PESCASSEROLI (AQ) — Che le collane piacessero di più alle femmine era risaputo, ma che nel Parco nazionale d’Abruzzo il collare fosse l’oggetto più ambito dalla fauna del sesso debole proprio è una sorpresa. Sta di fatto, a parte l’ironia, che altre tre femmine di orso bruno marsicano sono finite «incollarate». Ultimamente, infatti, tre giovani plantigradi sono finiti nelle trappole predisposte dal Servizio scientifico dell’Ente Parco. Una volta narcotizzate, durante tutti gli accertamenti di routine, si è potuto accertare che tutte e tre gli esemplari di orsi erano femmine. Ed ora, dotati del radiocollare, gli animali continuano la loro vita normale. Ma sempre osservate con discrezione nei loro spostamenti. Ovviamente, il fatto che altre tre giovani femmine siano state trovate in ottima salute ha fatto la gioia dei responsabile del Parco. «Chiaramente è un fatto positivo — commenta il direttore Aldo Di Benedetto — perché nel nucleo degli orsi del Parco sapere che ci sono soprattutto femmine in grado, quindi, di dare continuità alla specie è la dimostrazione che i programmi finora portati avanti stanno dando i risultati sperati. Perché gli obiettivi dei progetti sono quelli di acquisire la base informativa necessaria alla conservazione a lungo termine della popolazione di orso all'interno del suo areale. Le informazioni che si ricavano dalle diverse ricerche le stiamo trasformando in azioni concrete sul territorio». Ed una di queste, che ha dato buoni risultati, è stata l’ordinanza con cui è stato temporaneamente limitato l’accesso all’area delimitata dalla catena montuosa che contorna l’abitato di Pescasseroli. La stessa direzione del Parco ne fa un bilancio positivo in quanto il provvedimento ha consentito una rigorosa regolamentazione dell’accesso ad aree sensibili alla presenza dell’orso bruno marsicano. Il provvedimento della durata di un mese (dall’1 al 30 settembre) si era reso necessario per evitare il disturbo nella delicata fase di alimentazione degli orsi presenti nell’area nella tarda stagione estiva ed evitare di pregiudicare alla specie il superamento dell’inverno. Ma tanti altri provvedimenti sono stati attuati sempre per evitare danni alla popolazione di plantigradi presenti nel Parco e nella fascia di protezione esterna. Tornando alle tre orse ultimamente dotate di radiocollare, c’é da notare che tra queste manca Gemma. L’orsa birichina, infatti, era stata "incollarata” un paio di anni fa ma poi con le zampe si era tolto il marchingegno. Perché Gemma vuol restare "spirito libero". F.M.