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 sito abruzzese degli Animalisti Italiani

NEWS

08 settembre 2005

 

 

Accordo PETA E Associazione Allevatori-Produttori di lana australiana per eliminare la tortura del MULESING e ridurre le sofferenze delle pecore. Bando totale dal 2009

 

Peta e Animalisti Italiani hanno protestato in tutto il mondo, con centinaia di manifestazioni contro la barbara pratica del mulesing inflitta all’80% degli  agnelli in Australia e contro l’esportazione di animali vivi in viaggi interminabili su navi cargo. Il mulesing consiste nell’eliminazione con un paio di forbici di uno strato di tessuto nella regione perianale, senza alcun tipo di anestetico, causando alle pecore indicibili sofferenze, al fine di ottenere uno strato di pelle liscio non attaccabile dagli insetti.

“Dopo una serie di incontri intercorsi dai primi di giugno tra la Peta e l’associazione degli allevatori e produttori di lana Australiani (AWGA, Australian Wool Growers Association),”- dichiara Ilaria Ferri, Direttore dell’Associazione Animalisti Italiani-“ le due parti sono arrivate ad un accordo scritto che prevede l’eliminazione graduale del mulesing con una serie di interventi pianificati fino al 2009, data prevista per il bando totale del mulesing, l’accordo inoltre contiene dettagliate indicazioni riguardo l’esportazione di animali vivi. Per dimostrare ancora di più la volontà che l’accordo firmato tra la Peta e l’Associazione degli allevatori Australiani sia sottoscritto da tutte le parti coinvolte nell’industria laniera, la Peta e gli Animalisti Italiani hanno deciso una moratoria di 45 giorni senza manifestazioni, a partire dall’8 Agosto. Niente manifestazioni contro la Benetton , la famosa casa di produzione Italiana di capi di abbigliamento che utilizza la lana proveniente dall’Australia.

L’accordo proposto prevede l’introduzione dell’uso di analgesici e anestetici pre e post mutilazione fino a quando, nel 2009 il mulesing, non sarà definitivamente abolito. Entro quella data, di anno in anno, è prevista una riduzione progressiva di questa pratica. Contestualmente, gli allevatori dovranno garantire la messa in uso delle efficaci alternative esistenti al mulesing (insetticidi, diete specifiche, etc.) al fine di prevenire l’infestazione degli insetti. Nel testo viene inoltre indicata la nomina di esperti scienziati del settore identificati nelle persone del Dott. Grandin, Dott. Raj e Dott. Webster, che insieme ai rappresentanti dell’industria laniera, degli allevatori e della Peta e altri gruppi animalisti, entro il settembre 2006, dovranno produrre un dettagliato rapporto sul trasporto, la gestione e l’abbattimento degli animali vivi e dovranno analizzare anche le leggi dei paesi che accoglieranno gli animali vivi al fine di autorizzare l’esportazione degli animali nei paesi che siano conformi agli standard previsti dalla legge Australiana sulla tutela degli animali domestici. Inoltre, se entro il settembre 2006, l’industria laniera non sarà stata in grado di adeguarsi agli standard richiesti nell’accordo sottoscritto dalle parti (testo disponibile in inglese sul sito www.animalisti.it) gli allevatori che avranno firmato l’accordo non potranno più esportare animali vivi nei 5 anni successivi.

La Peta si riserva di non condurre più alcuna campagna per dieci anni contro l’industria laniera australiana e gli allevatori, ma si limiterà a suggerire l’acquisto di capi realizzati con lane che avranno il marchio dell’Associazione degli allevatori e produttori di lane australiane, a garanzia dell’applicazione del suddetto accordo. Altri 45 giorni di moratoria senza manifestazioni saranno concessi dalla Peta al fine di ampliare le trattative con quanti più produttori di lana possibile, ma se non ci sarà un accordo la Peta continuerà a promuovere le lane bollate con marchio AWGA, e continuerà il boicottaggio contro le lane ottenute in modo tradizionale. Verrà quindi presentato a livello internazionale il marchio AWGA, a garanzia che ogni capo di lana è stato realizzato seguendo gli standard dell’accordo sottoscritto tra la Peta e l’associazione degli allevatori e produttori di lana australiana.”

Roma, 9 agosto 2005

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