PESCARA. Romeo non c’è
più. Il cagnolone di Pescara, il suo simbolo, il suo “sindaco”, è morto
domenica sera al Dog Village di Montesilvano. Era anziano Romeo,
protagonista di mille eventi pescaresi, sempre in prima fila insieme al
suo fido scudiero Ugo, incrocio di lupo, sempre a qualche passo da lui.
Il canile di Montesilvano lo accolto in questi ultimi anni, quando ormai
troppo anziano, non riusciva più ad alzarsi. Ha trovato l’affetto e le
cure di Annamaria Di Febo e di tutti i volontari del rifugio. Il suo
inseparabile amico Ugo gli è stato accanto fino alla fine.
Romeo aveva 15 anni e ha avuto una vita molto intensa: arrivato a
Pescara probabilmente nel 1993 con un barbone tedesco, ha trovato amici
a due e quattro zampe nella zona di corso Umberto, nel cuore della
città. E del cuore di Pescara è stato a suo modo protagonista: non c’è
stato corteo, manifestazione, celebrazione religiosa alla quale non
abbia partecipato. Non mancava alla processione del Corpus Domini, ma
nemmeno se suonava ‘Nduccio. E quando si spostava alla stazione, corso
Vittorio Emanuele lo attraversava sempre sulle strisce, quando scattava
il verde.
Quest’anno la copertina del calendario dedicato ai gatti e cani
trovatelli per sensibilizzare contro l’abbandono, era tutta sua; una
foto in cui si tuffava golosamente in una torta fatta solo per lui.
In tantissimi lo hanno amato, pescaresi e non. La sua classe teutonica
(era un Leonberger, pregiata razza frutto dell’incrocio di San Bernardo
e Terranova), la sua dolcezza sono stati notati anche da due turisti,
Giusi e Pompeo, che hanno voluto adottarlo a distanza e hanno
contribuito a tutte le spese per lui fino all’ultimo giorno.
«È dura ora che non c’è più», dice Carlo Alberto Mimola, fondatore della
Lega in difesa del cane di Pescara e grande amico a due zampe di Romeo.
«Per molti pescaresi ha rappresentato tanto, solo in poche occasioni non
è stato capito. Romeo ha lasciato un segno e per questo non verrà mai
dimenticato».
E in suo onore, per ricordarlo per sempre, si potrebbe donare un rifugio
ai pochi randagi che restano a Pescara, città che ha dimostrato di amare
molto gli animali e che si è attivata molto per proteggere quelli meno
fortunati, proprio come Romeo, che pur non avendo una casa hanno trovato
una grande famiglia. «Potremmo realizzare un monumento vivente in nome
di Romeo», spiegano all’Enpa. «Si potrebbe realizzare una recinzione,
una bella zona verde per i cinque-sei randagi che vivono nella zona
della stazione, che hanno perso il loro rifugio quando sono cominciati i
lavori di ristrutturazione».
Romeo, comunque, rimarrà sempre nei ricordi di tutti. E non lo
dimenticherà nemmeno il suo fedele Ugo, che ora è rimasto senza il suo
unico amico. (m.s.)