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NEWS

27 settembre 2006

 

 

IL MESSAGGERO (Abruzzo)

Morti due dei camosci da “esportare”

 

di SONIA PAGLIA

PESCASSEROLI (AQ) - Dei cinque esemplari di camoscio appenninico destinati al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, due sono morti. Il decesso è avvenuto a seguito della somministrazione del narcotico da parte del veterinario del Pnalm. Dovevano essere trasportati a bordo di un elicottero del Corpo Forestale, posizionandoli dentro alcune gabbie, dalle montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo e quelle dei monti Sibillini ma l'operazione non ha dato buoni risultati. Oltre allo stress da cattura anche il decesso. Sulla Val di Rose dove stavano per essere prelevati i cinque camosci, erano presenti circa 50 uomini tra guardie forestali del Cta di Civitella Alfedena, servizio sorveglianza del Pnalm, biologi, due veterinari e il professor Sandro Lovari dell'Università di Siena. Gli animali sono spirati subito dopo la narcotizzazione, per questo motivo l'operazione, definita storica poiché rappresentava il recupero e salvaguardia degli equilibri ecologici dei Sibillini ma anche un intervento importante per il futuro e la sopravvivenza del camoscio appenninico, è stata annullata. L'immissione dei camosci sui monti Sibillini faceva parte del programma previsto dal Piano d'Azione che ha l'obiettivo di riportare sulle montagne dell'Appennino centrale il camoscio d'Abruzzo al fine di garantirne la conservazione della specie. Walter Caporale dei Verdi ha espresso il suo rammarico e amarezza: «Spero che vengano accertate le cause per evitare che si ripetano episodi simili. Mi auguro che il commissario Giuseppe Rossi prenda provvedimenti in merito».