Un Camoscio appenninico è stato ucciso da un bracconiere al confine tra il territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e la Zona di Protezione Esterna, del versante molisano, in località Foce di San Michele, in agro del Comune di Castel San Vincenzo (Isernia). A renderlo noto è la direzione dell'ente Parco.
L'animale, in ottime condizioni fisiche, e' stato abbattuto con un colpo di fucile il cui proiettile ha trafitto la cassa toracica fuoriuscendo dal lato opposto. La carcassa dell'animale e' stata rinvenuta dal reparto dei Guardiaparco operativi sulla zona delle Mainarde molisane. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del Cfs e gli accertamenti necroscopici sono stati effettuati dal veterinario dell'Ente e responsabile dell'Area Sorveglianza e Sanità Fauna, Leonardo Gentile, insieme al veterinario della Asl di Isernia, Antonio Liberatore.
Si evidenzia che nella Zona di Protezione Esterna del Parco erano in corso diverse battute di caccia al cinghiale.
Dell'accaduto è stata tempestivamente informata la Procura della Repubblica di Isernia e, ad oggi, sono in corso approfondite indagini per identificare i responsabili.
"Il Camoscio appenninico - ha dichiarato il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto - è una specie a rischio di estinzione ed è protetta da leggi nazionali e Convenzioni internazionali, per cui il biasimevole episodio di bracconaggio rappresenta una grave violazione di norme, con pesanti ripercussioni di carattere penale a carico dei responsabili oltre che un danno alla popolazione faunistica dell'area protetta. Per questo - ha aggiunto - ho disposto un'intensificazione delle azioni di sorveglianza sulla zona per scongiurare ulteriori episodi criminosi".
Il Commissario straordinario dell'ente, Giuseppe Rossi, ha sottolineato che "è necessario ed urgente raggiungere l'intesa sull'area contigua, prevista dall'art. 32 della legge 394/91, con la Regione Molise e con le Regioni Abruzzo e Lazio, per definire con certezza la regolamentazione della caccia nella Zona di Protezione Esterna del Parco in modo da poter esercitare un controllo più rigoroso sull'attività venatoria d'intesa con gli stessi cacciatori e scongiurare la presenza di bracconieri senza scrupoli che non esitano ad uccidere persino gli animali più preziosi e rari del Parco, arrecando un gravissimo danno alla sua immagine e alla stessa cultura locale". (ANSA)