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IL TEMPO
(Abruzzo)
Asl, la morte di Sebastiano in
Procura
Il manager Marzetti pronto a prendere provvedimenti e adire le vie
legali
L’AQUILA Nota di «Staff Bairo» corredata da oltre 800 firme
sull’uccisione del cane
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L’AQUILA —
«Che la
vicenda di
Sebastiano
non sia
gettata del
cestino
della carta
straccia».
Conclude
così una
nota
dell’Associazione
«Staff Bairo»
corredata da
oltre 800
firme sulla
assurda fine
fatta fare
ad un cane
randagio
buono e
docile
nell’atto
della
cattura con
metodi
medievaleschi
da parte di
addetti alla
Asl
veterinaria.
«Anche noi
come tanti —
si legge
nella nota —
come tutti
quelli che
hanno ancora
valori e
sentimenti,
non sono
stretti
nella morsa
d’acciaio di
una corazza
da robot,
esprimiamo
con infinito
dolore, la
delusione
profonda, la
nostra
accorata e
ormai
impossibile
ribellione».
Nel
soffermarsi
sull’uccisione
barbara di
Sebastiano,
l’Associazione
chiede che
«chi ha
ordinato la
cattura di
Sebastiano e
chi l’ha
eseguita,
contribuendo
alla morte
violenta del
cane,
vengano
perseguiti
in
conformità
della legge
189/2004 in
modo che
questo
delitto che
ha scosso i
sentimenti e
le coscienze
di tante
persone,
ferito la
deontologia
professionale
e violato le
leggi, non
debba
ripetersi».
E di certo
non si
ripeterà,
parola del
manager
della Asl
Roberto
Marzetti,
lontano
dalla nostra
città per
causa di
forza
maggiore, ma
che sta
seguendo
attentamente
l’evoluzione
di ogni cosa
che riguardi
della sua
Asl. «Sono
ancora
sconvolto
per questa
vicenda, ho
già chiesto
una
relazione
agli addetti
alla cattura
di
Sebastiano.
Ora, con il
rapporto
dell’Istituto
Zooprofilattico
di Teramo,
affideremo
ad un
veterinario
terzo una
valutazione
definitiva,
poi
scatteranno
i
provvedimenti
del caso e
non escludo,
anche perchè
è la legge
stessa che
me lo
impone, un
esposto
dettagliato
alla Procura
della
Repubblica.
Se qualcuno
ha
sbagliato, è
giusto che
paghi».
Comunque
Marzetti
proprio da
questo caso
che ha
scosso le
coscienze
dei più, ha
in animo di
porre in
atto un
progetto
forte che
riesca in
qualche modo
a risolvere
il problema
del
randagismo.
«Contatterò
a breve il
sindaco
Tempesta, la
Provincia e
la stessa
Regione per
risolvere e
definitivamente,
in sinergia,
questo
fenomeno. È
un impegno
che prendo
con tutta la
città e lo
porterò a
termine». Va
ricordato, e
Marzetti che
non era a
conoscenza
lo ha
richiesto,
un progetto
obiettivo,
redatto nel
2003 dal
dott.
Massimo
Ciuffetelli
( ma mai
preso in
considerazione),per
un
intervento
radicale per
il controllo
e la
rilevazione
del
randagismo,
dunque per
la soluzione
dell’annoso
problema.
Marzetti,
dopo aver
chiuso il
caso
Sebastiano
nel rispetto
delle leggi
vigenti,
affronterà
con
determinazione
e subito il
fenomeno
randagismo.
Che sia.
IL
CENTRO
(edizione
L'Aquila)
3
settembre
2006
INTERVENTO
L'Aquila.
Il
gruppo
Bairo
Onlus
interviene
sulla
vicenda
de cane
randagio
Sebastiano,
morto lo
scorso
luglio
all'Aquila
in
circostanze
ancora
da
chiarire.
La
richiesta
del
gruppo è
"che la
vicenda
di
Sebastiano
non sia
gettata
nel
cestino
della
carta
straccia
e,
quindi,
chi ha
ordinato
la
cattura
di
Sebastiano
e che
l'ha
eseguita
vengano
perseguiti
in
conformità
della
legge
189/2004".
L'esame
necroscopico
eseguito
dall'Istituto
zooprofilattico
di
Teramo
avrebbe
evidenziato
delle
ferite
che
secondo
gli
animalisti
sarebbero
state
causate
dal tipo
di
trattamento
al quale
il cane
è stato
sottoposto
nelle
varie
fasi
della
cattura.
"Da
molte
parti
d'Italia"
afferma
il vice
presidente
del
gruppo,
Enrica
Baiocchi
"dalle
associazioni
di
volontariato,
ai
singoli
cittadini
e
perfino
da vari
ordini e
confederazioni
veterinarie
vengono
denunciate
le
scorrettezze
delle
Asl".

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