di
MARCELLO IANNI
Non si smorzano
le polemiche in
città tra
animalisti,
amministratori
comunali e Asl
in relazione
alla morte di
“Sebastiano”
avvenuta dopo la
sua cattura. Il
direttore
generale della
Asl, Roberto
Marzetti,
smentisce le
dichiarazioni
del direttore
del dipartimento
di prevenzione,
Vincenzo
Colorizio, sulle
possibili cause
della morte e
spiega che «ogni
dubbio in ordine
alle cause del
decesso del cane
potrà essere
chiarito dai
risultati degli
esami
dell’Istituto
Zooprofilattico
di Teramo e
dalle relazioni
dei funzionari
che hanno
proceduto alla
cattura ed alla
successiva
custodia del
cane».
Le associazioni
animaliste (Lav,
Lega per la
Difesa del Cane,
Animalisti
Italiani e No
Vivisezione)
chiedono «di
fare luce su un
sistema che
lascia forti
dubbi e
perplessità
sull’operato
della Asl
Veterinaria» dal
momento che non
si spiega perchè
«i numerosissimi
cani catturati
non giungono al
canile
sanitario,
magari scappano
misteriosamente,
oppure perchè si
sopprimono
cuccioli». Le
stesse
associazioni
auspicano che
sulla vicenda
vengano fuori i
responsabili.
Dall’assessore
al Randagismo
del Comune,
Roberto Tinari,
giungono
critiche per le
affermazioni del
direttore del
dipartimento
prevenzione
della Asl,
Colorizio, circa
i sindaci
«grandi assenti»
sul problema del
randagismo. Per
Tinari appare
«singolare che
un dirigente
della struttura
preposta
prioritariamente
a trovare le
adeguate
soluzioni alla
questione,
scarichi
interamente su
altri enti le
varie
responsabilità».
A tal proposito
Tinari ha
ricordato le
migliaia di euro
che ogni anno
vengono
stanziati per la
gestione del
canile-rifugio
di Bazzano, per
le
sterilizzazioni,
le forniture di
mangimi e così
via «che non
testimoniano
certamente il
disinteresse sul
problema da
parte del
Comune».
Infine sulla
morte di
“Sebastiano”,
l’animalista
Massimo Petracca
ricorda di aver
visto poco prima
della cattura
“Sebastiano”
giocare con il
proprio cane e
che lo stesso
randagio stava
in buone
condizioni di
salute così come
avrebbero
testimoniato
alcuni vigili
urbani allo
stesso Petracca.