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24 maggio 2006

 

 

IL MESSAGGERO (Abruzzo)


Randagismo, lo argino Comune e Asl

 

L’Aquila - È destinata a suscitare un forte dibattito in città la decisione del Difensore civico regionale, l’avvocato Nicola Sisti, che ha richiamato l’attenzione del Comune dell’Aquila e del Servizio Veterinario della Azienda Sanitaria aquilana «affinché venga arginato il fenomeno del randagismo». Del resto il problema della circolazione dei randagi è sotto gli occhi di tutti senza considerare che, come spiega il Difensore civico, «numerosi sono stati gli esposti pervenuti allo scrivente Ufficio, con i quali i cittadini denunciano aggressioni da parte dei cani randagi, che ormai stazionano in tutte le zone della città, rendendo quantomeno problematica la libera circolazione delle persone».
Al Comune ed alla Asl il Difensore civico ha sottolineato che «l’articolo 14 della legge regionale 86/1999 (Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali d'affezione, n.d.r.) prevede che la Asl competente predisponga gli interventi necessari per la cattura dei cani randagi o inselvatichiti in collaborazione con i Comuni e le Comunità montane e che, nei casi in cui non sia possibile la loro cattura, e nel contempo vi sia comprovata pericolosità per l’uomo, la medesima Asl proceda all’abbattimento degli animali». Per questo Sisti ha sollecitato il Comune e la Asl «a voler assumere ogni iniziativa che si ritenga opportuna al fine di contrastare il dilagare del fenomeno». Chissà ora cosa faranno Comune ed Asl e, soprattutto, cosa ne pensano gli animalisti.