L'Aquila
-
L'esame
necroscopico
effettuato
all'istituto
zooprofilattico
di Teramo parla
chiaro:
Sebastiano, cane
randagio morto
alla fine dello
scorso mese dopo
la cattura del
servizio
veterinario
della Asl
dell'Aquila,
avrebbe subito
violente
percosse prima
del decesso.
E già i
risultati delle
analisi hanno
ridestato
l'attenzione
delle
associazioni
animaliste.
Animalisti
Italiani, Lega
anti-vivisezione,
LeAL e Lega
Nazionale per la
Difesa del Cane,
hanno chiesto al
sindaco, al
prefetto, alla
presidente della
Provincia, al
presidente della
Regione Abruzzo
e all'Ordine dei
Medici
Veterinari
dell'Aquila che
"sia avviata in
tempi brevi
un'inchiesta
ufficiale che
chiarisca la
dinamica dei
fatti".
Sebastiano era
un incrocio di
pastore
abruzzese che
spesso
stazionava nella
zona della Villa
comunale.
Lo scorso 31
agosto è stato
catturato dal
servizio
veterinario
della Asl "solo
per aver
infastidito una
cagnetta
padronale in
calore",
spiegano le
associazioni
animaliste, e
poco dopo è
morto. "Dalla
visione del
referto si
evince la
presenza di
ferite all'asse
del collo,
lesioni
multiple, vasti
versamenti
emorragici di
presumibile
natura
traumatica e una
grave emorragia
interna",
continuano gli
animalisti "che
palesano un
ragionevole
dubbio sul
trattamento a
cui è stato
sottoposto il
cane nelle fasi
di cattura".
"Il dato, ormai
certo"
commentano le
associazioni "è
che la povera
bestia, in
perfetta salute,
docile e amico
di tutti, è
transitata dal
marciapiede
(dove dormiva
inerme), al
furgone della
Asl Veterinaria
per ritrovarsi,
infine,
all'interno di
un secchio della
cella
frigorifera
della medesima
struttura,
annegato in una
pozza di sangue,
scavalcando, suo
malgrado, tutte
le tappe sancite
dalla legge".
In attesa di
sporgere formale
denuncia, le
associazioni
animaliste
chiedono agli
organi
competenti
maggiore
chiarezza.
"Pretendiamo che
una volta
identificati i
veterinari e i
tecnici della
Asl
responsabili,
siano messi in
atto tutti i
provvedimenti
previsti dalla
legge, anche il
sollevamento
dall'incarico
ricoperto",
affermano.
"Devono essere
chiarite
eventuali
responsabilità
della dirigenza
del servizio
veterinario, il
cui operato è
già oggetto di
un procedimento
penale in corso
per episodi
analoghi e
predisposto un
piano di
controllo
dell'emergenza
randagismo che
preveda una
rinnovata e
proficua
collaborazione
fra associazioni
animaliste ed
enti preposti,
attraverso
l'istituzione di
un tavolo di
lavoro
permanente sul
randagismo".
Gli animalisti,
pertanto,
pretendono una
risposta
ufficiale dai
vertici della
Asl aquilana. (m.c.)