Dall’esame
autoptico
effettuato ieri
mattina sul
corpo di
Sebastiano, dal
dott. Massimo
Scacchia
dell’Istituto
Zooprofilattico
di Teramo, il
cane trovato
morto in una
cella
frigorifero
della Asl
veterinaria
aquilana, non
c’è ancora un
referto
ufficiale che
dovrebbe
arrivare nei
primi giorni
della prossima
settimana. Ma
scivolano
ipotesi corpose
sulla fine del
povero cane,
catturato dagli
addetti Asl nei
presi dell’Inps.
Si ipotizza,
infatti, che
Sebastiano sia
morto in seguito
a tremendi
maltrattamenti e
il tutto salta
fuori anche per
gli enormi
ematomi
descritti
nell’autopsia.
Verdi e
animalisti
attendono il
responso certo,
poi se le
ipotesi si
caleranno nella
realtà, verranno
interessate le
autorità e
sanitarie e
della Procura
della
Repubblica.
Attendiamo
dunque, anche se
resta fissata
un’immagine
cruenta che
graffia
nell’intimo di
chi non solo ama
gli animali, ma
che vive il
quotidiano nel
rispetto delle
regole e del
vivere insieme.
Per la cronaca,
e per sgomberare
il campo da
possibili,
errate
valutazioni, c’è
da dire che
Sebastiano era
un cane docile,
dallo sguardo
buono, che non
infastidiva
alcuno. Era
diventato un po’
la mascotte
della Villa
comunale e
dintorni. In
molti lo
carezzavano e
lui, Sebastiano,
rispondeva
sgranando gli
occhi e
scodinzolando
gioioso. E poi
per essere il
cane amico
importante di un
bambino disabile
fa capire prima
e meglio la sua
indole, il suo
incedere timido,
quasi fragile,
nella vita tra
gli esseri umani
non sempre
capaci di
condividere lo
spazio con gli
animali, anche
se domestici,
anche se capaci
di una forza
morale che a
molti noi è dote
sconosciuta.
F.G.