Ora che il
«rapporto di
prova
completo»
(così si
chiama
l’intero
iter
dell’esame
autoptico
effettato
dall’Istituto
Zooprofilattico
di Teramo)
sui resti
del cane
Sebastiano
ucciso (così
sembrerebbe
e la foto
non lascia
dubbi))
dalla mano
dell’uomo il
31 luglio
scorso e che
escludono
anche un
eventuale
avvelenamento,
ci saremmo
aspettati
dal dott.
Vincenzo
Colorizio
una lettera
di scuse ai
lettori,
alle
autorità
interessate,
alle
associazioni
animaliste.
Ma il
silenzio, in
questi casi,
rende più
morbido il
quotidiano
per chi,
evidentemente,
qualche peso
sulla
coscienza
sente di
averlo.
Comunque
anche senza
l’intervento
di Colorizio,
andiamo
avanti,
chiaramente
graffiati
nell’intimo,
a leggere
quel
rapporto che
non lascia
spazio ad
altre
interpretazioni
diverse da
quelle che
parlano di
uccisione
del cane
Sebastiano.
Gli
animalisti
non avevano
dubbi,
nessuno tra
le persone
che in
qualche modo
si occupano
volontariamente
di
assistenza
ai cani
aveva dubbi
sull’esito
dell’esame
autoptico e
relativi
esami
tossicologici.
E da Teramo
quel
rapporto è
arrivato
alla Asl
dell’Aquila,
meglio nelle
mani del
dott.
Pierluigi
Imperiale
che ora (ma
lo farà?)
dovrà
spiegare
ogni cosa,
dovrà
documentare
ogni cosa,
dovrà far
capire
perchè e
come
Sebastiano
sia morto
ammazzato.
Mancavano
gli esami
tossicologici:
ne sono
stati fatti
tantissimi,
tutti quelli
possibili
fare per non
escludere
alcuna
causa. Bene,
dagli oltre
50 esami
effettuati
non risulta
la minima
traccia di
veleni o di
altri
farmaci
capaci di
intossicare
e dunque
portare alla
morte il
cane. Era
questo
l’ultimo
tassello per
ricostruire
il macabro
mosaico
della morte
di
Sebastiano.
Ora che sia
il direttore
generale
della Asl,
Roberto
Marzetti, a
svolgere
un’indagine
interna e a
prendere i
provvedimenti
del caso
che, non
dimentichiamolo,
sono
previsti
dalla legge.
Gli
animalisti
sono pronti
ad
interessare
del caso la
Procura
della
Repubblica e
le altre
autorità che
in qualche
modo hanno
peso sul
territorio.
Resta quell’immagine,
incancellabile,
della
cattura
medievale di
Sebastiano,
le atrocità
che quel
povero cane
ha dovuto
subire, uno
spaccato di
profonda
inciviltà
che si è
consumato
davanti agli
occhi di
molte
persone che
nulla hanno
potuto per
evitare
quello
strazio,
quelle urla
disperate
del cane,
dolce e
buono, che
chiedeva di
vivere, che
implorava
aiuto
all’uomo che
aveva sempre
servito con
umiltà. La
conclusione
è che
Sebastiano è
stato
atrocemente
ucciso,
forse senza
la volontà
di uccidere,
ma comunque
catturato
con mezzi
che poco
spazio
lasciavano
alla vita.
Che sia
fatta luce a
360 gradi e
chi ha
sbagliato
paghi in
nome di una
civiltà che
è stata
calpestata e
che non può
ancora
essere
calpestata
nel giudizio
finale. F.G.