POPOLI (Pescara) - Cinquantamila, forse più.
Da quando gli storni hanno deciso di svernare in
Abruzzo, alle sorgenti del Pescara c'è il tutto
esaurito. Ma solo di notte. Gli ospiti arrivano
al tramonto e ripartono alle prime luci
dell'alba. Tutti insieme, ovviamente. Perché gli
storni, è noto, non amano viaggiare da soli. E
puoi stare anche cinque minuti con gli occhi in
su a guardarli passare in formazioni da mille e
anche più. Un'interminabile scia nera che sembra
non finire mai. Il giorno in giro per l'Abruzzo
in cerca di cibo e di notte a Popoli, nel
canneto più confortevole che ci sia. Non era mai
successo. Tante presenze in inverno a Capo
Pescara non le ricorda nessuno.
«Non avevo mai visto uno spettacolo simile -
spiega Roberto Pallotta, guardia della Riserva-
Al loro arrivo, poco prima del tramonto, il
cielo si fa scuro. Sono stormi lunghissimi che
arrivano da più direzioni. Pochi secondi e
scompaiono nel canneto. Al mattino, quando
arrivo alla Riserva, sono già ripartiti». Ospiti
discreti e puntuali, insomma. E, soprattutto
inaspettati. «E un segno dei cambiamenti
climatici in atto nel nostro pianeta - spiega
Cristian Moscone, biologo e presidente della
Cooperativa "Il Bosso" che gestisce la Riserva
delle Sorgenti del Pescara - Gli storni sono
soliti svernare in regioni più meridionali della
nostra, dove la temperatura è più mite».
Quanto alle cause che possono aver portato
decine di migliaia di storni a Popoli, Roberto
Pallotta ha una sua idea: «Grazie al fatto che
non è stato più bruciato, il canneto della
Riserva è diventato sempre più folto e al suo
interno gli uccelli trovano una temperatura meno
rigida». Quel che si dice un canneto a cinque
stelle. Che conta già altri clienti "invernali"
abituali. Gli aironi cinerini, ad esempio,
decisamente meno prolifici e invadenti degli
storni, negli ultimi anni sono diventati sempre
più numerosi, fino ad arrivare agli attuali
ottanta. Ai quali si aggiungono decine di specie
di uccelli stanziali. I prossimi arrivi sono
previsti tra poco più di un mese, quando
torneranno le rondini. Alle sorgenti del
Pescara, come in pochi altri posti, il cielo e i
fiumi sono affollati in ogni stagione dell'anno.
Ma c'è posto per tutti. Tranne che per i
cacciatori.