Tra
uomo e uomo possono sorgere talvolta barriere
insormontabili, date da differenze caratteriali,
sociali, culturali, dalla diffidenza reciproca, dal
pudore, dall’incapacità di esprimere in piena libertà i
propri pensieri e sentimenti. Ciò non avviene nel
rapporto uomo-animale, che se non impostato come
sudditanza del secondo nei confronti del primo, può
rivelarsi particolarmente vantaggioso per persone
affette da problemi fisici o psichici. Usando il termine
tecnico inglese, si parla di "Pet Therapy", ovvero
terapia basata sull’utilizzo di animali d’affezione, che
in Italia, con un recente decreto legislativo, è stata
ufficialmente riconosciuta all’interno del Servizio
Sanitario Nazionale e presto verrà inserita come
co-terapia negli ospedali e nelle Asl. A questo tema è
dedicato il convegno che si terrà oggi alle 10.30 nella
sala dei marmi della Provincia, organizzato dal centro
cinofilo "La Madonnina" in collaborazione con l’Anffas,
associazione famiglie di disabili intellettivi e
relazionali. Il titolo dell’incontro parla chiaro:
«Oltre le barriere con l’aiuto dei cani». I presidenti
delle due associazioni pescaresi, Luisa Di Biagio per
"La Madonnina" e Maria Pia Di Sabatino per l’Anffas,
racconteranno l’esperienza vissuta da alcuni ragazzi
disabili che hanno partecipato lo scorso anno, nel
periodo di Natale, alla realizzazione di uno spettacolo
teatrale i cui proventi sono stati totalmente devoluti
in beneficenza. Particolarità del progetto
didattico-educativo è stato il supporto di un gruppo
affiatato di "partners con la coda", come li chiama la
Di Biagio: Barbie, pastore scozzese, Daphne, labrador
retriever, e la coppia di piccoli levrieri italiani
Patatina e Falpalà. Ogni incontro di preparazione della
piéce è diventato quindi per i piccoli portatori di
handicap un’occasione preziosa di socializzazione,
crescita e scambio, oltre che un momento di distrazione
e divertimento. Dalle parole della Di Biagio traspaiono
ancora le emozioni provate allora nel guardare gli
allievi alle prese con la prosa e i quattro zampe:
«Nell’arco di alcune settimane – ricorda – abbiamo
vissuto grazie a questi meravigliosi ragazzi momenti di
crescita indimenticabili, abbiamo costruito legami
d’affetto sinceri e profondi, abbiamo insegnato molto,
ma imparato di più. Per lunghi istanti, mentre insegnavo
ai ragazzi come approcciare correttamente un cane,
entrare in contatto con lui senza rischi, mi sono
sorpresa a riflettere su quanto, come e con quale
delicatezza erano loro ad insegnarci qualcosa. E poi gli
animali – osserva -. Si pongono come ponti d’oro tra le
persone, facendosi scudo contro tutti i timori che
scattano ogni volta che le distanze sociali si
accorciano». Fino al 15 novembre, sempre nella sala dei
marmi del palazzo di piazza Italia, sarà possibile
ammirare i lavori artigianali che sono stati realizzati
dai ragazzi dell’Anffas ispirati dall’interazione con i
cani. Na.Mir.