Il Comitato VIA della Regione Abruzzo ha autorizzato in data 10 ottobre 2006 la realizzazione di una grande centrale eolica sul crinale della Serralunga in Comune di Civita d’Antino (AQ), a ridosso dei confini del Parco Nazionale d’Abruzzo. Tale progetto prevede l’ impiantato di 26 aerogeneratori della potenza di MW 0,85 ciascuno e dell’altezza di quasi 90 metri.
“La realizzazione delle centrale eolica comporterebbe l’inevitabile devastazione di un vasto comprensorio, rendendolo del tutto inospitale per l’orso e per altre specie protette come il lupo e il cervo.”-dichiara Ilaria Ferri, Direttore dell’Associazione Animalisti Italiani”- “Inoltre il movimento delle pale rotanti causerebbe l’uccisione di uccelli di diverse specie tra le quali: aquila reale, avvoltoio grifone, falco pellegrino, gracchio corallino che, com’è noto, sono specie soggette a particolare tutela, sia nazionale che comunitaria. E’ inoltre in avanzata fase di approvazione il “ Protocollo d’Intesa per la Redazione del Piano d’Azione Interregionale”, che impegna i soggetti firmatari tra cui, in particolare, la Regione Abruzzo, che tra l’altro ne è soggetto capofila, alla stesura di un “Piano d’Azione per la tutela dell’orso marsicano nelle Regioni Abruzzo, Lazio e Molise”, il PATOM.
Tale piano è finalizzato alla conservazione della specie e del suo ambiente che ora più che mai necessita di una sua concreta applicazione, proprio in considerazione dello status dell’orso marsicano riconosciuto nel Protocollo d’intesa come particolarmente critico. Purtroppo il Comitato VIA, ha autorizzato la realizzazione dell’impianto, senza tener conto del parere negativo dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Ministero dell’Ambiente, della Direzione del Corpo Forestale dello Stato che ha condotto lo studio sull’orso finanziato dall’U.E., del WWF e di Italia Nostra.
Sarebbe stato necessario invece, che la Regione prima di approvare un’opera destinata ad avere un impatto comunque assai rilevante su un habitat prioritario per l’orso, si consultasse con gli altri soggetti firmatari del Protocollo d’Intesa per la redazione del PATOM.
Bisogna assolutamente evitare che questo delitto ambientale, che potrebbe devastare uno dei paesaggi più belli ed integri dell’Appennino Centrale, venga portato a compimento. Chiediamo la revisione del parere e un concreto intervento decisivo per la salvaguardia di questo territorio, dell’orso e di tutta la sua preziosa biodiversità ”.