L’Aquila - È destinata a suscitare un forte
dibattito in città la decisione del Difensore
civico regionale, l’avvocato Nicola Sisti, che
ha richiamato l’attenzione del Comune
dell’Aquila e del Servizio Veterinario della
Azienda Sanitaria aquilana «affinché venga
arginato il fenomeno del randagismo». Del resto
il problema della circolazione dei randagi è
sotto gli occhi di tutti senza considerare che,
come spiega il Difensore civico, «numerosi sono
stati gli esposti pervenuti allo scrivente
Ufficio, con i quali i cittadini denunciano
aggressioni da parte dei cani randagi, che ormai
stazionano in tutte le zone della città,
rendendo quantomeno problematica la libera
circolazione delle persone».
Al Comune ed alla Asl il Difensore civico ha
sottolineato che «l’articolo 14 della legge
regionale 86/1999 (Norme sul controllo del
randagismo, anagrafe canina e protezione degli
animali d'affezione, n.d.r.) prevede che la Asl
competente predisponga gli interventi necessari
per la cattura dei cani randagi o inselvatichiti
in collaborazione con i Comuni e le Comunità
montane e che, nei casi in cui non sia possibile
la loro cattura, e nel contempo vi sia
comprovata pericolosità per l’uomo, la medesima
Asl proceda all’abbattimento degli animali». Per
questo Sisti ha sollecitato il Comune e la Asl
«a voler assumere ogni iniziativa che si ritenga
opportuna al fine di contrastare il dilagare del
fenomeno». Chissà ora cosa faranno Comune ed Asl
e, soprattutto, cosa ne pensano gli animalisti.