Continuano le
polemiche sul
«giallo» della
morte del cane
Sebastiano. Alla
carica le
associazioni
animaliste ed i
Verdi:
«Sebastiano
rappresenta la
punta di un
iceberg — ha
spiegato la
responsabile dei
Verdi Cristiana
Graziani e
componente
nazionale
dell’associazione
Animalisti
Italiani. La
nostra
intenzione è
quella di
presentare una
denuncia alla
Procura della
Repubblica
dell’Aquila
affinché si
faccia luce
sulla vicenda di
Sebastiano che
non è stato il
primo caso, ma
speriamo sia
l’ultimo». Sul
sito degli
animalisti
Italiani
"www.zampette.it"
c’è una pagina
intera dedicata
alla tragica
morte del cane
trovato nel
cassontetto
della Asl con un
corredo di
eloquenti foto.
Nonostante la
crudezza
dell’immagine
abbiamo deciso
di pubblicarne
una. Le
associazioni
animaliste
vogliono andare
fino in fondo a
questa storia,
così come del
resto sembra
voler fare il
manager della
Asl Roberto
Marzetti che ha
immediatamente
preso le
distanze da
quanto asserito
dal dottor
Colorizio sul
referto
dell’autopsia
che sta
eseguendo
l’istituto
Zooprofilattico
di Teramo.
«Entro mercoledì
— ci ha spiegato
il veterinario
incaricato
dell’autopsia
Massimo Stacchia
— sarà
completato
l’esame
richiesto dalla
Asl con gli
ultimi rilievi
tossicologici».
Non va oltre il
dottor Stacchia
non intendendo
anticipare i
risultati della
indagine sulla
carcassa del
cane che saranno
comunicati solo
alla Asl. Va
oltre il
responsabile
dell’ufficio
stampa dello
Zooprofilattico
spiegando che
l’istituto non
ha avuto alcun
contatto con
l’esterno e che
le dichiarazioni
di Colorizio
sono state rese
a titolo
personale e non
sono state
fornite dallo
Zooprofilattico».
Insomma il
giallo continua
tra mezze verità
e troppi coni
d’ombra.. Sarà
forse la Procura
della Repubblica
ad individuare,
ove ve ne siano,
i responsabili.
Un caso quello
del cane
Sebastiano che
lascia l’amaro
in bocca
soprattutto
perché le
istituzioni
finora non sono
ancora riuscite
a trovare una
soluzione
dignitosa
soprattutto per
i cani, per
risolvere il
fenomeno del
randagismo.
A.Cal.