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diritti & doveri

L'Avvocato Risponde

a cura dell'Avv. Michele Pezone

 

 

Lasciar morire un animale, che potrebbe essere salvato da una terapia medica, costituisce reato
 

D: Le scrivo per un problema che mi tormenta da un po’. Vivo con il mio compagno, i suoi genitori e tre cani, una meticcia di quasi 20 anni, un pastore tedesco di 10 anni e una cucciola di cane corso di 6 mesi. Il pastore tedesco è di mio cognato (legalmente, ma effettivamente lui lo vede una volta ogni 2 o 3 mesi per 30 secondi) e ora sta male. Ha un tumore osseo, che sta peggiorando di giorno in giorno. Tre settimane fa ci siamo accorti di un ascesso grande come una pallina da tennis sotto la gola, siamo corsi dal veterinario e ci ha dato solo dell'antibiotico, dicendoci che doveva parlare con il proprietario del cane. Gli ha parlato ed erano d'accordo di riportarlo dopo una settimana, ma il cane non è più stato portato. Dimagrisce a vista d'occhio, gli si è rigonfiato l'ascesso e gli si è gonfiato tutto il petto e sta perdendo tutto il pelo. Ora io vorrei denunciare il proprietario perchè del cane se ne frega, e ha detto che il cane deve morire di morte naturale e che lui non lo farà sopprimere. Peccato che il cane stia male, soffra e questa cosa mi faccia davvero stare malissimo. Solo che non posso denunciarlo, perchè ho già dei problemi in casa, e rischierei di peggiorare la situazione. Posso fare denuncia anonimamente a qualche associazione animalista secondo lei? Se si a chi? e come devo fare per non svelare la mia identità?

 

R: La sua domanda è relativa ad un caso delicato. Io ritengo che il proprietario di un cane sia tenuto a ricorrere alle cure veterinarie ogni qualvolta queste siano necessarie, sotto pena di sanzione penale in caso di condotta omissiva. Infatti l’art. 544 bis del codice penale, introdotto con la Legge 189/04 sancisce la pena detentiva da tre a diciotto mesi per chi cagiona la morte di un animale, per crudeltà o senza necessità. Ebbene, lasciare morire un animale, che potrebbe essere salvato da una terapia medica, costituisce a mio giudizio reato, anche se non vi sono dei precedenti giurisprudenziali in tal senso. Il discorso diventa più complesso qualora vengano in rilievo problemi enormi, quali il rischio che l’intervento medico sia ancora più devastante per la vita del cane, facendolo andare incontro ad operazioni e convalescenze post-operatorie fortemente stressanti. Non so quali sono effettivamente le condizioni del cane di suo cognato, ma credo che per gli animali si pongano gli stessi problemi che riguardano gli uomini in ordine alle scelte etiche relative al rifiuto dell’accanimento terapeutico ed all’eutanasia. Ho letto nell’autobiografia di Gandhi che quest’ultimo passò molte notti insonni per decidere il destino di un vitello del suo ashram, gravemente malato, ed infine ricorse all’eutanasia quando si rese conto che egli l’avrebbe chiesta per un suo amico, se si fosse trovato a patire le stesse sofferenze di quell’animale.

Nel caso del cane di suo cognato, non so quale sia la scelta più giusta. Certo è che, se fossero possibili degli interventi medici per consentire al cane di vivere più a lungo e senza patimenti, questi dovrebbero essere richiesti immediatamente. Può rivolgere a qualsiasi associazione protezionista presente nella sua zona, e quest’ultima, tramite le proprie guardie zoofile, valuterà se ci sono i presupposti per effettuare una denuncia all’autorità giudiziaria, salvaguardando il suo anonimato.

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Non rispondo a domande che non hanno attinenza con lo scopo di questa rubrica
 

D: Un allevatore noto nel settore dei cani mi propone di acquistare un cane presso un allevatore straniero in comproprietà con lui dividendone quindi il costo d'acquisto. Lui  si intesterebbe il pedigree mentre le spese per i vaccini ed il mantenimento del cane sarebbero a carico mio.

Per quanto riguarda le cucciolate future i costi ed i ricavi sarebbero divisi equamente tra me e lui. Il tutto comunque deve essere sottoscritto da entrambi tramite scrittura privata.

Tale scrittura privata, se sottoscritta, accettata e firmata da entrambi ha un valore legale e quindi opponibile in caso di controversie legate alla comproprietà? Oppure visto che lui si intesta il pedigree potrebbe in qualunque momento rivendicare l'esclusiva proprietà del cane in questione?

 

R: Guardi, con tutta franchezza le devo dire che non posso rispondere alla sua domanda. Nella sua lettera ci sono troppi elementi (acquisto di cane in comproprietà, allevatore straniero, costi e ricavi) che non hanno alcuna attinenza con lo scopo di questa rubrica. Potrà rivolgersi ad un legale di sua fiducia.

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Guinzaglio che di museruola nei luoghi pubblici?

 

D: Mentre mi trovavo nel parco della mia città con il mio cane labrador a guinzaglio, un rottweiler a 30 metri di distanza, tenuto al guinzaglio con disattenzione, è riuscito a scappare e si è avventato sul mio cane cercando di morsicarlo. Fortunatamente gli ha ferito solo un po' la schiena anche perchè noi abbiamo cercato di proteggerlo come potevamo.

Mi pare che con ordinanza del 14 gennaio 2008 i cani "pericolosi" abbiano obbligo sia di guinzaglio che di museruola nei luoghi pubblici. Mi domandavo se posso presentare denuncia e richiesta danni. In questo caso vi è anche responsabilità penale del proprietario? Posso richiedere danni morali anche per lo spavento preso?
 

R: Non c’è responsabilità penale, ma vi è quella civile, e si possono richiedere anche i danni per lo spavento, che il giudice dovrà liquidare secondo equità. Mi sono occupato in altre risposte di casi analoghi. Ovviamente sarà indispensabile valutare le circostanze concrete del caso, cosa che potrà fare con l’ausilio di un legale di fiducia.

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Mostra di cuccioli

D: A breve si terrà una mostra di cuccioli di cani. Vorrei sapere quali sono le norme che tutelano gli animali, e in particolare se essi devono essere stati vaccinati (quali vaccini?) e quali caratteristiche deve avere la struttura che li ospita.

 

R: Le norme che tutelano gli animali sono quelle previste dal codice penale in tema di maltrattamenti, che spesso sono ravvisabili in occasione di questo genere di mostre, tenuto conto del fatto che gli animali spesso sono sballottati in giro per l’Italia (molti già vengono dall’est dell’Europa, ma ci siamo occupati in un'altra risposta di questa piaga), e la qualità del cibo e le condizioni di trattamento in generale spesso lasciano a desiderare. Generalmente questo tipo di mostre è finalizzato (in modo occulto o palese) alla vendita di cani, ed è per tutti questi motivi che le associazioni animaliste solitamente non vedono di buon occhio questo genere di manifestazioni. Non mi risultano che ci siano prescrizioni specifiche sulle caratteristiche della struttura. Per il tipo di vaccini, devi rivolgerti ad un veterinario.

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E' fondamentale la visibilità della segnalazione di pericolo
 

D: Vorrei sapere se il mio vicino può mettere quella fettuccia arancione con la corrente che si usa per le pecore e le mucche, non avendo nessun animale del genere in casa.

 

R: Non so per quale motivo il suo vicino ha apposto questa fettuccia elettrificata, che generalmente serve ad impedire che gli animali provino ad uscire fuori dalla proprietà. Mi viene da pensare che la stessa venga utilizzata alla stregua dei cosiddetti offendicula, cioè di quei sistemi con i quali viene predisposta una difesa della proprietà da tentativi di introduzione dall’esterno (tipici sono i cocci di vetro sporgenti sui muri di cinta, o il filo spinato).

L’uso di tali offendicula è consentito quando i predetti sistemi siano privi di offensività in sé, ossia quando gli stessi siano inidonei a cagionare lesioni rilevanti e siano ben visibili, o comunque segnalati. In tal caso, qualora chi tenti di introdursi nella proprietà altrui dovesse riportare delle lesioni, il proprietario potrebbe invocare la scriminante dell’esercizio del diritto di difesa della sua proprietà.

Ovviamente è fondamentale la visibilità della segnalazione di pericolo. Specifiche disposizioni sono contenute nei regolamenti di polizia urbana e rurale, e nelle normative che regolano la messa in sicurezza delle recinzioni elettrificate, che impongono l’apposizione di tabelle di colore giallo per segnalare l’esistenza della recinzione sotto tensione elettrica.

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Il cane dei vicini ha ucciso il nostro coniglio nano
 

D: Gentile Avv. Michele, siamo due sorelle, e da piccole ci è stato regalato un coniglio nano che per molti anni abbiamo accudito, curato e coccolato con amore.

Durante il giorno lo lasciavamo libero nel pezzo di prato della nostra casa, fino a quando, ieri, il cane dei vicini ha seguito il suo padrone, incurante di chiudere il cancello dietro di se, fino a casa nostra, permettendogli in questo modo di prelevare e uccidere il nostro piccolo coniglio nano.

Il dolore per una simile fine alla sua esistenza è stato grande. Di certo non è colpa del cane ma di una cattiva sua gestione da parte del proprietario, il quale, tra l'altro, non ha mostrato il minimo segno di dispiacere, anzi direi che ha riso delle nostre lacrime.

Lo so, è solo un piccolo animale, magari nemmeno considerato dalla legge, ma è possibile che dobbiamo subire senza poter dir niente?

Il padrone del cane ci ha proposto di ricomprarcelo ma, come può ben capire qualsiasi persona con un po' di sensibilità, Alex (questo era il nome del coniglio) non è ricomprabile e di certo il suo valore per noi non si riduce a 30 euro.

Vorremo che ci risarcisca per fargli capire che per noi aveva un valore affettivo, ma cosa possiamo fare? dovremmo accettare un risarcimento pari al valore commerciale di un qualsiasi coniglio nano?

La ringraziamo per l'utilissimo servizio che svolge.

 

R: Il coniglio nano è un piccolo animale, non ciò non vuol dire che non venga considerato dalla nostra legge. Sicuramente non possono ravvisarsi, nella condotta del proprietario del cane, gli estremi di una responsabilità di tipo penale, a meno che non fosse possibile dimostrare che egli abbia intenzionalmente voluto che il suo cane uccidesse il vostro coniglio. Il fatto che, invece, il proprietario del cane non abbia curato di chiudere il cancello, così permettando al cane di raggiungere ed uccidere il piccolo Alex, è fonte di una responsabilità di tipo civile, per cui potete citare in giudizio il padrone del cane per il risarcimento dei danni da voi patiti per la perdita dell’animale.

I predetti danni non si riducono al valore commerciale del coniglio, ma comprendono il patimento da voi sofferto per la sua perdita. Qualora detto patimento dovesse comportare anche dei problemi di salute, come a volte accade, si può chiedere anche il risarcimento dei danni biologici.

Pertanto io vi consiglio di rifiutare quella proposta offensiva che vi è stata fatta, e di rivolgervi ad un legale di fiducia per ottenere il giusto risarcimento dei danni, che saranno liquidati dal giudice civile.

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Se i cani disturbano più persone, il rischio di una denuncia e  successiva condanna c’è
 

D: Sono Rosario di Napoli, e ho un problema con il mio cane. Purtroppo lui abbaia spesso di notte, e a volte anche in orari pomeridiani di riposo, dalle 13 alle 16. Io vivo in un condominio di 6 piani con un bel po’ di persone, e un paio di vicini si sono lamentati. Ora se sono al massimo due, possono denunciarmi?

La ringrazio per la sua risposta.

 

D: Gentile Avvocato, sono a scrivere questa mail per aver un consiglio su come mi posso comportare in questa situazione. Possiedo un cane pastore tedesco di 6 anni che vive nel mio giardino privato di 150mq. Il mio appartamento è l'unico a piano terra, in un condominio di 7 unità. Attorno al mio condominio ce ne sono altri 4 o 5 strutturati come il mio. Ieri sono stato convocato dal sindaco e dal comandante della polizia municipale del mio paese (Cartura - PD), i quali mi facevano presente di aver ricevuto una petizione dal vicinato in quanto il mio cane disturba (abbaia) continuamente dalle ore 9.00 del mattino alle ore 13.00.

Preciso che nessuno dei miei condomini ha firmato tale petizione.

La petizione è stata firmata da venti persone del vicinato che io non ho potuto verificarne la validità e lo stesso sindaco e comandante dei vigili non hanno verificato la testimonianza a voce.

Lo stesso sindaco e comandante dei vigili mi hanno detto che riceverò un ordinanza generica nella quale mi verrà intimato di far cessare questo motivo di disturbo altrimenti poi provvederanno ad ordinanza di allontanamento del cane.

Mia moglie è a casa , prima in gravidanza e poi in malattia, dal febbraio 2006 ed io mi domando come può il cane abbaiare continuativamente dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di tutti i giorni quando mia moglie è a casa od al massimo si allontana per spese o terapie al massimo per un paio d'ore.

Sono a chiedervi quindi un consiglio su come affrontare questo tipo di situazione visto che il mio cane lo riteniamo come se fosse un figlio ed un fratello per la mia bambina di 21 mesi.

 

D: Il sindaco del paese in cui abito (Campagnano di Roma) mi ha mandato un’ordinanza in cui mi obbliga ad usare un dispositivo antiabbaio ad ultrasuoni. Premetto che l'unico a lamentarsi dell'abbaiare dei miei 3 cagnolini è il mio vicino di casa (tutti gli altri possiedono cani, è una zona di villini con giardino) che da più di un anno ha iniziato una guerra nei miei confronti fatta di denunce, chiamate ai vigili e carabinieri e lettere dal suo avvocato. So che se a lamentarsi è una sola persona il reato di disturbo alla quiete non sussiste, allora perchè le istituzioni lo assecondano? E cosa dovrei fare con il dispositivo? Questa persecuzione mi ha portato all'esaurimento, a dicembre cambierò casa. Spero di avere una risposta, la ringrazio!

 

R: Raggruppo le tre domande. Il vostro è un problema frequente, e me ne sono occupato diverse volte in questa rubrica. In effetti se i vostri cani disturbano più persone, il rischio di una denuncia c’è, e c’è anche quello di una condanna. Bisogna, pertanto, adottare le precauzioni necessarie per mantenere un buon rapporto di vicinato, evitando che i cani arrechino disturbo alle persone, perché, in tal caso, si può andare incontro ad azioni giudiziarie penali e civili che si possono concludere con l’ordine di allontamento del cane.

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Il mio cane avvelenato! ho voglia di giustizia
 

D: Sono devastata. Il mio cane è deceduto oggi per avvelenamento da stricnina. Purtroppo non so chi è il killer. Ma ho voglia di giustizia...

Lui, un meticcio di 9 anni in buona salute, è dovuto morire nel modo più orribile, lasciando tutte le persone care che lo amavano in un grande lutto.

Il veterinario ha fatto il certificato di morte per infarto, in quanto per aver una sicurezza al 100% doveva fare l’autopsia, e mia mamma non se l’è sentita, per lei era come un figlio...

Io invece ho voglia di giustizia. Chi ha fatto questo deve pagare perche il nostro puccio è un vittima innocente.

Il veterinario ci ha comunicato che nel nostro comune 30 gatti e 10 cani, incluso il nostro, sono morti per avvelenamento. Lei pensa che possiamo salvare altri piccoli amici da questa strage? La prego di rispondermi.

 

R: Mi dispiace molto per il tuo cane. Non ci sono parole per qualificare questa gente che è capace di far morire cani e gatti in questo modo. Ci vorrebbe una condanna esemplare, qualora si riuscisse a prenderne almeno uno.

Bisogna fare campagne di informazione, come quelle che si fanno per l’abbandono degli animali, per evidenziare quanto sia vile l’atto di lasciare per strada una polpetta avvelenata. Chi lo fa deve sapere che merita la riprovazione della società, e che andrà incontro a delle sanzioni penali che prevedono, adesso, anche la condanna alla pena detentiva.

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L’abbaiare costituisce disturbo alla pubblica quiete
 

D: Ho un problema con un allevatore di cani, proprietario o affittuario di una area all'aperto in cui sono stati sistemati, in gabbie spaziose, una quindicina di piccoli cani, a scopo commerciale. Questi cuccioli, con il loro abbaiare insistente impediscono il riposo notturno dei vicini. Sono d'obbligo interventi a cura dell' allevatore, quali l’applicazione di schermi atti a contenere il rumore, fin dove la tecnica possa offrire soluzioni?

 

R: Ovviamente sì, se effettivamente l’abbaiare dei cani costituisce disturbo alla pubblica quiete. 

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Far vivere i cani in spazi angusti, privarli della possibilità di uscire può integrare gli estremi del maltrattamento

 

D: Mi chiamo Sabrina, e sono una ragazza di Roma amante degli animali. Ho avuto parecchi cani e gatti, ed in passato ho lavorato come dogsitter.

Vorrei un consiglio: la mia vicina di casa aveva tre cani lasciatele dal suo ex marito. Gli animali hanno trascorso tutta la loro vita in un giardino  di 35 metri quadrati con il mattonato, e non sono mai usciti. Anche durante le vacanze erano lasciati soli (veniva una persona per dargli da mangiare e pulire il giardino). Circa 2 mesi fa, dopo 15 anni è morto l'ultimo cane rimastole, ed ora la mia vicina vuole un nuovo cucciolo per i suoi bambini. Parlando con lei ho detto che il nuovo cane deve essere portato fuori e non può, come gli altri, trascorrere l'intera esistenza in giardino. Il cane ha bisogno di uscire, muoversi e socializzare, ma lei si è risentita e mi ha risposto che non è affatto intenzionata a cambiare comportamento. Inoltre c'è da dire che, nonostante il giardino veniva sciacquato tutti i giorni con la pompa dell'acqua per anni abbiamo sopportato la puzza terribile degli escrementi.

La legge italiana cosa dice a riguardo? 

 

R: La legge dice che vengono ad essere integrati i presupposti del maltrattamento quando gli animali vengono trattati in modo da non tenere conto delle loro caratteristiche etologiche e dei loro bisogni specifici, senza che siano necessari a tal fine atti di incrudelimento in senso proprio. Anche fare vivere i cani in spazi angusti, o privarli della possibilità di sgambamento può integrare gli estremi del maltrattamento, ma occorre effettuare delle verifiche in concreto, che sono generalmente effettuate dalle guardie zoofile delle associazioni protezioniste.

La sua lettera evidenzia un problema molto diffuso, che è quello creato dagli uomini che ritengono di essere amanti degli animali, quando in realtà ne sono solo i carcerieri. Un problema che sarà sconfitto solo quando si diffonderà pienamente una cultura di rispetto per gli appartenenti alle specie animali diverse dalla nostra.

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La parola soppressione non deve essere neppure pronunciata
 

D: Buongiorno avvocato, ho un piccolo, ma per me grande problema. Ho un terranova femmina  di 11 anni. Da oltre 2 anni vive con me in un appartamento di un condominio a Sanremo sito al piano terra, con grande terrazzo. Il cane non disturba e non abbaia. Io pulisco regolarmente il terrazzo, e tengo l'animale in perfetto ordine (controlli dal veterinario e toilette per animali). Tutti i condomini gli sono affezionati, inclusi i bambini. Sono uno dei pochi che quando lo porto a passeggio, usufruisco degli appositi sacchetti per raccogliere le feci. Ultimamente una signora ha acquistato un appartamento con terrazzo, di fianco al mio. Si lamenta in continuazione per la puzza dell'urina dell'animale, anche se io lavo regolarmente con candeggina e/o ammoniaca.

Ora mi è arrivata una lettera dall'amministratore, dove questa signora dice di essersi presa un'infezione per la vicinanza del mio cane di taglia grossa. Sono disperato, non so che fare.

Devo sopprimere il mio animale per le paranoie di una persona che si è impuntata? Mi aiuti, la prego

P.S.: sono un invalido, 36 anni, ma deambulo e sono in grado di muovermi normalmente. Non concepisco tutta questa cattiveria verso un animale.

la ringrazio per una sua risposta.

cordiali saluti

 

R: Sopprimere il suo animale? Sta scherzando? E’ certo che l’infezione sia dovuta al suo cane? Non può avere altre origini? E, anche qualora si trattasse di una zoonosi, è certo che sia stato proprio il suo cane a trasmettere la malattia a questa signora? Credo che lei abbia ampie possibilità per resistere a questa richiesta, con il supporto di un suo legale di fiducia. In ogni caso, la parola soppressione non deve essere neppure pronunciata.

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Accoppiamento dei cani
 

D: quali leggi regolano l'accoppiamento dei cani? Il proprietario del maschio ha dei diritti?

 

D: dovrei far accoppiare a breve il mio labrador (femmina). Vorrei sapere se esiste una prassi o una regola generale che stabilisca quanti cuccioli della nuova cucciolata vadano al proprietario dal maschio.

 

D: Buonasera, volevo chiedere...e vero che il proprietario del cane maschio ha il diritto della prima scelta del cucciolo? Dove possiamo quardare le regole? Grazie, Cordiali saluti, Veronica

 

R: Non vi sono delle leggi al riguardo. Il problema che si pongono i legislatori, sollecitati dalle associazioni animaliste, è quello di arginare il fenomeno del randagismo, mediante delle politiche di sterilizzazione delle cagne e di incentivi all’adozione dei cani che si trovano a trascorrere la loro esistenza in un canile. Ciò premesso, rispondo alle vostre domande, che ho raggruppato visto che hanno lo stesso oggetto, dicendovi che, generalmente, al proprietario del cane maschio viene pagata la monta, oppure, in alternativa, gli si consente di scegliere un cucciolo ogni tre o quattro partoriti.

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Il cane fa la pipì quando gli scappa
 

D: Buon giorno, io ho due cani di media-piccola taglia, raccolgo sempre i loro bisogni solidi.. Qualche tempo fa la più grande, di 10 chili, ha fatto un bel laghetto sul marciapiede. Io ho provato a tirarla verso il bordo strada, ma non ci sono riuscita, e una negoziante mi ha intimato di pulire.

Da che parte sta la ragione? Devo armarmi di bottiglietta con candeggina d'ora in poi?

 

R: La ragione sta dalla parte del cane, che fa la pipì quando gli scappa. E nessuna norma ti obbliga ad andare in giro con una bottiglia di candeggina. Vero è che non è consentito imbrattare i luoghi pubblici, per cui chi è intollerante nei confronti degli animali può protestare in caso di pipì fatta sul marciapiede. L’unica cosa che puoi fare, allora, è di non passare più con i tuoi cani dalle parti di quel negoziante.

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Ho venduto la mia cavalla e ...
 

D: Gentile avvocato, un mese fa ho venduto la mia cavalla ad un signore di Pavia. Lui mi aveva promesso un trattamento meraviglioso di cure ed attenzione. Ieri ha cominciato a chiamarmi moltissime volte al telefono, perchè la cavalla ha un piede con una infezione all'interno dello zoccolo e ha cominciato a zoppicare. Dopo un mese non credo di avere responsabilità. Ho parlato con la veterinaria, che mi ha detto che la cavalla è anche poco nutrita. Ora il signore minaccia che la manderà al macello se non vado a riprenderla e gli ridò i suoi 3000 euro (premetto che ha preteso che io mi accollassi le spese di trasporto da Castelfranco veneto a Pavia, la ferratura, e comunque pochi giorni prima di partire ho fatto visitare la mia cavalla dal veterinario). La cavalla è una fattrice italiana approvata unire e non macellabile. Premesso che la vendita è stata regolare, anche a dire del compratore, trovo cattivo questo modo di agire facendo leva sui miei sentimenti. Comunque sia vorrei capire come salvare la cavalla dal macello e avere il tempo per capire come agire la ringrazio.

 

R: Condivido la sua opinione sulla condotta del compratore, che oltre ad essere “di cattivo gusto”, come dice lei, sembrerebbe anche contenere gli estremi del reato di estorsione. Infatti, da quello che mi scrive desumo che la vendita è valida, e non ci sono cause di risoluzione del contratto. Pertanto il compratore non può chiedere indietro i 3000 euro, né tantomeno può pensare di minacciare di macellare la cavalla o di farlo veramente, visto che sul passaporto UNIRE ne è stata stabilita la non macellabilità. Occorre inviare immediatamente una diffida al compratore, per invitarlo ad astenersi da questa condotta. Si possono anche allertare le ASL veterinarie per gli accertamenti di competenza, ed eventualmente, qualora dovesse apparire concreta la possibilità che la cavalla venga macellata, potrebbe richiedere l’intervento di un’associazione animalista finalizzato ad adire la magistratura con un ricorso d’urgenza per impedirne la macellazione, facendo leva sulla dichiarazione di non macellabilità e sulle caratteristiche d’affezione dell’animale. Non mi risultano, però, precedenti giurisprudenziali su tale questione, per cui occorre verificare con estrema attenzione tutti gli aspetti concreti della vicenda per individuare la strada più giusta da percorrere, cosa che potrà fare con l’assistenza di un suo legale di fiducia.

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Sono obbligato per legge a esporre il cartello "attenti al cane"?
 

D: Egregio avvocato, mi chiamo Manuel e ho un Rotweiller di 11 mesi regolarmente denunciato alla apposita anagrafe con regolare assicurazione.

Il cucciolone, di nome Ares, vive con me in una villa. Sono obbligato per legge a esporre il cartello "attenti al cane"? Se si, quali sono le disposizioni per le distanze, altezze, ect? La ringrazio anticipatamente per il consulto.
 

R: Non c’è nessuna legge che impone l’apposizione del cartello “Attenti al cane”, ma vi sono molti regolamenti comunali che obbligano i cittadini all’esposizioni sui cancelli o sulle porte di accesso di questo tipo di targhe, specificando anche dimensioni ed altezze. Dovrai pertanto fare questa verifica presso gli uffici comunali. In ogni caso, è buona norma apporre un cartello di avvertimento sulla presenza del cane. Vi sono dei precedenti, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, che hanno liberato da ogni responsabilità per risarcimento dei danni i proprietari di cani, anche di grossa taglia, che avevano aggredito chi era entrato nella loro abitazione senza avvertire preventivamente, stante l’avvertimento del pericolo con il predetto cartello

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Trasportare il cane in auto  senza incorrere in una multa
 

D: Esimio Avvocato, mi chiamo Giuseppe e sono proprietario di uno splendido labrador, la mia domanda è la seguente: come faccio a trasportare in auto il mio cane senza incorrere in una sanzione amministrativa, datosi, a parer mio,che la norma del codice stradale vigente sembrerebbe essere alquanto vaga e generica (non possiedo un'auto station wagon)! Fiducioso della risposta, sentitamente la ringrazio.
 

 R: Ho già trattato l’argomento nella risposta “animali a bordo”. L’art. 169 del D. Lgs. n. 285/92, meglio noto come “nuovo codice della strada”, prevede, al comma 6, che è consentito il trasporto di un solo animale domestico, senza specificazioni in ordine alla taglia dell’animale, con la sola prescrizione che l’animale non costituisca impedimento o pericolo per la guida.

Solo in caso di trasporto di animali domestici in numero superiore ad uno, è necessario che sia approntata una apposita gabbia o contenitore nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o da altro analogo mezzo idoneo che, se installato in via permanente, deve essere autorizzato dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione.

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Il microchip è obbligatorio?

 

D:  Mi chiamo Maria e vivo nella provincia di Milano con la mia famiglia di quadrupedi; la disturbo per un problema di questo genere. In data 17/06/2008 abbiamo trovato un setter irlandese abbandonato sotto la pioggia e l'abbiamo portato a casa.

Il giorno dopo l'abbiamo portato dal nostro veterinario, non ha microchip, ha un tatuaggio che non si vede benissimo pertanto la ricerca è un pò difficoltosa.

Abbiamo contattato la Asl di nostra competenza per chiedere come dovevamo procedere e loro ci hanno risposto che verremo contattati dal loro veterinario per portare il cane alla visita e controllo generale e poi ci hanno detto che dobbiamo obbligatoriamente mettergli il microchip.

Ora, quello che a me preme capire (il cane oramai si è affezionato a noi, ha tredici anni e oramai non so bene quanto vivrà ancora): questo microchip è obbligatorio? e il costo deve essere a carico nostro o a carico della Asl? quali sono le leggi che mi confermino questo?

Fino a prova contraria noi abbiamo salvato dalla strada un cane non siamo andati a comprarlo. Attendo una Sua gentile risposta.
 

R: L’istituzione delle anagrafi canine è demandata alla legislazione regionale. Per la regionale Lombradia vi è la Legge Regionale n. 30/ 87, che sancisce che chi detiene un cane, o chiunque ne entri in possesso, deve iscriverlo entro quindici giorni all’anagrafe canina regionale, sotto pena di una sanzione di euro 34,42. Il costo, ovviamente, è a carico del gentile contribuente. Anche se il cane viene salvato dalla strada!

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Ingiusta ordinanza del Sindaco!
 

D:  Può il sindaco di Campagnano di Roma inviarmi un ordinanza (sulla base di lamentele e denunce fatte da una sola persona infastidita dall'abbaiare diurno dei miei 3 cagnolini) e costringermi ad utilizzare un dispositivo antiabbaio? Premetto che abito in un villino con giardino in una zona dove tutti possiedono cani! Grazie per l'attenzione

 

R: Su due piedi le dico che il sindaco non può farlo, anche se avrei bisogno di esaminare la documentazione che ha spinto il sindaco ad emanare quell’ordinanza. Quest’ultima può comunque essere impugnata davanti al TAR (se si è ancora nei termini). 

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i vicini hanno presentato un esposto perchè il cane abbaia
 

D: Sono proprietario di un cane salvato, non acquistato. Abito a Piancarani di Campli in provincia di Teramo. Qui ci sono molti cani randagi, che passando vicino al recinto del mio, lo fanno abbaiare, e i vicini hanno presentato un esposto. COME MI DEVO COMPORTARE, NON VOGLIO PERDERE IL MIO CANE E NON VOGLIO NEMMENO CHE VENGA FATTO DEL MALE AI RANDAGI.

 

R:  Può leggere quanto ho già scritto in tema di disturbo della quiete pubblica da parte dei cani. Da quello che mi scrive, non ritengo che ci sia alcun pericolo per lei di perdere il suo cane. 

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Se un ciclista investe un cane...posso citarlo per danni?

 

D: Se un ciclista investe un cane che muore, mentre il ciclista viene ricoverato per trenta giorni di ospedale, e adesso mi chiede il risarcimento danni, mentre io ho perso un amico insostituibile a quattro zampe, posso citare io il ciclista per danni, visto che il cane era di una persona di settanta anni per compagnia? 

 

R: Occorre verificare quella che è la dinamica del sinistro, per verificare se vi sia una colpa esclusiva o concorrente del ciclista nella causazione dell’incidente. In tal caso, lei può sicuramente citare il ciclista.

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CANE investito da un auto. Come fare per richiedere il risarcimento?
 

D: Le scrivo perché ho bisogno di un serio aiuto. Sabato 21-06-08, verso le ore 12.00, a Francavilla al mare, in località Foro, in una strada chiusa, mentre mi accingevo con la mia compagna a scaricare l'auto è successa la disgrazia. Mirtilla, il nostro cane, mentre faceva pipì sul ciglio della stretta strada è stata investita da una donna con un auto. La scena è stata terribile, perché il cane era paralizzato a terra in una pozza di sangue e la mia ragazza, per il forte spavento, è svenuta. La donna è scesa dall'auto solo dopo 5 minuti, e una volta visto che si trattava di un cane, è risalita in auto, e come se niente fosse ha parcheggiato ed ha raggiunto la sua abitazione lì vicino. Il cane ha riportato uno schiacciamento polmonare, lesioni alla vescica, lesioni alle mammmelle e la rottura completa del bacino. Adesso e' sotto la cura di un medico veterinario che sta cercando di inserire una protesi di tipo fissatore esterno permanente. In questi giorni sono stato rintracciato da testimoni e ho il numero di targa della signora. Come posso fare per ricevere un risarcimento danni da questa "persona"? Vi dico che solo per l'intervento mi hanno chiesto circa 1000 euro.
 

 R: Mi dispiace per quello che è accaduto alla sua Mirtilla. Mi sono occupato altre volte di casi analoghi in questa rubrica, per cui può leggere quanto ho già scritto. Per il risarcimento dei danni, potrà farsi dare i dati dell’assicurazione che copriva per RCA l’autovettura della signora (visto che è in possesso della targa). Qualora l’assicurazione non intenda corrispondere il risarcimento, oppure offra una somma irrisoria, potrà rivolgersi alla magistratura civile.

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Anche la malasanità veterinaria da diritto al risarcimento

 

D: Buongiorno, vivo a Fregene (provincia di Roma). Da 7 anni ho un coniglietto nano femmina di nome Lizzy, e da 7 anni la cresco e mi prendo cura di lei con tanto amore. Il mese scorso mi sono accorto che non stava bene e mi sono recato per una visita presso la clinica veterinearia "OMNIAVET" dei Dottori G.Granata e A.Melillo e sita in Acilia in Piazza Giovanni Omiccioli 5. Nella stessa è stato diagnosticato alla coniglietta un tumore all'utero e si è deciso di procedere all'esportazione dell'utero e delle ovaie essendo il tumore circoscritto.

L'operazione, a quanto riportato dal Dottor Melillo e dal suo collega Dottor Bassani, è perfettamente riuscita. Mi è stato detto inoltre che ritenevano necessario che io lasciassi ricoverata la coniglietta presso la loro struttura per 5 giorni per dar modo loro di controllare il recupero dall'anestesia e di provvedere ogni otto ore a nutrire l'animale in maniera forzata tramite siringhe da insulina con "critical care" oltre a somministrare al coniglio una serie di farmaci (antidolorifico, antinfiammatorio, vitamine, ecc.ecc..) Trascorsi i 5 giorni sono stato contattato e mi hanno comunicato che potevo passare a riprendere la coniglietta in quanto avrei potuto personalmente proseguire la terapia a casa.

Il giorno successivo alla dimissione dell'animale, quando sono andato a prenderla per portarle le cure richieste, mi sono immediatamente reso conto di come la zampetta (depilata) dove le era stata applicata la flebo, fosse gonfia, secca, maleodorante e assolutamente inutilizzata dal coniglio stesso.

Sono tornato subito presso la clinica veterinaria per farla visitare e il medico, in deciso imbarazzo, ha farfugliato che probabilmente il danno era stato provocato dall'applicazione troppo stretta del cerotto che teneva la flebo, o dall'ago della flebo stessa che poteva essere andato fuori vena. Con sempre maggiore imbarazzo mi ha anche comunicato che probabilmente la funzionalità della zampa era persa per sempre e che si sarebbe dovuto provvedere all'amputazione. Si è anche lamentato con il coniglio sostenendo che fosse troppo delicato!!!!

Io, pur mantenendo la calma, ho chiesto come fosse possibile come fosse potuta accadere una cosa del genere....e che se pure avrei potuto capire il problema del cerotto o dell'ago, quello che assolutamente non era ammissibile, era il fatto di aver avuto ricoverata, visitata e curata la coniglietta ogni otto ore per cinque giorni dopo l'intervento, senza che nessuno di loro si accorgesse del danno fatto. E questo dimostrava negligenza e superficialità mentre però nel frattempo io pagavo il corrispettivo di 25 euro al giorno più iva per ogni giorno di ricovero!!!!

Un altro veterinario da me consultato mi ha detto che se si fossero accorti subito del danno, la funzionalità della zampa sarebbe stata recuperata e mi ha consigliato di far loro causa.

Il Dottor Bassani, cercando di rinviare il problema, mi ha prescritto una serie di creme e di altre medicine che avrei dovuto somministrare alla coniglia. Il tutto è andato avanti per altri dieci giorni senza che in alcun modo fossero visibili dei miglioramenti. Nell'ultima visita sostenuta ho chiesto al Dottor Bassani che perlomeno  le spese dell'operazione di amputazione non fossero a spese mie ma a spese della Clinica. La risposta è stata negativa. Faccio presente che il giorno della prima visita e del ricovero mi stamparono il preventivo di spesa totale che ammontava a poco più di 300 euro complessivi. Il giorno dell'operazione mi hanno stampato un secondo preventivo che aggiungeva al primo altri 200 euro circa. Infine il giorno in cui sono andato a riprendere la coniglietta mi hanno richiesto ulteriori 150 euro per una spesa totale di 650 euro alla quale vanno aggiunti ulteriori 80 euro per medicine varie. Mi chiedo a cosa serve fare un "preventivo" che per l'appunto serve al cliente per capire preventivamente se è in grado di sostenere la spesa totale, se poi di giorno in giorno questo preventivo viene ritoccato fino a raddoppiare senza però che intervengano cure ulteriori e non previste!!!!!

Ed ora, secondo loro, dopo aver speso 730 euro ed essermi ritrovato con il mio coniglietto privo di una zampa a causa di chiari danni iatrogeni, io dovrei anche accollarmi le spese di un nuovo ricovero e dell'operazione di amputazione che il coniglio dovrà a giorni sostenere. E da quanto mi è stato anticipato, la spesa che dovrei sostenere porterebbe la cifra totale fra i due ricoveri e i due interventi intorno ai 1200 euro! Cifre che normalmente riguardano i ricoveri degli uomini presso strutture private e costose!

Mi rivolgo quindi a voi per essere consigliato, credo che effettuare l'intervento a spese loro sia il minimo che la clinica possa fare per evitare di aggiungere la beffa al danno!

Vi ringrazio e resto a disposizione per ogni chiarimento.

 

R: Siamo in presenza di una chiara responsabilità della clinica veterinaria per quello che è accaduto alla tua coniglietta. Un volta dimostrata, con una perizia, la colpa professionale, la predetta struttura veterinaria sarà certamente tenuta a risarcire i danni da Lei patiti, tra cui le spese necessarie per l’intervento di amputazione della zampetta.

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Cane di quartiere
 

D: Buongiorno, ad Alba Adriatica è stato prelevato dalla polizia Municipale un cane, dolcissimo, in seguito alla denuncia da parte di un cittadino di essere stato aggredito. Cosa è possibile fare in questi casi?

Volevo anche delle informazioni sulla possibilità di far adottare il predetto cane come cane di quartiere. Inoltre vorrei in generale informazioni sul cane di quartiere (innanzitutto se il comune di Alba Adriatica contempla questa possibilità), visto che ci sono altri due cani che potrebbero subire la stessa sorte, pur senza avere aggredito nessuno.

Infine vorrei sapere se è legalmente corretto che un'amministrazione lasci liberi degli animali sul territorio non assumendosi in alcun modo la responsabilità dei danni che potrebbero causare.

 

R: A seguito della denuncia di aggressione da parte di un cane, quest’ultimo viene tenuto in osservazione dai veterinari dell’ASL competente. Se è intestato ad un privato, generalmente rimane nella disponibilità di quest’ultimo. Se non è intestato a nessuno, la ASL, dopo le verifiche sanitarie, lo trattiene in un canile convenzionato.

Molti comuni, come strumento alternativo per la lotta al cosiddetto fenomeno del randagismo, e per evitare la reclusione a vita nei canili, riconoscono la figura del “cane di quartiere”. Ad esempio, tale figura è prevista dall’art. 9 del regolamento per la tutela, la detenzione e la circolazione di animali del Comune di L’Aquila. Le condizioni che rendono possibile il riconoscimento del cane di quartiere vengono definite dal Comune d'intesa con il servizio veterinario della Asl. Si deve trattare, ovviamente, di un cane non pericoloso, che rimane, comunque, di proprietà del Comune.

La stessa disposizione è prevista dall’analogo regolamento di Roma, che specifica che le associazioni animaliste, o i privati cittadini che abitualmente si prendono cura dei cani e che vorrebbero farli riconoscere come cani liberi accuditi (cioè cani di quartiere), devono avanzare una proposta al Servizio veterinario della Azienda USL territorialmente competente per il parere tecnico circa il riconoscimento dei singoli cani, dei quali assumono l’onere della gestione volto a garantire all’animale i parametri minimi di sostentamento dei cani.

In caso positivo, i cani di quartiere, dopo le opportune vaccinazioni e sterilizzazioni, devono essere iscritti all’anagrafe canina, muniti di microchip a nome dell’associazione animalista di riferimento o del privato cittadino o del competente Ufficio comunale per la tutela degli animali.

Non so se ad Alba Adriatica esiste un regolamento analogo, puoi verificarlo recandoti al Comune. In ogni caso quest’ultimo rimane responsabile dei danni che potrebbe cagionare l’animale.

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In luogo aperto al pubblico... cane al guinzaglio!
 

D 1: BUON GIORNO, HO UN CANE LUPO CECOSLOVACCO E ABITO IN UN CONDOMINIO CON UN GRANDE GIARDINO, DI CUI IO E IL MIO CANE ABBIAMO SEMPRE USUFRUITO DA CINQUE ANNI A QUESTA PARTE. IL CANE NON E' PERICOLOSO (GIOCA CON MIA NIPOTE DI TRE ANNI), MA AVEVO L'ABITUDINE (E I VICINI NON MI HANNO MAI DETTO IL CONTRARIO) DI FAR VENIRE AL SABATO MATTINA UN'AMICA CON UN'ALTRA CAGNA PIU' GIOVANE E DI PARI RAZZA PER FAR GIOCARE ENTRAMBI I CANI IN GIARDINO. QUEST'ULTIMA HA RINCORSO UNA RAGAZZINA DI UN'ALTRO CONDOMINIO (AL MOMENTO OSPITE DI ALTRE BAMBINE FIGLIE DI VICINI) E UN VICINO MI HA INTIMATO CHE IL MIO CANE (CHE DURANTE IL FATTO NON SI E' NEMMENO MOSSO) DEVE SCENDERE IN GIARDINO CON LA MUSERUOLA PERCHE' "PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE" (!). MI SENTO UN PO' DEBOLE AD AFFRONTARE QUESTA COSA, ANCHE PERCHE' SONO RIMASTA SOLA. PUO' AIUTARMI A DIFEDERMI?

 

R: La museruola non è obbligatoria, ma il cane, purtroppo, deve essere tenuto almeno al guinzaglio in un luogo aperto al pubblico, come è, nei fatti, un giardino condominiale.

 

 

D 2: Possiedo una femmina meticcia di 5 anni, di taglia media, sterilizzata. Viviamo in un condominio con cortile. Ho ricevuto lamentele da parte di altri condomini sulla presenza del mio cane nel cortile, con la richiesta esplicita di tenerla al guinzaglio. E’ obbligatorio, o posso oppormi, visto che nel regolamento del condominio questo punto non è menzionato?

 

R: Come ho più volte detto, è obbligatorio l’uso del collare nei luoghi aperti al pubblico, e quindi anche in un cortile condominiale.

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Minacciato perchè il mio cane abbaia
 

D: Sono proprietario di un cane boxer, e vivo a Roma al piano terra. Ho ricevuto minacce a me e al mio cane per il suo abbaiare al passaggio davanti al mio cancello. Premetto che il mio cane non abbaia quasi mai! Cosa posso fare? Come posso difendermi, cerco ogni tipo di aiuto! Grazie

 

R: Può denunciare gli autori delle minacce. La sua è una situazione simile a quella lamentata da altri utenti di questo sito, dia uno sguardo al sommario degli argomenti per trovare ulteriori chiarimenti.

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Il mio cane muore in anestesia
 

D: Salve, il giorno 17/04/08 ho fatto partorire la mia cagna di Bulldog Inglese tramite un parto cesareo presso uno studio veterinario. Purtroppo, dopo circa cinque minuti dalla somministrazione dell’anestetico, la cagna e morta per arresto cardiaco. E’ stata la mia prima esperienza, non mi ero informato perchè mi sono fidato ciecamente del dottore, però poi mi sono informato e ho ricevuto delle domande del tipo: la cagna è stata intubata? sono state effettuate delle analisi prima dell'intervento? gli è stata messa una flebo? A tutte queste domande io purtroppo ho risposto di no, perchè non è stato effettuato niente di tutto questo. Mi rivolgo a voi per sapere se il dottore abbia avuto delle responsabilità e se punibili dalla legge.

 

R: Ritengo che il dottore abbia quasi certamente delle responsabilità, ma occorre la consulenza tecnica di un veterinario per fugare ogni dubbio. Una volta raccolte tutte le prove, si potrà agire giudizialmente per avere il risarcimento dei danni, come ho detto nelle risposte “Malasanità veterinaria” ed “intervento mal riuscito”.

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Si pratica ancora il taglio delle orecchie?

 

D:  Sto girando perchè sono intenzionato a prendere un cane molossoide, e ho notato che a molti cuccioli viene praticato ancora il taglio delle orecchie. Mi hanno spiegato, dato che l'ordinanza della Turco non si è tramutata in legge, che ognuno è libero di comportarsi secondo coscienza. Le risulta?

 

R: Rimando a quanto detto nella precedente risposta.

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 il collare elettrico antiabbaio è legale o no?
 

D: Vorrei avere un paio di informazioni: ma il collare elettrico antiabbaio è legale o no? Tempo fa ho sentito dire che non era legale, neppure per le strutture specializzate nell’addestramento. Ora su internet, cercando delle certezze, ho scoperto che non era mai stato illegale! Posso avere delle informazioni certe?

Vorrei chiedere anche se è passata la legge per vietare il taglio (barbaro) della  coda e delle orecchie.
Anche qui, girando su internet, ho trovato che le orecchie si possono tagliare solo ai cani con pedigree mentre la coda… a chiunque!

Ultima cosa: Tradizioni a parte, perchè la corrida, il palio di Siena, altre manifestazioni che causano una tortura agli animali non possono essere denunciate per maltrattamenti (come i combattimenti tra cani e per le pellicce? Allevare visoni volpi ecc.. per capi d’abbigliamento non è pure una tortura? Tutto si racchiude in una parola: business, e di conseguenza è meglio tacere perchè siamo in Italia?

R:
Effettivamente devo confermarti che il collare elettrico non è illegale. Il Ministro della Sanità (Storace), con ordinanza del 5/7/05, ne aveva vietato l'uso, sul presupposto che integrasse gli estremi del maltrattamento, ma la predetta ordinanza è stata annullata dal TAR di Roma. Successivamente il nuovo Ministro della Sanità (Turco) ha nuovamente emanato una ordinanza ("Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani" in data 12.12.06) con cui ha nuovamente vietato l'uso del collare elettrico, in quanto integrante l'ipotesi di maltrattamento, ma anche questa ordinanza è stata sospesa dal TAR di Roma in data 11.4.07.

La predetta ordinanza del Ministro della Salute Turco in data 12.12.06 aveva anche previsto il divieto di interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un cane, o finalizzati ad altri scopi non curativi, ed in particolare il taglio della coda, il taglio delle orecchie, la recisione delle corde vocali, ma in data 28.3.07 la predetta ordinanza è stata modificata, per cui i predetti interventi sono ora consentiti per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute dalla FCI fino alla emanazione di una legge di divieto generale specifica, che fino ad oggi non è stata emanata.

La confusione legislativa giustifica la tua difficoltà di raccapezzarti sullo stato attuale della normativa in base alle ricerche su internet. Sul nostro sito, nella sezione "diritti & doveri", trovi tutti i testi normativi. Io ritengo che i collari elettrici costituiscano maltrattamenti, e che quindi siano illegali, così come il taglio di coda e orecchie, ed anche il Palio di Siena e gli allevamenti di visoni per le pellicce. Non sono l'unico a pensarla così, ci sono migliaia di denunce che sono state presentate, alla fine vedrai che ci daranno ragione.

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Se il  gatto si introduce nel giardino altrui...
 

D: Il mio problema è il seguente: abito in un piccolo paese del Piemonte (circa 140 abitanti) e vivo in una casa singola con giardino. Ho 58 anni e sono sposato, con una figlia di 28 anni. Amiamo molto gli animali, e in particolare, da quando ero piccolo, ho sempre avuto un gatto. Purtroppo, abitando vicino ad una strada, alcune volte qualche mio gatto è mancato a causa delle autovetture. Da circa 10 anni il mio vicino tiene nel suo giardino due cani hushy, di cui uno ha come sport preferito quello di uccidere i gatti che attraversano il giardino, spezzandogli la schiena. Tre anni fa un mio gatto ha fatto quella fine e oggi anche quest'ultimo mio gatto è stato ucciso. Vorrei qualche consiglio in merito. In particolare vorrei sapere se posso obbligare il mio vicino a controllare meglio il suo cane, o devo rassegnarmi a non tenere più gatti.

 

R: Mi dispiace davvero per i suoi gatti, ma temo che l’unica soluzione al problema sia quello di impedire che i suoi animali possano accedere in quel giardino. Infatti il proprietario dell’husky deve rispondere dei danni cagionati dal proprio cane, ai sensi dell’art. 2052 del codice civile, ma l’introduzione fortuita del gatto nel giardino costituirebbe sicuramente una causa di esclusione della responsabilità.

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Il maltrattamento non è questioni di metro quadro

 

D: Buongiorno, domenica mattina sono stato svegliato alle ore 9 da un blitz della polizia zoologica, che dopo aver verificato la documentazione mia e dei cani e fatto mille misurazioni e foto, mi ha detto che riceverò comunicazione per un esposto alla procura della repubblica per maltrattamento di animali.

I miei 2 cani, un beagle di 2 anni ed un dobermann di un anno, passano gran parte della giornata liberi in un giardino di 160 mq, ma restano, nelle ore in cui io sono al lavoro, in un recinto, le cui  dimensioni sono di 1.20m per 7m con cuccia in muratura, tavola di legno, ecc..

Le guardie zoologiche non solo hanno rifiutato di comunicarmi i loro nomi e cognomi, ma sinceramente sono stati abbastanza scortesi, accusandomi di maltrattamenti che a mio avviso non sussistono. il maltrattamento consisterebbe, a detta loro, dal fatto che il recinto è di soli 8 metri quadri, contro i 9 citati dalla legge per 2 cani.

Ora resto in attesa di questo esposto, ma in coscienza mi da parecchio fastidio essere additato come maltrattatore, io che darei l'anima per i miei cuccioloni!!!

 

R: Non so da dove scrive, e quindi non so dirle qual è la misura minima per il ricovero dei suoi due cani, che solitamente viene stabilita dalle leggi regionali. In ogni caso, non basta lo scarto di un metro quadro a far configurare l’ipotesi di maltrattamento. Se le cose stanno come dice lei, può essere certo che il procedimento intrapreso a suo carico sarà archiviato.

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Il giardino condominale è un bene comune

 

D: Abito in questo condominio da trent’anni, ci sono sempre stati i gatti degli altri condomini per i quali non ho mai protestato, anzi, ho pulito anche quando sporcavano, e non era mio compito. Ora ho adottato due cagnolini meticci di piccola taglia, che sono buoni, ma da quando li accompagno nel giardino condominiale per i loro bisogni, come vanno anche i gatti, e nonostante io pulisco sempre sono diventata lo sfogo di un condomino che con bestemmie e maleducazione non vuole che i miei cani facciano (in mia presenza) il giro del giardino e la pipì, e li vuole muniti di guinzaglio.

Premetto che la pipì non la posso raccogliere, altro viene sempre pulito.

Il giardino è condominiale e recintato e i due cagnolini non sono assolutamente pericolosi (maschio e femmina sterilizzati).

Per i suoi gatti va bene sempre tutto, visto che dichiara che non sono prevedibili?

Ha ragione il signore o la legge è uguale per tutti?

 

R: Direi che il signore ha ragione, ma la legge è uguale per tutti. Il giardino è un bene comune, e ciascun condomino può pretendere che non sia sporcato, né dai cani, né dai gatti. Per i cani, però, è previsto anche l’obbligo del guinzaglio, quando si trovano in luoghi aperti al pubblico, e direi che questa norma vale anche per un giardino condominale. Ma ciò non autorizza quel condomino ad insultarla. Se continua a farlo, può decidere di denunciarlo.

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condomini: NESSUN DIVIETO SENZA delibera assembleare

 

D: Ciao, avrei bisogno di un aiutino. L’amministratore del mio condominio ha affisso dei cartelli seguiti da una raccomandata, vietando l’uso dell’ascensore ai cani. Però non c’è stata nessuna assemblea o nulla di vagamente simile. Hanno il diritto di farlo o posso continuare a portare il cane a casa con l’ascensore, visto che sono al terzo piano?
 

R: L’amministratore certamente non può vietare l’uso dell’ascensore ai condomini accompagnati dai propri cani, se ciò non è espressamente vietato dal regolamento condominiale, che deve avere natura contrattuale (sul concetto di “regolamento contrattuale”, rimando ad altre mie precedenti risposte). Nel tuo caso, poi, non c’è stata neppure una delibera assembleare sul punto, per cui non vedo come l’amministratore possa aver pensato di affiggere quei cartelli. Peraltro, se il regolamento non vieta la detenzione di cani negli appartamenti, una delibera che impedisse l’uso dell’ascensore sarebbe impugnabile (nel termine di trenta giorni), perché di fatto obbligherebbe il proprietario dell’appartamento (magari sito ad un piano molto elevato) a fare uso della scale in maniera immotivata. E’ appena il caso di ricordare, però, che l’ascensore deve essere lasciato pulito così come lo si è trovato.

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I miei cani scappano dal recinto ma se fanno danni...?

 

D: Ho tre cani col microchip che vivono in campagna, in un recinto di 2000 metri quadri, liberi di correre e con tutti gli agi possibili. I predetti cani hanno cominciato ad uscire dal recinto inventandosi sempre modi diversi (scavare, mangiare le reti, saltare le reti, ecc.), nonostante il mio continuo impegno per evitarlo. Sono assicurato per un cane. La domanda è: che succede se fanno danni a cose e persone? Stanno via anche più di un giorno. Le responsabilità cambiano se ne denuncio la scomparsa ai carabinieri?

 

R: Le responsabilità del proprietario di cane un per omessa o insufficiente custodia sono state già trattate in diverse risposte di questo sito (tra le varie, “Il proprietario è responsabile dei danni cagionati dal cane”). Le responsabilità, ed in particolare quelle penali, potrebbero cambiare a seguito della denuncia di smarrimento, ma in questo caso il fatto va anche comunicato all’anagrafe canina, e si devono indicare chiaramente in quali circostanze il cane è scomparso. Fare scomparire volutamente il cane, invece, costituisce reato (è appena il caso di dirlo). 

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ha attraversato la strada ed e stato schiacciato dalle ruote di un'auto
 

D: Il mio cane ha attraversato la strada ed e stato schiacciato dalle ruote di un'auto, ed è morto per una emorragia interna. Il cane aveva il microchip ed aveva fatto tutti i vaccini. Posso essere risarcito dall'assicurazione per tutto il danno che ho avuto, in tutti i sensi?

 

R: Mi dispiace molto per il tuo cane. Anche per il tuo caso, non posso che rimandarti a quanto detto in altre precedenti risposte (tra cui “Ha investito il mio cane perché correva troppo). 

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Le deiezioni vanno sempre raccolte

 

D: Io vorrei una informazione. Al mio cane è successo un incidente: l'unica volta che non ho raccolto le feci del mio cane dal marciapiede, ma solo perchè ero di fretta, una signora non vede dove mette i piedi e ci casca! Fortunatamente non si è fatta male, ma si è lamentata con due agenti di passaggio in maniera molto plateale. Alla fine, non potendo dire di essersi fatta male, in quanto stava in piedi e sbraitava urlando, ha detto che vuole i danni in quanto il suo cappotto costosissimo si era rovinato. Cosa mi consiglia?

 

R: L’incidente non è successo al suo cane, ma a lei. E’ inutile dirle che le deiezioni vanno sempre raccolte, e che il fatto che lei andasse di fretta non può giustificarla. Solitamente accade che qualcuno possa metterci sopra un piede, e fin lì pazienza, pare che porti anche fortuna. Ma se è il diavolo a metterci la coda, e ci si finisce sopra con il cappotto, possono essere guai. Tuttavia penso che, nella peggiore delle ipotesi, questi guai ammontino alle spese della lavanderia. Se poi la signora si vuole fare un cappotto nuovo, allora dovrà andare davanti al giudice, e dimostrare che il danneggiamento del cappotto (lo strappo, la lesione) è avvenuta in quella circostanza, e non era preesistente. Se necessario, si potrà chiedere una perizia sulla compatibilità tra il danno riportato dal cappotto e la caduta. E si potrà anche dire che, in fondo, bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. 

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se non risiede in Italia non rientra nella competenza del giudice italiano

 

D: Egregio avvocato, sono un cittadino italiano residente in Ungheria. Circa un anno fa mio figlio, che adesso ha 6 anni, ha subito un'aggressione da parte di un cane. Questo animale é di proprietà del padrone di casa, che ha due villette, di cui una affittata alla mia persona. Il cortile é comune, visto che non vi sono altre entrate per poter accedere in casa mia, ed il cane ha un suo recinto dove non viene mai rinchiuso. Adesso siamo per vie legali perché a mio figlio manca un pezzo del labbro superiore dopo essere stato operato. La mia domanda é se potevo avanzare un'azione legale anche da parte della magistratura italiana, visto che mio figlio ha la doppia cittadinanza, e se io da parte lesa, posso avanzare azione di risarcimento danni, oltre a quella che ho già intrapreso per le cure di mio figlio. In poche parole, i proprietari del cane, sono tenuti a pagare anche quelle che non sono le cure mediche necessarie, anche future, alla mia persona.

 

R: Non ritengo sia possibile intraprendere un’azione giudiziaria in Italia. Sicuramente non sarebbe procedibile l’azione penale, ed anche una causa civile non potrebbe rientrare nella competenza del giudice italiano.

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Il gestore di un locale può vietarne l'accesso ai cani?
 

D: Gent.mo Avvocato, le chiedo conferma relativamente all'interpretazione della legge relativa all'accesso dei cani ai luoghi pubblici.

I cani devono essere condotti con guinzaglio e museruola all'interno di locali pubblici.

Il gestore del locale può vietarne l'accesso esponendo il cartello divieto di accesso (può veramente farlo?). Quando questo cartello non è esposto, il gestore non può rifiutarsi di far accedere il cane al suo locale. Qualora l'animale non abbia la museruola il gestore può vietarne l'accesso o può solo segnalare la cosa ai vigili, che eventualmente provvederanno ad elevare la multa?

 

R: Gentile lettore, troverà i chiarimenti che le occorrono nella risposta già pubblicata in questa rubrica, intitolata “accesso nei locali pubblici”

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Cane investito e ucciso ...risarcimento danno esistenziale

 

D: Il mio carissimo cane di nome Willy, qualche giorno fa è fuggito dal recinto della mia casa, ed è stato investito sul bordo della strada da un automobilista che procedeva a velocità folle, uccidendolo sul colpo. Sono intervenuti i carabinieri ed i vigili urbani per i rilievi di rito, senza che io sapessi dell'accaduto. Le premetto che l'animale è regolarmente detenuto secondo gli obblighi di legge. Il sinistro ha provocato un lievissimo danno al mezzo e un immenso dolore in me, che non riesco a lenire nonostante i sedativi. Le faccio notare che vivo con questo cane da cinque anni ed è un compagno fedele della mia vita. Io risarcirò il danno con la mia assicurazione, ma chi mi potrà mai restituire il mio caro Willy. Sono disperato. Cosa posso fare?

 

R: Mi dispiace molto per quanto le è accaduto. Purtroppo nessuno potrà restituirle il suo caro Willy. Potrà però avere un risarcimento del danno, se vi sono i presupposti che ho indicato in una precedente riposta data su questa rubrica (“Ha investito il mio cane perché correva troppo”). A tal fine, dovrà richiedere l’assistenza di un suo legale di fiducia.

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Se non c’è colpa, non c’è neanche reato

 

D: Pregiatissimo Avvocato, sono proprietaria di due cani meticci di piccola taglia.

Li stavo portando a passeggio tenuti a guinzaglio, quando ho incontrato una persona e ho cominciato a conversare con lei. Si è avvicinato un altro piccolo cane, libero, che ha iniziato a fare baruffa con i miei, nel mentre si è avvicinata una signora che è stata morsa e fatta cadere, a suo dire, da uno dei miei cani. Sono stata querelata e citata a giudizio per rispondere del reato di lesioni colpose "perchè tenendo al seguito 2 cani al guinzaglio privi di museruola non li trattenevo abbastanza al fine di evitare che uno di essi aggredisse la predetta signora". Come posso difendermi? Credo di aver rispettato la normativa relativa relativa alla tenuta dei cani nei luoghi aperti al pubblico, ma non so se comunque mi possa essere mosso un rimprovero per negligenza,imprudenza o imperizia nella circostanza concreta.

Cosa può dirmi ?

 

R: Lei stava passeggiando con i suoi cani al guinzaglio, per cui era sicuramente in regola con la normativa vigente. La responsabilità dell’accaduto non è sua, ma evidentemente del proprietario del cane lasciato libero, oppure del sindaco, qualora il predetto cane fosse un randagio. In giudizio la pubblica accusa dovrà dimostrare la sua negligenza nella custodia dei cani, che francamente non mi sembra sussistente nel caso di specie, e dovrà anche dimostrare che il morso è stato dato da uno dei suoi cani. Lei si può limitare a contestare l’addebito, e a dire di aver fatto tutto il possibile per evitare ciò che poi è accaduto. Ad impossibilia nemo tenetur, dicevano i romani, e ciò nessuno può rispondere per un fatto che sfugge dalle proprie possibilità di controllo. Se non c’è colpa, non c’è neanche reato. Tutte considerazioni che saranno certamente portate all’attenzione del Giudice dal suo avvocato di fiducia.

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Non tutti i cani sono per tutti!
 

D: Illustrissimo Avvocato, desideravo chiederLe se esistono sentenze di cassazione o norme del Testo Unico di pubblica sicurezza (magari sfuggitemi) che vietino o limitino la detenzione di animali ad una persona incensurata (o meglio con numerose denunce a suo carico ma senza sentenze di condanna passate in giudicato), possessore di due cani di razza Pitt Bull, custoditi in un recinto privato posto in proprietà privata limitrofa e confinante con un parco pubblico, ove i cani riescono frequentemente ad accedere grazie a numerosi e reiterati buchi fatti nella rete (scavandola o morsicandola).

Tali animali ogni volta che riescono ad "evadere" dal loro recinto seminano il panico e morsicano i malcapitati.

Alcuni di essi hanno già sporto querela contro la persona in questione che costantemente nega che i suoi cani siano fuggiti.

Da sopralluoghi eseguiti risultano numerosi fori nella rete di recinzione.

Il veterinario Ufficiale ASL nella sua visita di controllo per per l'osservazione obbligatoria di 10 giorni certifica che i cani godono di buona salute per cui non è possibile ipotizzare reato di maltrattamento animale (L. 189/2004). L’unica cosa è che gli animali sono lasciati molte ore da soli per assenza del proprietario, e durante queste ore svolgono le loro scorribande.

 

R: L’art. 4 dell’ordinanza del Ministro della Salute del 12 dicembre 2006, modificata il 28 marzo 2007 vieta la detenzione di cani appartenenti a razze cosiddette pericolose, tra cui i pitt bull:

a) ai delinquenti abituali o per tendenza;

b) a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale;

c) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;

d) a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui agli articoli 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall'art. 2 della legge 20 luglio 2004, n. 189;

e) ai minori di diciotto anni e agli interdetti o inabilitati per infermità.

Occorre dunque verificare, innanzi tutto, se la persona in questione rientra in una delle categorie di cui alle lettere c) e d), visto che non è necessaria una sentenza passata in giudicato per il divieto di detenzione dei predetti cani. In ogni caso questa persona è responsabile per il fatto di non prendere tutte le precauzioni idonee ad evitare che i suoi cani escano dal recinto, per cui deve rispondere delle lesioni patite dai malcapitati che sono stati aggrediti dai cani stessi.

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Il maltrattamento è tale anche nel caso in cui l’animale non venga curato adeguatamente

 

D: Poichè maltrattare non è solo fare qualcosa contro l'animale, ma è anche il non eseguire le dovute cure, in questo caso potrebbe essere ipotizzato maltrattamento e quindi potrebbe essere sottratto il possesso dell'animale (potenzialmente pericoloso) ad una persona non affidabile nella gestione di quadrupedi in questione? Se questa ipotesi non fosse plausibile quale alternativa consiglia?

 

R: Sicuramente il maltrattamento è configurabile anche nel caso in cui l’animale non venga curato adeguatamente, e ci sono anche precedenti giurisprudenziali specifici in questo senso. Il proprietario del cane sottoposto a maltrattamenti rischia di vedersi sequestrato e poi confiscato il cane, che va affidato ad alle associazioni protezioniste riconosciute con decreto del Ministero della Salute come idonee all’affidamento degli animali. Occorre, chiaramente, verificare quali siano in concreto le condizioni di detenzione dell’animale, per stabilire se ci sono gli estremi del reato di maltrattamento.

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il sindaco è responsabile dei cani vaganti sul suo territorio

 

D: Buon giorno, tre giorni fa è stata trovata una cagnolina che aveva appena partorito cinque cuccioli in una chiesa in costruzione. Sono stati avvisati gli organi di competenza, che hanno costatato che la cagnolina era priva di elemento identificatorio. Bisogna portarla in canile perchè lì dov'è non può stare visto che nessuno può accudirla, ma il sindaco del comune in cui è stata trovata non vuole pagarne il ricovero. La mia domanda è questa: può il sindaco rifiutarsi di pagare? Secondo le mie conoscenze è lui il responsabile degli animali randagi nel suo comune! Come si può risolvere questo problema?

 

R: Infatti è proprio così, il sindaco è responsabile dei cani randagi che si trovano nel territorio comunale. Qualora il comune non sia dotato di un proprio canile, deve servirsi di un altro canile, comunque convenzionato. Il rifiuto di adempiere agli obblighi di legge sulla gestione dei cani randagi può essere anche sanzionabile penalmente, come rifiuto di un atto d’ufficio. Occorre, ovviamente, verificare le modalità concrete dei fatti.

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E' obbligatorio assicurare il cane?

 

D:  L'assicurazione sul cane è obbligo di legge?


R: Come ho più volte detto, l’assicurazione non è obbligatoria, ma è opportuno mettersi al riparo da possibili richieste di risarcimento di danni provocati dal proprio cane.

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Il proprietario risponde dei danni cagionati dal proprio cane

 

D:  Salve, vorrei un suo consiglio su una cosa che mi è capitata. Io sto in una casa totalmente recintata, e di tanto in tanto lascio il mio cane (pincher) libero nel giardino, anche se il cane vive in casa con noi. Circa una settimana fa un tipo ha posteggiato davanti la mia ringhiera. Il cane ha sporto la testa e l'ha morso creando dei graffi molto superficiali ma non è uscito, non può passare dalla ringhiera. Adesso questo tipo ci ha denunciato, ed è già venuto il veterinario a controllare se il cane aveva la rabbia, ed ha costatato che il cane sta bene. Il tipo si è anche recato al pronto soccorso. A cosa posso andare incontro? aspetto una sua risposta. Grazie.

 

R: Il proprietario risponde civilmente dei danni cagionati dal proprio cane, ed anche penalmente per le lesioni che il cane ha inferto a terzi, purchè sia dimostrabile la mancanza di diligenza nella custodia del cane stesso. Io ritengo che sia obbligo anche dei passanti quello di stare attenti a non essere morsi da un cane che è regolarmente tenuto all’interno di un’area privata, e la condotta imprudente del passante può essere fonte di colpa concorrente o addirittura esclusiva nella causazione del danno. Tuttavia al fine di avere una risposta più esaustiva occorre verificare lo stato dei luoghi (per accertare se erano utilizzabili delle reti di protezione da apporre sulla ringhiere) e le concrete modalità del fatto, cosa che potrà fare con l’assistenza di un suo legale di fiducia.

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I miei cani investiti da autovettura, Uno è morto...
 

D: Salve, vi contatto dalla provincia di Mantova. Sabato 19-01-08, intorno all'una di notte, i miei 2 cani (di razza American staffordshire terrier, femmine entrambe, di 7 e 12 mesi) uscivano dal giardino di casa senza che nessuno se ne accorgesse e dopo circa un 20 minuti un'autovettura, di cui conosco solo il modello e non la targa, le investiva passandoci sopra senza nemmeno dare un cenno di frenata e continuando la sua folle corsa dileguandosi nella nebbia. Della macchina e del conducente al momento nessuna traccia. Delle due cagne una è morta sul colpo, dopo essere stata colpita e poi schiacciata, e l'altra ha riportato delle bruttissime lesioni al bacino e quindi è stata operata, ed ha subito l’applicazione delle piastre in metallo per mettere a posto il bacino.

Al momento volevo sapere se c'è qualche legge che tutela i due cani e quantomeno noi che siamo più che stravolti per la tragedia.

Nell'attesa le porgo distinti saluti

 

R: Come ho più volte detto, il conducente ed il proprietario della macchina investitrice sono tenuti a risarcire i danni provocati dalla circolazione, ed anche il ferimento o l’uccisione di animali, come sancito anche da  recenti sentenze, tra le quali quella del Giudice di Pace di Ortona più volte citata in questa rubrica. Il problema, nel suo caso, è che non è stato possibile individuare l’autovettura investitrice, e quindi non è stato possibile risalire al responsabile dell’incidente. In questi casi, qualora ad essere investito sia un uomo, ci si può rivolgere ad un apposito fondo di garanzia per le vittime della strada. Tale fondo, però, non ancora risarcisce i danni qualora ad essere investito sia un animale di proprietà.

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Richiesta risarcimento per decesso di cane randagio
 

D: L'altro ieri mio figlio ha subito dei danni alla sua auto a causa dell'attraversamento improvviso di un cane randagio, sotto gli occhi di testimoni che hanno dichiarato l'inevitabilità del sinistro.

Dopo essermi accertata che mio figlio non aveva subito alcun danno dall'incidente e valutata la possibilità di richiesta di risarcimento del danno subito dall'autovettura, ho pensato al povero cane rimasto ucciso nell'incidente. Quindi vorrei chiederLe se, nell'ambito della richiesta da avanzare nei confronti del comune competente, sia possibile inserire una richiesta di risarcimento per il decesso del cane con l'obbligo che il comune lo devolva ad un canile.

Credo sia un atto di civiltà. Grazie per l'eventuale risposta.

 

R: Sono io che la ringrazio per la domanda. In effetti l’ente comunale è responsabile per i danni causati dai cani randagi, che sono da considerarsi di proprietà dei comuni dove vivono. Non è invece possibile, da parte sua, richiedere un danno al comune per la morte del cane, sia perché lei non ha legittimazione a farlo, sia perchè bisognerebbe dimostrare il fatto illecito del comune, che non è ravvisabile di per sé nell’incidente occorso al cane. Comunque grazie per averci pensato!

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Si siede sul mio cane fratturandogli la zampa...

 

D: Vi scrivo per una consulenza circa un fatto accaduto in casa mia, durante una cena tra amici. I miei cani, un cucciolo e una cagna di taglia medio piccola, madre del cucciolo, erano con noi. Improvvisamente la piccola ha iniziato a lamentarsi e a tenere alzata una zampetta, evidentemente dolorante. Nessuno ha saputo spiegarsi che cosa fosse successo ed io, certa del fatto che in casa non potesse essersi rotta la zampa, ho pensato che la cosa non fosse grave, e quindi l’ho portata in clinica tre giorni dopo, dove è stata operata. Ora dovrà subire un secondo intervento. A distanza di venti giorni, una persona decide di parlare, e mi dice il nome del responsabile, una persona di mole notevole che si è seduta sopra la zampa del cane. Ovviamente lui nega tutto. Posso intervenire in qualche modo? A parte gli alti costi degli interventi a mio carico, sono dell'idea che certe persone vadano punite. Si può chiamare omissione di soccorso?

 

R:  Ho già avuto modo di occuparmi in questa rubrica dell’omissione di soccorso, il quale è un reato che il nostro ordinamento non prevede possa essere perpetrato a danno di un animale. Vero è che la sentenza del Giudice di Pace di Ortona riportata nel nostro sito afferma che l’omissione di soccorso ad un animale è fonte di responsabilità civile per fatto illecito, ma tale norma non viene in rilievo in questa questione. Nel tuo caso sicuramente la persona che si è seduta sulla tua cagnetta, fratturandole una zampa, deve risarcire i danni, ai sensi dell’art. 2043 del codice civile, il quale prevede che qualsiasi fatto, doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto (nel tuo caso le spese mediche che dovrai sostenere), obbliga colui che lo ha commesso a risarcire il danno. L’aver taciuto sull’accaduto aggrava la posizione di questa persona, che non ha consentito un intervento medico tempestivo. Ovviamente dovrà essere data la prova del danno e della sua causa, e sarà necessaria l’assistenza di un tuo legale di fiducia.

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Il mio cane aggredito e ucciso da tre pastori tedeschi

 

D: Il mio cane, un pincher nano, è stato aggredito e ucciso da tre pastori tedeschi che erano accompagnati dal padrone, ma senza collare nè guinzaglio. Il proprietario non è intervenuto per prestare soccorso, nè tantomeno ha richiamato i suoi cani. La mia bambina di 11 anni ha avuto dei morsi dal mio cane, quando stava sentendo di morire. Cosa posso fare?

 

R:  Mi dispiace molto per quanto le è accaduto, e purtroppo mi sono già dovuto occupare in questa rubrica di casi analoghi. Il proprietario dei tre pastori tedeschi va denunciato penalmente per l’omessa custodia e per le lesioni patite da sua figlia, che sono riconducibili all’aggressione da parte dei tre cani pastori. Si può inoltre chiedere il risarcimento danni, sia quelli fisici patiti da sua figlia, sia quelli esistenziali derivanti dalla morte del suo cane.

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CANE  IN TOMBINO E' MORTO. Posso chiedere il  danno esistenziale?
 

D: Il mio cane mentre passeggiava con me è andato dentro ad un tombino di proprietà dell'Hera. Tale tombino non avrebbe dovuto essere aperto, e invece lo era. Il cane è caduto dentro, e nonostante l'intervento del Vigili del Fuoco è morto. Posso chiedere il risarcimento del danno esistenziale?

 

R:  Mi dispiace molto per quanto ti è successo. Dispongo di pochi elementi per poterti dare una risposta esauriente, in quanto è molto importante, nel tuo caso, andare a verificare le concrete modalità in cui i fatti si sono svolti. In generale posso dirti che l’Hera è responsabile dell’accaduto, ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, il quale disciplina, per l’appunto, la responsabilità per danni cagionati da cose di cui si ha la custodia. Il fatto che il tombino fosse aperto, mentre non avrebbe dovuto esserlo, pone automaticamente una responsabilità in capo all’Hera, che riuscirà a sottrarsi ad un provvedimento di condanna solo se riuscirà a dimostrare la sussistenza di un caso fortuito. Ovviamente sarà importante anche dimostrare che quel tombino aperto non era visibile, per cui tu non hai potuto né prevedere, né evitare che il tuo cane cadesse lì dentro usando un’ordinaria diligenza. Tutti questi profili, giuridicamente rilevanti, dovranno necessariamente essere approfonditi con l’ausilio di un legale di fiducia. Una volta verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ritengo che tu possa agire per avere il risarcimento del danno esistenziale, sulla scorta della giurisprudenza più recente che abbiamo avuto modo di analizzare con rifermento ai casi di investimento di cani da parte di automobilisti.

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Accesso dei cani in spiaggia
 

D: D'estate porto il mio cane in spiaggia (pubblica ovviamente) ed il gestore di un lido mi ha detto che se mi vedesse la capitaneria di porto, mi farebbe una multa di 200 euro. E’ vero?

 

R:  Sì, è vero, anzi, si rischia una multa anche più salata. L’art. 1164 del Codice della navigazione, infatti, prevede una sanzione amministrativa da 2 a 6 milioni delle vecchie lire per “chiunque non osserva una disposizione di legge o regolamento, ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorità competente relativamente all’uso del demanio marittimo o delle zone portuali”. L’art. 28 del predetto codice precisa che il demanio marittimo è costituito da lidi, spiagge, porti, lagune e foci di fiumi, che sono, appunto, di proprietà dello Stato, ed i regolamenti di esecuzione rimettono alle Capitanerie di porto il compito di specificare le modalità d’uso del demanio marittimo e delle zone portuali. Le Capitanerie, a loro volta, emettono delle ordinanze, che generalmente si trovano affisse anche all’ingresso degli stabilimenti balneari, ma che ovviamente nessuno legge. Queste ordinanze generalmente prevedono, tra le varie cose, che non si possono portare cani in spiaggia, per cui l’inosservanza a tali provvedimenti determina la possibilità di essere esposti al rischio della predetta sanzione pecuniaria.

Bisogna dire, però, che molti comuni d’Italia hanno individuato con propri regolamenti dei tratti di spiaggia per l’accesso con cani, per cui devi verificare se anche il tuo comune ha fatto altrettanto. Altrimenti ti potrai attivare con una bella petizione!

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Malasanità veterinaria e costi vertiginosi?

 

D: La notte di natale ho portato il mio cane in una clinica per una forma di infiammazione alle parti intime. Diciamo che più che visitato è stato solo visto. Mi hanno prescritto una crema, Gentalin (valore di 53 euro). Appena tornata a casa ho massaggiato la parte infiammata con crema, ma il giorno dopo il cane stava peggio e io, non fidandomi di quella clinica, mi sono rivolta ad un altra clinica, dove mi hanno detto di levare subito quella crema al cortisone. Mi hanno dato due medicine tra cui un antinfiammatorio ed un collare a cono, il tutto a 35 euro. Cosa posso fare per riavere parzialmente o magari tutti i soldi ? Per una visita minima possono prendersi 40 euro? Non è un abuso? Cordiali saluti
 

 R: In passato mi sono occupato in questa rubrica di problemi di malasanità veterinaria, ma non mi sembra che questo sia il suo caso. Purtroppo i consulti medici e le medicine hanno il loro costo, e nel suo caso siamo ampiamente nella media delle tariffe che vengono praticate.

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I pet shop possono vendere cuccioli?
 

D: Gentilissimo avvocato, vorrei sapere se è vero che i negozi che vendono prodotti per animali non possono tenere e quindi vendere i cuccioli nel negozio.

 

R: Non mi risulta che ci sia un divieto di questo genere. Purtroppo quella di mettere dei cuccioli in una gabbietta esposta in vetrina è una pratica assai diffusa tra i negozianti di animali. Sono certo che verrà un giorno in cui questa pratica, finalizzata solo a suscitare la compassione delle persone più sensibili, sarà ritenuta tanto scandalosa quanto la vendita degli schiavi nei mercati dell’antica Roma. Nel frattempo, continuo a consigliare a chi vuole adottare un cucciolo di andarlo a prendere in un canile oppure, se proprio si ritiene fondamentale il pedigree, direttamente da un allevatore. Ritengo, infatti, che un allevatore serio voglia sapere chi si prenderà cura del cucciolo, e non lo vende tramite intermediari. 

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offese sono reciproche

 

D: Le espongo una questione singolare. Un mese fa ho trovato cane meticcio di un mese, che giaceva sotto un'auto, e l'ho portato a casa.

La mia veterinaria (ho già due gatti) mi ha chiarito subito che pur essendo un meticcio, uno dei due genitori era un Rottweiler.

Inizialmente mi sono un po' atterrito, solo a pensare alla mole che avrebbe avuto da adulto, anche se amo tutte le razze canine e tutti gli animali e non ho pregiudizi contro certe razze attualmente additate come "cani-killer".

Alla fine mi sono affezionato alla piccola che ora ha due mesi e si è ripresa perfettamente.

Ho avuto l'infelice idea di iscrivermi ad un forum di "Rottweileristi" per chiedere informazioni su un'educatrice comportamentalista in zona, che usi l'approccio "gentile" e zooantropologico (sono assolutamente contrario agli addestramenti al combattimento di questi cani, come si vedono nei raduni per conseguire brevetti per l'attacco, la difesa, etc.)

Purtroppo, sul forum, sono entrato in polemica con il classico allevatore arrogante, saccente, sostenitore dei metodi duri nonché del COLLARE ELETTRICO: la discussione si è accesa e, a parte ingiurie e sarcasmi più o meno educati contro di me, mi sono visto definire "lassativo" e "isterico animalista" da questo odioso allevatore, sempre saccente e prolisso nell'inveire su chi non è in accordo con le sue opinioni.

Al che io ho risposto molto, forse troppo duramente: ho spiegato al soggetto in questione che a mio parere stavo parlando con un fabbricante d'armi, che se i suoi modi di attaccare verbalmente le persone erano così feroci non osavo immaginare come trattasse i suoi Rottweiler nel suo allevamento, e poveri i suoi clienti, e ho concluso sostenendo che, con tipi come lui in giro, si spiegano gli inaspettati attacchi di "cani-killer".

Risultato: sono stato BANNATO dal forum, e questo è il minimo, perché il simpatico allevatore nazista ha salvato su HDD la discussione e mi ha minacciato di querela immediata con le parole "farò di tutto per rovinarti" in quanto avrei offeso lui, il suo allevamento e i suoi clienti.

Ora io le chiedo: si può querelare una persona via forum, e se sì, ci sono gli estremi per farlo ai miei danni in un caso simile quando io stesso sono stato insultato per primo? (cfr. ad esempio l'epiteto "ISTERICO ANIMALISTA")

 

R: Il nostro ordinamento prevede una espressa causa di non punibilità di un’espressione ingiuriosa se c’è stata una provocazione e se dunque le offese sono reciproche. Inoltre le condotte astrattamente diffamatorie sono ritenute non punibili quando sono poste in essere nell’ambito di una discussione di interesse pubblico, e si sostengono delle tesi fondate utilizzando parole anche aspre, purchè non si sconfini nel mero insulto, dal momento che la libertà di pensiero e di espressione sono tutelati dalla nostra Costituzione. Ovviamente si tratterebbe di verificare l’applicabilità di questi principi al caso di specie, e di valutare l’effettiva portata delle espressioni utilizzate. Comunque, pur senza aver letto nulla su questo forum, ritengo che sia comprensibile l’atteggiamento di chi protesti contro delle ignobili tecniche di addestramento, che comportino addirittura l’utilizzo del collare elettrico, che è semplicemente uno strumento di maltrattamento e di tortura dei cani. 

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Cane malato?
E' possibile chiedere la riduzione del prezzo

 

D: Ho ricevuto in regalo un cucciolo di labrador dai miei figli, nel mese di novembre. A marzo ho scoperto che il cucciolo di ormai 6 mesi era affetto da una grave forma di displasia bilaterale dell'anca. Ho chiamato l'allevatore che mi ha rassicurato dicendomi che era impossibile perchè i genitori erano sani, e che la displasia è una malattia che si manifesta dopo il primo anno di vita del cane, e che se avessi voluto mi avrebbe cambiato il cucciolo. Io ovviamente mi sono rifiutata perchè era diventato "uno di famiglia". Premetto che il cane è stato acquistato tramite un negozio, e mi è stato consegnato dopo qualche mese anche il pedegree, in cui risulta effettivamente che i genitori non hanno questo problema, presente invece in una nonna materna ma non in maniera grave.

Il mio cane è stato operato ad entrambe le zampe e ora che ha compiuto un anno sta finalmente riprendendosi.

Cosa posso fare? Posso chiedere il rimborso delle spese?

 

R: In teoria è possibile chiedere la riduzione del prezzo pagato per l’acquisto del cane, visto che, come ho più volte avuto modo di dire, si applicano in tali casi le norme del codice civile sui vizi della cosa venduta. Temo, però, che l’azione civile, che va effettuata entro un anno dalla consegna dell’animale, sia prescritta, a meno che non vi siano stati atti interrottivi della prescrizione, come una raccomandata inviata al titolare del negozio. Mi auguro che il cane, dopo l’operazione, possa avere una vita il più possibile normale e piena di affetto. 

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" OMICIDIO " verso gli animali
 

D: Gentile Avvocato,scriviamo dalla città di Taranto. Saremmo curiosi di sapere qualcosa di più circa il reato di " OMICIDIO " verso i nostri amici a quattro zampe. E' un reato di entità pari a quello nei confronti dell'uomo? E'punibile con sanzione pecuniarie o con reclusione? Ma soprattutto ESISTE tale reato?

Ciò ci sta facendo riflettere molto dal momento che non abbiamo sentito mai parlare di qualcuno che sia stato mai punito per tale reato!

Noi abbiamo un cagnolino e ci starebbe molto a cuore sapere questo proprio per una maggiore protezione nei suoi confronti ma anche perchè, proprio perchè amanti degli animali, ci sentiamo maggiormente vicini a tutti coloro siano stati colpiti dalla terribile uccisione del proprio amico. La ringraziamo con la speranza che questa tematica a noi cara possa essere presa in considerazione da VS. Signoria.

 

R: Vi ringrazio per la vostra simpatica lettera, ed anche per l’appellativo di Vostra Signoria, che non mi merito! Comunque potete leggere quanto ho scritto in risposta alla lettera dal titolo “Animalicidio”. 

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randagi e cittadini accomunati dal dramma
 

D: Egregio avvocato, mi presento. Sono Paola, e le scrivo dalla città di Taranto. Io amo infinitamente gli animali, soprattutto i cani (ne ho uno dolcissimo di nome Sonny, insieme al mio fidanzato e al mio piccolo fratellino, è la cosa più importante della mia vita) e, per quanto possa essere strano, amo immensamente la mia città. Sono sicura che lei è al corrente del dissesto che ha dovuto affrontare e che affronta tuttora la città di Taranto (ne hanno parlato tutti i telegiornali). Essendo le casse del comune vuote, i canili hanno buttato i cani per strada lasciandoli al loro destino e la cittadina è piena di randagi...vorrei sapere: c'è una legge che vieta di cacciare i cani dai canili anche se il comune non può mantenerli? Inoltre, è messa male anche l'azienda che si interessa di pulire la cittadina dalla spazzatura, quindi la città è piena di buste di spazzatura che sgorgano dai cassonetti e che attirano i poveri randagi denutriti che naturalmente aprono le buste in cerca di qualche avanzo,sporcando tutte le strade di pattume. Ma vi è un problema ancora più grave: non tutti i randagi sono tranquilli e io personalmente sono stata aggredita più volte da un gruppo di 25 randagi che AVEVA TROVATO RIFUGIO VICINO LA MIA RESIDENZA (grazie a Dio ho avuto sempre la fortuna di essere aiutata) ma sono finita in ospedale in stato di shock con la bombola d'ossigeno perchè non respiravo più. Altra gente di mia conoscenza è stata morsa. Mi sono recata alla caserma dei Carabinieri per sporgere denuncia ma non me lo hanno permesso dandomi come spiegazione il fatto che il dissesto della città portea i canili a fettare per strada altri duecento cani. La gente ha paura! La gente come fa a difendersi dai randagi? Sono stati aggrediti, fortunatamente senza conseguenze, anche dei bambini. Io amo i cani ma purtroppo la situazione della mia città è questa. Nessuno ha mai dato risposte alla mie domande,spero che lei lo farà. Spero che con i suoi chiarimenti sulla questione si possa iniziare a cercare una soluzione per uno dei tanti problemi della mia città!

 

R: Cara Paola, ho come l’impressione che sei la stessa che mi ha scritto per avere maggiori chiarimenti sul cosiddetto “animalicidio”. Questa volta mi poni un problema enorme, perché rimanda al cuore della legislazione in materia di prevenzione del randagismo. Tutti i cani randagi che si trovano sul territorio di Taranto sono di proprietà comunale, ed il Comune di Taranto è obbligato a prevenire il fenomeno del randagismo, come tutti gli altri Comuni d’Italia. Per questo non solo i cani non possono essere buttati fuori dai canili, ma è necessario porre in essere tutte le opportune procedure di sterilizzazione e di vaccinazione dei cani. Il problema vero è costituito dal fatto che non c’è alcuna reale attenzione per questi problemi, che sono ritenuti del tutto marginali (a meno che poi non si verifichino situazioni di emergenza), per cui si investono pochi soldi in questo settore. E’ per questo che i canili sono generalmente dei lager gestiti da uomini con pochi scrupoli, la cui principale preoccupazione è quella di percepire la diaria giornaliera stabilita con i comuni convenzionati per ciascun cane, cercando di ridurre al minimo i servizi per aumentare i profitti. E’ per questo che non si sostengono delle politiche finalizzate all’adozione dei cani nei canili, perché vengono osteggiate dagli stessi titolari di queste strutture, sia perché si troverebbero costretti a fare entrare giornalmente le persone interessate all’adozione nel canile, il quale quindi dovrebbe essere tenuto in modo decoroso (e non lo è quasi mai), sia perché ogni cane è visto come una fonte di reddito, e non lo si vuole dare in adozione.

Si potrebbero invece sostenere queste politiche, ed anche quelle finalizzate a rimettere sul territorio i cani piccoli e non pericolosi, che diventerebbero “cani di quartiere”, i quali potrebbero convivere pacificamente con gli uomini.

Il canile, dunque, dovrebbe essere una extrema ratio, dove alloggiare (in modo dignitoso) i cani più grandi, favorendo il più possibile le loro adozione all’interno delle famiglie, e dove praticare le dovute sterilizzazioni ed i controlli sanitari. Ma siamo ancora lontani da situazioni di questo tipo, che invece si riscontrano nelle città del Nord Europa. Occorrerà proseguire nelle battaglie politiche che già si stanno conducendo su queste tematiche, finchè non si otterranno dei risultati decorosi. 

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Nei locali pubblici il cane va Tenuto o legato o con la museruola
 

D: Posseggo un pastore tedesco di due anni libero in un locale commerciale insieme a due meticci di meno di 10 kg. Vendiamo principalmente animali e prodotti per animali. Il pastore tedesco è buonissimo d'indole ed è seguito da un educatore cinofilo. La mia domanda è: posso averlo libero? Se si devo fare per forza un assicurazione? A tutti e tre o solo al pastore tedesco? Quando esco devo o non devo mettere la museruola al cane se lo porto al guinzaglio?

 

R: Nel tuo locale commerciale dovresti tenere il pastore tedesco o legato con un guinzaglio, o con la museruola. Quando esci è sufficiente il guinzaglio, ma se vai su un mezzo pubblico o in un locale pubblico dovresti mettere anche la museruola. L’assicurazione non è obbligatoria, ma è opportuna per tutti i cani.

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lo sporadico abbaiare non integra il reato di disturbo alla quiete
 

D: Buon giorno, le scrivo a nome di mia zia, e volevo avere una conferma da Lei, visto che noi abbiamo già contattato il nostro avvocato.

Mia zia possiede un meticcio (incrocio Pastore Tedesco) salvato da una tragica fine. I nuovi vicini di casa affermano che il cane abbaia e chiedono di liberarci del cane perchè la vicina soffre di depressione ed il cane la fa star male.

Noi abbiamo già chiamato la ASL che ci ha confermato che il recinto del cane è a norma e tutto il resto.

Il cane abbia solo in caso di animali o persone che passano in strada (è una strada consortile, quindi non trafficata da persone in modo assiduo, ma solo da qualche riccio o volpe durante la notte.

Hanno chiesto di chiuderlo in garage durante la notte, ma è un cane abituato a girare nel giardino e quindi soffre e piange se rinchiuso.

Abbiamo ricevuto anche minacce di avvelenamento da parte loro, così abbiamo fatto un esposto ai carabinieri della nostra città.

Il nostro avvocato ha detto che non dobbiamo preoccuparci, in quanto il cane è chiuso nel nostro giardino e che il serraglio è a debita distanza. E in più dice che la legge che protegge i cani è dalla nostra parte.

Inoltre gli altri vicini addirittura non si erano nemmeno accorti che mia zia avesse un cane. Quindi il cane non abbaia come dicono, e per il disturbo alla quiete pubblica il suo abbaio deve superare un certo livello di decibel, giusto?

Mi rassicura anche Lei?

Io ho paura, perchè purtroppo, dalla parte dove abito io ho altri vicini poco intelligenti, che hanno lanciato spesso nella mia recinzione bocconi avvelenati. Non abbiamo la certezza che siano loro, ma solo con loro abbiamo problemi. Per fortuna i miei cani, un Border Collie, un Bovaro del Bernese, e il maremmano sono stati tutti educati a non mangiare ciò che trovano in giro.

Abbiamo già fatto anche noi un esposto ai carabinieri, ma cosa accadrebbe, se uno dei miei cani avesse problemi con quei bocconi?

 

R: Ho già risposto più volte a domande analoghe a quelle che mi poni. In effetti non basta lo sporadico abbaiare del cane per integrare un reato di disturbo alla pubblica quiete, per cui ritengo che tua zia possa stare tranquilla da questo punto di vista. Per quanto riguarda i tuoi cani, mi auguro che non abbiano mai problemi con bocconi avvelenati. L’avvelenamento dei tuoi cani costituirebbe un reato, e i tuoi vicini sarebbero punibili penalmente, qualora si riuscisse a dimostrare la loro responsabilità.

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dar da mangiare ai gatti è legittimo
 

D: Gentile Avvocato, le pongo una domanda a nome di mia madre, un'anziana di 74 anni che vive da sola in un condominio e che rifornisce di cibo 4 gattini randagi che circolano nel giardino condominiale. Mia madre ha ricevuto (come tutti gli altri condomini), una comunicazione da parte dell'amministratore che dice: "In occasione dell'ultima assemblea condominiale è stata rilevata da tutti i presenti l'insopportabile situazione determinatasi a causa della presenza di numerosi gatti, a cui qualche condomino evidentemente fornisce il cibo quotidianamente.

Questi gatti scorrazzano per il giardino, all'interno del garage e perfino nelle terrazze, lasciando escrementi dovunque.

L'Assemblea ha dato mandato al sottoscritto Amministratore di provvedere a far pulire il garage ed a far bonificare dagli escrementi i giardino, autorizzandolo nel contempo a ripartire le relative spese tra i condomini che saranno individuati tra quelli che lasciano avanzi di cibo all'interno del condominio.

Si sottolinea che l'unico modo per far allontanare i gatti è quello di non dar loro da mangiare."

Inutile aggiungere che mia madre non lascia alcun residuo di cibo, e in quanto agli escrementi, è risaputo che i gatti seppelliscono accuratamente i loro, contrariamente a certi "umani"... Cosa posso fare per mia mamma, che è sottoposta a continue pressioni? (Tra l'altro è cardiopatica, e i gatti la aiutano a passare il tempo e le fanno compagnia). Aggiungo che i suddetti gatti stazionano in prevalenza nella parte di giardino condominiale di uso esclusivo dell'appartamento di mia madre al primo piano. Grazie.

 

R: Come ho già avuto modo di dire, ritengo che la condotta di sua madre finalizzata a dar da mangiare ai gatti sia del tutto legittima, purchè sua madre provveda a lasciare puliti gli spazi condominiali. Una eventuale lettera dell’amministratore con la quale dovessero essere addebitate a sua madre, in via esclusiva o prevalente, le spese di pulizia delle parti comuni del condominio, sarebbe pertanto sicuramente contestabile.

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Per il cane investito chieda il risarcimento
 

D: Salve! Ieri mattina il mio piccolo cucciolo (ne avrebbe compiuti 4 di mesi il 5 dicembre) è stato investito dall'auto guidata dal postino di quartiere. Il signore non aveva visto il cane, ma a me dispiace molto di questa situazione. Il piccolo Modì rallegrava me e i miei genitori tutti i giorni con la sua strepitosa vivacità. Ho spesso temuto che potesse accadergli qualcosa, magari attraversando la strada quando usciva di casa (non abbiamo recinzione) ma finalmente sembrava istruito. Inoltre anche l'altra cagnetta che abbiamo da 7 anni ha imparato a muoversi per bisogni esterni ed altro. Del resto, vivo in campagna e la mia zona è piuttosto tranquilla. Non riesco invece ad accettare che sia qualcuno che venga a casa ad investirlo! Per giunta un postino, che comprendo debba avere una certa rapidità nelle consegne, ma al punto da non girarsi attorno?! Il piccolino è morto dopo poco dall'impatto. Neppure il tempo di portarlo dai veterinari. Ad ogni modo, mi scusi per la carica emotiva, sono a chiederle in che modo mi consiglia di agire ora?

 

R: Mi dispiace molto per il suo cucciolo. Come ho detto rispondendo anche ad altre persone che si trovavano nella stessa situazione, l’unica cosa che si può fare è quella di agire contro il postino in sede civile, chiedendo il risarcimento del danno morale ed esistenziale patito a causa della perdita del cucciolo.

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Il mio cane è stato investito e l'assicurazione non vuole risarcirmi
 

D: Il mio cane è stato investito da un autocarro, e l'assicurazione non vuole risarcirmi le spese che ho sostenuto per l'intervento che il mio cane ha subito perchè era senza guinzaglio. Cosa posso fare?

 

R: L’assenza del guinzaglio non è di per sé ostativa alla possibilità di ottenere il risarcimento del danno. Occorre però verificare come si è svolto in concreto l’incidente per stabilire se esso sia addebitabile in tutto o in parte al conducente dell’autocarro. Potrà effettuare tale verifica con l’ausilio di un avvocato di fiducia.

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Il proprietario  è responsabile dei danni cagionati dal cane

 

D: Buongiorno. Avevo un cane rottweiler di nome Argo. Sabato 8 dicembre 2007, mentre ero assente per motivi di lavoro, mio fratello ha aperto il cancelletto della villa ed improvvisamente il cane è scappato. Mentre attraversava la strada (in centro abitato) è stato fatto sbalzare per circa 8 metri. Il cane è morto sul colpo. Il proprietario dell'auto mi sta chiedendo danni per circa 1000 euro.

Come devo comportarmi?

 

R: Come ho avuto già modo di dire, l’art. 2052 del codice civile stabilisce che il proprietario del cane è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che quest’ultimo fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che si provi il caso fortuito. Occorre, pertanto, verificare se si può invocare la sussistenza di un caso fortuito, tenuto conto le circostanze concrete del fatto, cosa che può fare con l’assistenza di un avvocato di fiducia.

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Continui a dare da mangiare ai gatti

 

D: Gentile Avvocato,

abito in un condominio da 22 anni, nella mia scala abitano 18 famiglie e finora abbiamo convissuto civilmente e con tolleranza.

Da quando è arrivato un nuovo condomino le cose sono cambiate. Questo signore ama curare il giardino, ha tagliato dei costosissimi pini senza delibera condominiale e nessuno, amministratore compreso, lo ha punito.

Adesso questo "gentiluomo" ha preso di mira 5 gatti randagi che vivono nel quartiere e che vengono a mangiare anche nel giardino.

E' riuscito a far appendere tramite l'amministratore un avviso, nel quale si avvisano i signori condomini a non dare da mangiare negli spazi comuni e tantomeno a richiamare gli animali in tali posti; in caso contrario verranno addebitate le spese di pulizia straordinaria dello stabile.

Questo discorso è giusto se io, che do da mangiare ai gatti, lasciassi sporco dappertutto.

Invece aspetto che i gatti finiscano di mangiare (mi riconoscono e alcuni di loro manifestano anche affetto) e se lasciano qualcosa pulisco immediatamente (cosa rara perché hanno sempre una grandissima fame).

C'è anche un altro vicino di casa che sfama i gatti ma lo fa in una zona del palazzo dove io non ho le finestre, quindi non sono in grado di dire se lascia lo sporco oppure no.

Devo inoltre precisare che in tanti anni di vita in condominio nessuno ma hai curato la pulizia del giardino con ditta apposita. Il condomino giardiniere toglie le foglie e taglia l'erba.

Purtroppo non posso neanche dar da mangiare fuori, come ad esempio vicino al secchio della spazzatura, perché hanno messo un altro cartello di protesta contro il cibo lasciato per i randagi.

Il mio non è un quartiere residenziale, ci sono tanti condomini e parecchi proprietari hanno i cani. Quelli sono liberi di passeggiare con i padroni, anche di sporcare per terra, mentre per i gatti randagi non c'è spazio.

Cosa mi consiglia di fare? Io mi sono affezionata ai gatti e loro a me, non danno fastidio (anzi, allontanano anche i topi).

La ringrazio per la cortese risposta

 

R: Continui a dare da mangiare ai gatti (i quali, lo dico per inciso, sono patrimonio indisponibile dello Stato, ed oggetto di tutela da parte delle vigenti normative sugli animali d’affezione), stando attenta a lasciare puliti gli spazi condominiali comuni dello stabile.

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La condotta del  vicino può integrare "estremi di minaccia"

 

D: Il mio vicino ha posto un cartello in un terreno adiacente la mia casa con su scritto SE TROVO UN CANE NELL'ORTO IO SPARO come posso tutelarmi? i miei cani sono nel mio ampio giardino, ma tutto può succedere...

 

R: La condotta del suo vicino può integrare gli estremi della minaccia, che può essere denunciata all’autorità giudiziaria, ma credo che la cosa migliore da fare per tutelare i suoi cani sia quella di fare in modo di evitare che possano entrare nell’orto del vicino.

 

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ARGOMENTI

Lasciar morire un animale, che potrebbe essere salvato da una terapia medica, costituisce reato

Non rispondo a domande che non hanno attinenza con lo scopo di questa rubrica

Guinzaglio che di museruola nei luoghi pubblici

Mostra di cuccioli

E' fondamentale la visibilità della segnalazione di pericolo

Il cane dei vicini ha ucciso il nostro coniglio nano

Se i cani disturbano più persone, il rischio di una denuncia e  successiva condanna c’è

Il mio cane avvelenato! ho voglia di giustizia

L’abbaiare costituisce disturbo alla pubblica quiete

Far vivere i cani in spazi angusti, privarli della possibilità di uscire può integrare gli estremi del maltrattamento

La parola soppressione non deve essere neppure pronunciata

Accoppiamento dei cani

Il cane fa la pipì quando gli scappa

Ho venduto la mia cavalla e ...

Sono obbligato per legge a esporre il cartello "attenti al cane"?

Trasportare il cane in auto  senza incorrere in una multa

Il microchip è obbligatorio?

Ingiusta ordinanza del Sindaco!

i vicini hanno presentato un esposto perchè il cane abbaia

Se un ciclista investe un cane...posso citarlo per danni?

CANE investito da un auto. Come fare per richiedere il risarcimento?

Anche la malasanità veterinaria da diritto al risarcimento

Cane di quartiere

In luogo aperto al pubblico... cane al guinzaglio!

Minacciato perchè il mio cane abbaia

Si pratica ancora il taglio delle orecchie?

Il mio cane muore in anestesia

il collare elettrico antiabbaio è legale o no?

Se il  gatto si introduce nel giardino altrui...

Il maltrattamento non è questioni di metro quadro

Il giardino condominale è un bene comune

condomini: NESSUN DIVIETO SENZA delibera assembleare

I miei cani scappano dal recinto ma se fanno danni...?

ha attraversato la strada ed e stato schiacciato dalle ruote di un'auto

Le deiezioni vanno sempre raccolte

se non risiede in Italia non rientra nella competenza del giudice italiano

Il gestore di un locale può vietarne l'accesso ai cani?

Cane investito e ucciso ...risarcimento danno esistenziale

Se non c’è colpa, non c’è neanche reato

Non tutti i cani sono per tutti!

Il maltrattamento è tale anche nel caso in cui l’animale non venga curato adeguatamente

il sindaco è responsabile dei cani vaganti sul suo territorio

E' obbligatorio assicurare il cane?

Il proprietario risponde dei danni cagionati dal proprio cane

I miei cani investiti da autovettura, Uno è morto...

Richiesta risarcimento per decesso di cane randagio

Si siede sul mio cane fratturandogli la zampa...

Il mio cane aggredito e ucciso da tre pastori tedeschi

CANE  IN TOMBINO E' MORTO. Posso chiedere il danno esistenzialE?

Accesso dei cani in spiaggia

Malasanità veterinaria e costi vertiginosi?

i pet shop possono vendere cuccioli?

offese sono reciproche


Cane malato?
E' possibile chiedere la riduzione del prezzo


" OMICIDIO " verso gli animali

randagi e cittadini accomunati dal dramma

Nei locali pubblici il cane va Tenuto o legato o con la museruola

lo sporadico abbaiare non integra il reato di disturbo alla quiete

dar da mangiare ai gatti è legittimo

Per il cane investito chieda il risarcimento

Il mio cane è stato investito e l'assicurazione non vuole risarcirmi


Il proprietario  è responsabile dei danni cagionati dal cane

Continui a dare da mangiare ai gatt

La condotta del  vicino può integrare "estremi di minaccia"