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19 gennaio 2005

 

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RANDAGISMO ABRUZZO

LE ASSOCIAZIONI PRESENTANO

I DATI E LE PROPOSTE DI MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE

 

Pescara, 19 gennaio 2005. Animalisti Italiani, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LAV, Attenzione al Cane e Movimento UNA hanno presentato in una Conferenza Stampa le proposte di modifica all’attuale legge regionale sul randagismo.

Walter Caporale, Presidente dell’associazione Animalisti Italiani, afferma: "Le modifiche, che invieremo nei prossimi giorni al Presidente Pace, ai consiglieri regionali ma anche a tutti i candidati al prossimo Consiglio regionale, conferiscono una visione più animalista e protezionista alla Legge. Tra le proposte di cui gli animalisti auspicano l’approvazione: 1) L’introduzione del concetto di oasi etologica, mai espresso in precedenza; 2) Il divieto assoluto di utilizzare animali per spettacoli pubblici o privati e come premi di giochi, lotterie; 3) La promozione dei circhi che non usano animali – come il Circo del Sole, che da solo fattura quanto i 130 circhi italiani con animali - con finanziamenti da parte della Regione alle scuole affinché le scolaresche possano assistere ai loro spettacoli gratuitamente; 4) L’aumento delle dimensioni degli spazi di cui i cani devono poter usufruire sia nelle strutture pubbliche sia presso i privati.
Ci auguriamo la rapida approvazione di queste modifiche alla legge regionale sul randagismo, vista la sempre crescente sensibilità dei cittadini nei confronti degli animali d’affezione (ben 105.870 famiglie abruzzesi vivono con un cane), anche per contribuire a ridurre il fenomeno dell’abbandono di animali (attualmente l’Abruzzo è sesta regione italiani per numero di randagi, che sono ben 42.710 secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute).

"La Legge Regionale 86/99" - dichiara Lina Bufarale, Consigliere Nazionale della Lega per la difesa del Cane – "è risultata da subito inadeguata e presenta anche carattere di illegittimità in quanto prevede sistemi di abbattimento diversi da quello "esclusivamente eutanasico ad opera di un medico-veterinario" stabilito dalla Legge Quadro 281/91. Questo fu proprio uno dei motivi per cui le associazioni animaliste tentarono vanamente di modificarla. Oggi riteniamo che siano maturi i tempi per adeguare la giurisprudenza regionale ai sentimenti di crescente solidarietà verso il mondo animale, con particolare attenzione a quelli da affezione. Le modifiche ed integrazioni alla 86/99 vogliono aprire scenari diversi in cui gli animali da res nullis divengano soggetti portatori di diritto".

"Le modifiche che proponiamo" – dichiara Gianfranco Majo, Commissario Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Ortona – "vogliono garantire una maggiore attenzione non solo agli animali, ma anche alle persone e alle associazioni che di animali si occupano volontariamente da anni, in silenzio, con fondi ridottissimi e spesso dovendo fare i conti con un "senso comune" non sufficientemente sensibile agli animali e con norme inadeguate, che ostacolano molto più di quanto agevolano; vogliamo così impedire che sui poveri animali senza padrone vengano alimentati business di privati con pochi scrupoli, che facilmente si traducono poi in emorragie di denaro pubblico, e favorire il ricorso alle risorse del volontariato, che agisce in nome di valori e ideali nei quali crede in modo sincero e disinteressato; vogliamo creare le condizioni per poter combattere seriamente il maltrattamento degli animali da affezione, l'abbandono e il randagismo e contemporaneamente porre l'accento sul fatto che gli animali domestici non sono un "peso" ma una "potenzialità" per cittadini, amministrazioni comunali e strutture sanitarie; vogliamo dare vigore ad una civiltà superiore, che vede gli animali come nostri "compagni di vita" e non come "oggetti animati" senza dignità, senza sentimenti, nei cui confronti tutto è permesso. Le modifiche che proponiamo, ad oltre 5 anni dall'entrata in vigore dell'attuale formulazione della Legge Regionale sugli animali da affezione, prendono spunto e vigore dalla dura esperienza quotidiana maturata da chi ogni giorno dell'anno, direttamente e impegnando tutto se stesso, vede e sperimenta il mondo sommerso di cui queste "vite-non-umane" sono, loro malgrado, protagoniste".

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