di
PINO VERI
AVEZZANO
(AQ) - È in
atto una
guerra di
grande
spessore
politico-giuridico-amministrativo
tra
l’Amministrazione
comunale di
Avezzano, un
cane
bastardino
di cinque
anni e la
sua
padroncina
di 14.
Un’ordinanza
sindacale è
stata
notificata:
intima lo
sgombero di
Briciola dal
giardino di
un
condominio
di via
Annamaria
Torlonia
«entro
cinque
giorni».
L’atto è
firmato dal
primo
cittadino in
persona ed è
ultimativo:
ora i giorni
rimasti sono
tre e la
bambina,
ovviamente,
piange di
dolore e
chiede,
tramite
giornale,
che qualcuno
adotti
Briciola in
modo che lei
possa
vederlo ogni
tanto.
Nel
frattempo,
però, della
vicenda è
stata
informata la
Protezione
animali, il
Gabibbo,
Striscia la
notizia,
Canale 5 ed
Il
Messaggero.
La
Protezione
animali ha
già scritto
al sindaco
invitandolo
a risolvere
la vicenda
in modi meno
brutali dal
momento che
l’allontanamento
del cane
potrebbe
provocare
problemi
alla
padroncina.
Per tutelare
la quale,
comunque,
nei suoi
affetti, i
genitori
hanno dato
mandato ad
un avvocato.
La legale,
Elisabetta
Ercole, sta
esaminando
la vicenda e
per ora non
la commenta.
Pare
comunque che
la
giurisprudenza
non
contempli
gran
quantità di
casi simili.
Si tratta
del classico
caso che si
cita sempre:
l’uso di un
cannone per
sparare ad
un
uccellino.
”Mutatis
mutandis”:
un’ordinanza
del sindaco
per spostare
un canuccio.
Il quale si
sostiene
abbai
troppo. In
verità
qualcuno
afferma
invece che
alla base di
tutto ci sia
una
rappresaglia
condominiale
nei
confronti
dei genitori
della
piccola.
Certamente
non sarà
così, ma se
così
fosse...