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12 ottobre 2006

 

 

Comunicato Stampa


Animalisti Italiani -  LAV Delegazione Abruzzo - Lega Nazionale per la Difesa del Cane - LEAL sull'esito degli esami autoptici su Sebastiano - Appello delle associazioni al Direttore Generale della ASL di L’Aquila perché siano presi immediati e gravi provvedimenti nei confronti dei responsabili dell’accaduto

 

Si rende noto il parere espresso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo sulla causa di morte di Sebastiano, cane randagio deceduto in circostanze misteriose durante la cattura da parte di veterinari e tecnici del Servizio Veterinario ASL di L’Aquila.

Appello delle associazioni animaliste al Direttore Generale della ASL 04 L’Aquila perché, una volta chiarita la dinamica dei fatti, siano presi immediati e gravi provvedimenti nei confronti dei responsabili dell’accaduto.

Sono ora disponibili i risultati finali degli accertamenti diagnostici eseguiti sulla carcassa di Sebastiano, pervenuta alla Sede Centrale dell’Istituto Zooprofilattico in data 3 agosto scorso in seguito al ritrovamento in una cella frigorifera del Canile Sanitario ASL dell’Aquila.

Ricordiamo come il referto dell’esame necroscopico evidenziasse la presenza di ferite contusivo-compressive all’asse del collo, lesioni multiple di presumibile natura traumatica, vasti versamenti emorragici ed evidente protrusione del bulbo oculare (All. 1).

La diagnosi sulla causa di morte di Sebastiano emessa dall’Istituto (All. 2) lascia ben pochi dubbi: viene avvalorata infatti l’ipotesi di un collasso cardiocircolatorio dovuto all’insorgenza di una sindrome emorragica acuta (CID – Coagulopatia Intravasale Disseminata), che nel caso in esame viene attribuita presumibilmente ad eventi traumatici e stressogeni immediatamente precedenti la morte, ed in particolare a due fattori concomitanti: uno shock acuto e l’emolisi prodottasi nelle sedi dove sono stati evidenziati i traumi contusivi.

I risultati degli esami tossicologici escludono inoltre la presenza di sostanze tossiche (pesticidi, anticoagulanti) in grado di determinare uno stato di eccitabilità nervosa o tali da giustificare una eventuale reazione furiosa del cane durante la cattura. Negativo l’esame per la ricerca del virus della rabbia (All.1).

A tal proposito non possiamo fare a meno di sottolineare come in un’accorata nota trasmessa al Direttore Generale della ASL dal Responsabile del Dipartimento di Prevenzione, Dottor Colorizio e fatta pubblicare da molte testate proprio nei giorni in cui si stavano concludendo gli esami tossicologici (All.3), venisse data per certa una presenza di anticoagulanti dicumarolici nel sangue di Sebastiano, puntualmente smentita dal risultato delle analisi chimiche.

In tale circostanza le associazioni animaliste vennero accusate di diffondere inutile allarmismo e di causare lo sperpero di denaro pubblico con costosi accertamenti diagnostici su una carcassa di cane.

Tali dichiarazioni, rese dal Dottor Colorizio nell’estremo tentativo di difendere l’operato del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL dell’Aquila, che potrebbero anche essere interpretate come un grave tentativo di interferire con lo svolgimento degli accertamenti diagnostici in corso, rivelano in realtà una profonda mancanza della serenità di giudizio necessaria in un caso di tale gravità, e meritano una profonda riflessione da parte dell’attuale Dirigenza della ASL 04 dell’Aquila.

Pertanto le Associazioni animaliste aquilane chiedono al Direttore Generale della ASL 04 di L’Aquila, Dottor Marzetti, una volta presa visione del rapporto di prova completo e del parere sulla causa di morte di Sebastiano e chiarita definitivamente la dinamica dei fatti, quali urgenti provvedimenti previsti dalla legge si intenda prendere nei confronti dei tecnici e veterinari che hanno compiuto la cattura; si chiede inoltre che siano chiarite eventuali responsabilità della dirigenza del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL n.4 dell’Aquila - Dipartimento di Prevenzione, il cui operato è già oggetto di un procedimento penale in corso per episodi analoghi; è infatti notizia degli ultimi giorni il rinvio a giudizio, con data di udienza fissata per il 18 dicembre 2006, del Dottor Imperiale e del Dottor Ponziani per l’uccisione di nove cuccioli nell’ottobre del 2004 (All. 4). In tale occasione il dottor Imperiale si giustificò affermando che i cuccioli, crescendo, avrebbero fatto branco divenendo pertanto pericolosi. Da allora si sono moltiplicate le segnalazioni di cani catturati dal Servizio Veterinario e mai giunti in canile sanitario, come in realtà previsto dai termini di legge.

Le migliaia di firme raccolte in poche settimane sulle petizioni cartacea e on-line a sostegno delle richieste espresse dalle associazioni animaliste (All. 5) dimostrano che la comunità ha bisogno di poter riacquistare la fiducia persa nei confronti degli Enti preposti al controllo del randagismo.

Chiediamo pertanto l’adozione di provvedimenti urgenti quali il potenziamento dell’organico del Servizio veterinario ASL con personale nuovo e formato, l’apertura di un tavolo permanente di lavoro sul randagismo nonché di un censimento totale, da estendere a tutta la provincia, della popolazione canina esistente sul territorio, primo ma fondamentale passo verso il recupero di un più corretto e sereno rapporto fra uomo e animale.

 

L’Aquila, 12/10/2006.

 

LAV Delegazione Abruzzo

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

LEAL

Animalisti Italiani