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29 ottobre 2005

 

 

IL TEMPO

Un cucciolotto come terapia - La collaborazione dell’associazione con il centro «La Madonnina»
Oggi nella Sala dei Marmi della Provincia un convegno sulla pet-therapy organizzato dall’Anffas

 

Tra uomo e uomo possono sorgere talvolta barriere insormontabili, date da differenze caratteriali, sociali, culturali, dalla diffidenza reciproca, dal pudore, dall’incapacità di esprimere in piena libertà i propri pensieri e sentimenti. Ciò non avviene nel rapporto uomo-animale, che se non impostato come sudditanza del secondo nei confronti del primo, può rivelarsi particolarmente vantaggioso per persone affette da problemi fisici o psichici. Usando il termine tecnico inglese, si parla di "Pet Therapy", ovvero terapia basata sull’utilizzo di animali d’affezione, che in Italia, con un recente decreto legislativo, è stata ufficialmente riconosciuta all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e presto verrà inserita come co-terapia negli ospedali e nelle Asl. A questo tema è dedicato il convegno che si terrà oggi alle 10.30 nella sala dei marmi della Provincia, organizzato dal centro cinofilo "La Madonnina" in collaborazione con l’Anffas, associazione famiglie di disabili intellettivi e relazionali. Il titolo dell’incontro parla chiaro: «Oltre le barriere con l’aiuto dei cani». I presidenti delle due associazioni pescaresi, Luisa Di Biagio per "La Madonnina" e Maria Pia Di Sabatino per l’Anffas, racconteranno l’esperienza vissuta da alcuni ragazzi disabili che hanno partecipato lo scorso anno, nel periodo di Natale, alla realizzazione di uno spettacolo teatrale i cui proventi sono stati totalmente devoluti in beneficenza. Particolarità del progetto didattico-educativo è stato il supporto di un gruppo affiatato di "partners con la coda", come li chiama la Di Biagio: Barbie, pastore scozzese, Daphne, labrador retriever, e la coppia di piccoli levrieri italiani Patatina e Falpalà. Ogni incontro di preparazione della piéce è diventato quindi per i piccoli portatori di handicap un’occasione preziosa di socializzazione, crescita e scambio, oltre che un momento di distrazione e divertimento. Dalle parole della Di Biagio traspaiono ancora le emozioni provate allora nel guardare gli allievi alle prese con la prosa e i quattro zampe: «Nell’arco di alcune settimane – ricorda – abbiamo vissuto grazie a questi meravigliosi ragazzi momenti di crescita indimenticabili, abbiamo costruito legami d’affetto sinceri e profondi, abbiamo insegnato molto, ma imparato di più. Per lunghi istanti, mentre insegnavo ai ragazzi come approcciare correttamente un cane, entrare in contatto con lui senza rischi, mi sono sorpresa a riflettere su quanto, come e con quale delicatezza erano loro ad insegnarci qualcosa. E poi gli animali – osserva -. Si pongono come ponti d’oro tra le persone, facendosi scudo contro tutti i timori che scattano ogni volta che le distanze sociali si accorciano». Fino al 15 novembre, sempre nella sala dei marmi del palazzo di piazza Italia, sarà possibile ammirare i lavori artigianali che sono stati realizzati dai ragazzi dell’Anffas ispirati dall’interazione con i cani. Na.Mir.