Peta e Animalisti Italiani
hanno protestato in tutto il mondo, con centinaia di manifestazioni
contro la barbara pratica del mulesing inflitta all’80% degli agnelli
in Australia e contro l’esportazione di animali vivi in viaggi
interminabili su navi cargo. Il mulesing consiste nell’eliminazione con
un paio di forbici di uno strato di tessuto nella regione perianale,
senza alcun tipo di anestetico, causando alle pecore indicibili
sofferenze, al fine di ottenere uno strato di pelle liscio non
attaccabile
dagli insetti.
“Dopo una serie di
incontri intercorsi dai primi di giugno tra la Peta e l’associazione
degli allevatori e produttori di lana Australiani (AWGA, Australian Wool
Growers Association),”- dichiara Ilaria Ferri, Direttore
dell’Associazione Animalisti Italiani-“ le due parti sono arrivate ad un
accordo scritto che prevede l’eliminazione graduale del mulesing con una
serie di interventi pianificati
fino al 2009, data prevista per il bando totale del mulesing, l’accordo
inoltre contiene dettagliate indicazioni riguardo l’esportazione di
animali vivi. Per dimostrare ancora di più la volontà che l’accordo
firmato tra la Peta e l’Associazione degli allevatori Australiani sia
sottoscritto da tutte le parti coinvolte nell’industria laniera, la Peta
e gli Animalisti Italiani hanno deciso una moratoria di 45 giorni senza
manifestazioni, a partire dall’8 Agosto. Niente manifestazioni contro la
Benetton , la famosa casa di produzione Italiana di capi di
abbigliamento che utilizza la lana proveniente dall’Australia.
L’accordo proposto
prevede l’introduzione dell’uso di analgesici e anestetici pre e post
mutilazione
fino a quando, nel 2009 il mulesing, non sarà definitivamente abolito.
Entro quella data, di anno in anno, è prevista una riduzione progressiva
di questa pratica. Contestualmente, gli allevatori dovranno garantire la
messa in uso delle efficaci alternative esistenti al mulesing
(insetticidi, diete specifiche, etc.) al fine di prevenire
l’infestazione degli insetti. Nel testo viene inoltre indicata la
nomina di
esperti scienziati del settore identificati nelle persone del Dott.
Grandin, Dott. Raj e Dott. Webster, che insieme ai rappresentanti
dell’industria laniera, degli allevatori e della Peta e altri gruppi
animalisti, entro il settembre 2006, dovranno produrre un dettagliato
rapporto sul trasporto, la gestione e l’abbattimento degli animali vivi
e dovranno analizzare anche le leggi dei paesi che accoglieranno gli
animali vivi al fine di autorizzare l’esportazione degli animali nei
paesi che siano conformi agli standard previsti dalla legge
Australiana sulla tutela degli animali domestici. Inoltre, se entro il
settembre 2006, l’industria laniera non sarà stata in grado di adeguarsi
agli standard richiesti nell’accordo sottoscritto dalle parti (testo
disponibile in inglese sul sito
www.animalisti.it)
gli allevatori che avranno firmato l’accordo non potranno più esportare
animali vivi nei 5 anni successivi.
La Peta si riserva di non
condurre più alcuna campagna per dieci anni contro l’industria laniera
australiana e gli allevatori, ma si limiterà a suggerire l’acquisto di
capi realizzati con lane che avranno il marchio dell’Associazione degli
allevatori e produttori di lane australiane, a garanzia
dell’applicazione del suddetto accordo. Altri 45 giorni di moratoria
senza manifestazioni saranno concessi dalla Peta al fine di ampliare le
trattative con quanti più produttori di lana possibile, ma se non ci
sarà un accordo la Peta continuerà a promuovere le lane bollate con
marchio AWGA, e continuerà il boicottaggio contro le lane ottenute in
modo tradizionale. Verrà quindi presentato a livello internazionale il
marchio AWGA, a garanzia che ogni capo di lana è stato realizzato
seguendo gli standard dell’accordo sottoscritto tra la Peta e
l’associazione degli allevatori e produttori di lana australiana.”
Roma, 9 agosto 2005
Animalisti Italiani
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