di ANTONELLO ANTONELLI
ALMENO due uscite giornaliere per i cani
custoditi in recinto, divieto di detenzione
dei cani legati a una catena, accesso libero
a giardini, parchi e aree pubbliche purché
muniti di guinzaglio e, ove occorra,
museruola, accesso permesso con cani in
(quasi) tutti gli esercizi pubblici (a meno
che non ci si doti di adeguati strumenti di
accoglienza e custodia esterni al negozio),
obbligo di raccolta degli escrementi,
riconoscimento della cura delle colonie
feline da parte dei gattai, che potranno
rivolgersi alle mense delle scuole comunali
per la loro alimentazione, norme precise per
la dignità dei cavalli, divieto di
somministrare regolarmente alimenti agli
uccelli in libertà: sono queste, in ordine
sparso, alcune delle norme contenute nel
regolamento per la tutela degli animali,
approvato per la prima volta nella storia
della città e all'unanimità lunedì scorso
dal consiglio comunale, dopo mesi di
riflessione e di dibattito all'interno della
IV e VI commissione consiliare. Un
regolamento preciso e puntuale, composto di
44 articoli, che rappresenta, secondo il suo
proponente, il vicepresidente del consiglio
comunale, Giovanni Di Paolo (Prc), "un passo
in avanti per rendere la nostra città più
civile". "Non è un regolamento - spiega -
per gli animali e contro l'uomo, secondo
alcuni, o contro gli animali ed
eccessivamente antropocentrico, secondo
altri, ma rappresenta un dettato sobrio,
civile, equilibrato, a tutela della salute
pubblica e di quella degli animali".
L'amministrazione comunale, inoltre,
rispedisce al mittente le critiche della
Lega Antivivisezione (Lav) che si era
lamentata di non essere stata consultata nel
corso della stesura del regolamento:
"Proprio con la Lav - ricorda infatti
l'assessore alla Sanità, Carmelina Di Cosmo
- abbiamo avuto un incontro diversi mesi fa
e mi hanno anche lasciato un prospetto
informativo per alcune norme che potevano
entrare nel regolamento. Inoltre, il
vicepresidente Di Paolo ha avuto numerosi
incontri con le maggiori associazioni
animaliste. Il prossimo passo sarà quello di
istituire un ufficio per i diritti degli
animali e la predisposizione di un numero
verde da utilizzare in ogni occasione per
qualsiasi dubbio o segnalazione: in questa
opera potrebbero essere utilizzati i
volontari delle associazioni animaliste,
dopo un corso di preparazione e di
formazione". Rimane comunque il nodo dei
controlli: "I controlli - spiega Di Paolo -
spettano a tutti gli agenti di polizia:
vigili urbani, carabinieri, poliziotti,
agenti di custodia e simili. I cittadini
dovranno segnalare a loro le violazioni
riscontrate". Le sanzioni, previste dal
regolamento, vanno da un minimo di 150 euro
a un massimo di 900. Prima della "tolleranza
zero" ci sarà una massiccia campagna di
informazione