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NEWS

03febbraio 2006

 

 

IL MESSAGGERO (Abruzzo)

 
Fenomeni di stagione 
Cinquantamila storni passano le notti d’inverno tra i canneti di Capo Pescara 

 

di FLORIANA BUCCI

POPOLI (Pescara) - Cinquantamila, forse più. Da quando gli storni hanno deciso di svernare in Abruzzo, alle sorgenti del Pescara c'è il tutto esaurito. Ma solo di notte. Gli ospiti arrivano al tramonto e ripartono alle prime luci dell'alba. Tutti insieme, ovviamente. Perché gli storni, è noto, non amano viaggiare da soli. E puoi stare anche cinque minuti con gli occhi in su a guardarli passare in formazioni da mille e anche più. Un'interminabile scia nera che sembra non finire mai. Il giorno in giro per l'Abruzzo in cerca di cibo e di notte a Popoli, nel canneto più confortevole che ci sia. Non era mai successo. Tante presenze in inverno a Capo Pescara non le ricorda nessuno.
«Non avevo mai visto uno spettacolo simile - spiega Roberto Pallotta, guardia della Riserva- Al loro arrivo, poco prima del tramonto, il cielo si fa scuro. Sono stormi lunghissimi che arrivano da più direzioni. Pochi secondi e scompaiono nel canneto. Al mattino, quando arrivo alla Riserva, sono già ripartiti». Ospiti discreti e puntuali, insomma. E, soprattutto inaspettati. «E un segno dei cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta - spiega Cristian Moscone, biologo e presidente della Cooperativa "Il Bosso" che gestisce la Riserva delle Sorgenti del Pescara - Gli storni sono soliti svernare in regioni più meridionali della nostra, dove la temperatura è più mite».
Quanto alle cause che possono aver portato decine di migliaia di storni a Popoli, Roberto Pallotta ha una sua idea: «Grazie al fatto che non è stato più bruciato, il canneto della Riserva è diventato sempre più folto e al suo interno gli uccelli trovano una temperatura meno rigida». Quel che si dice un canneto a cinque stelle. Che conta già altri clienti "invernali" abituali. Gli aironi cinerini, ad esempio, decisamente meno prolifici e invadenti degli storni, negli ultimi anni sono diventati sempre più numerosi, fino ad arrivare agli attuali ottanta. Ai quali si aggiungono decine di specie di uccelli stanziali. I prossimi arrivi sono previsti tra poco più di un mese, quando torneranno le rondini. Alle sorgenti del Pescara, come in pochi altri posti, il cielo e i fiumi sono affollati in ogni stagione dell'anno. Ma c'è posto per tutti. Tranne che per i cacciatori.