?
R:
Come ho
avuto già modo di dire, l’art. 2052 del codice
civile stabilisce che il proprietario del cane è
responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia
che quest’ultimo fosse sotto la sua custodia, sia
che fosse smarrito o fuggito, salvo che si provi il
caso fortuito. Occorre, pertanto, verificare se si
può invocare la sussistenza di un caso fortuito,
tenuto conto le circostanze concrete del fatto, cosa
che può fare con l’assistenza di un avvocato di
fiducia.
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Continui a dare da mangiare ai gatti
D:
Gentile Avvocato,
abito in un condominio da 22 anni, nella mia scala
abitano 18 famiglie e finora abbiamo convissuto
civilmente e con tolleranza.
Da
quando è arrivato un nuovo condomino le cose sono
cambiate. Questo signore ama curare il giardino, ha
tagliato dei costosissimi pini senza delibera
condominiale e nessuno, amministratore compreso, lo
ha punito.
Adesso questo "gentiluomo" ha preso di mira 5 gatti
randagi che vivono nel quartiere e che vengono a
mangiare anche nel giardino.
E'
riuscito a far appendere tramite l'amministratore un
avviso, nel quale si avvisano i signori condomini a
non dare da mangiare negli spazi comuni e tantomeno
a richiamare gli animali in tali posti; in caso
contrario verranno addebitate le spese di pulizia
straordinaria dello stabile.
Questo discorso è giusto se io, che do da mangiare
ai gatti, lasciassi sporco dappertutto.
Invece aspetto che i gatti finiscano di mangiare (mi
riconoscono e alcuni di loro manifestano anche
affetto) e se lasciano qualcosa pulisco
immediatamente (cosa rara perché hanno sempre una
grandissima fame).
C'è anche un altro vicino di casa che sfama i gatti
ma lo fa in una zona del palazzo dove io non ho le
finestre, quindi non sono in grado di dire se lascia
lo sporco oppure no.
Devo inoltre precisare che in tanti anni di vita in
condominio nessuno ma hai curato la pulizia del
giardino con ditta apposita. Il condomino
giardiniere toglie le foglie e taglia l'erba.
Purtroppo non posso neanche dar da mangiare fuori,
come ad esempio vicino al secchio della spazzatura,
perché hanno messo un altro cartello di protesta
contro il cibo lasciato per i randagi.
Il
mio non è un quartiere residenziale, ci sono tanti
condomini e parecchi proprietari hanno i cani.
Quelli sono liberi di passeggiare con i padroni,
anche di sporcare per terra, mentre per i gatti
randagi non c'è spazio.
Cosa mi consiglia di fare? Io mi sono affezionata ai
gatti e loro a me, non danno fastidio (anzi,
allontanano anche i topi).
La
ringrazio per la cortese risposta
R:
Continui
a dare da mangiare ai gatti (i quali, lo dico per
inciso, sono patrimonio indisponibile dello Stato,
ed oggetto di tutela da parte delle vigenti
normative sugli animali d’affezione), stando attenta
a lasciare puliti gli spazi condominiali comuni
dello stabile.
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La condotta del vicino può integrare "estremi
di minaccia"
D:
Il
mio vicino ha posto un cartello in un terreno
adiacente la mia casa con su scritto SE TROVO UN
CANE NELL'ORTO IO SPARO come posso tutelarmi? i miei
cani sono nel mio ampio giardino, ma tutto può
succedere...
R:
La
condotta del suo vicino può integrare gli estremi
della minaccia, che può essere denunciata
all’autorità giudiziaria, ma credo che la cosa
migliore da fare per tutelare i suoi cani sia quella
di fare in modo di evitare che possano entrare
nell’orto del vicino.
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