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NEWS

29 agosto 2007

 

 

IL MESSAGGERO (Abruzzo)

GISSI - Operazione antibracconaggio: la forestale di Gissi ha sequestrato due trappole per la cattura di selvatici (“lacci”) e denunciato due cacciatori per possesso di mezzi di caccia abusivi.

 

Gissi (CH) - Le trappole sono state poste a disposizione della Procura di Vasto in quanto dalla normativa sulla caccia non ne è consentita neanche la detenzione. I due “lacci”, costituiti da cavi d’acciaio con funzione di nodo scorsoio, terminanti con una catena per l’ancoraggio, erano stati occultati dentro un furgone, sotto un tappetino di gomma, e potevano essere utilizzati per catturare animali di grossa taglia (presumibilmente cinghiali).
L’atteggiamento di guida di uno dei due indagati, che cercavano poi di giustificarsi dicendo di aver portato i cani in addestramento nell’area cinofila di Torrebruna, ha insospettito gli agenti forestali che, dapprima, hanno controllato i cani che si trovavano all’interno del furgone e poi hanno scoperto le trappole. Tra l’altro uno dei cani non riportava neanche il microchip di identificazione previsto dalla legge sul randagismo, per cui il proprietario è stato opportunamente sanzionato.
«Il sistema di cattura con i lacci, oltre che illecito – ha commentato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato - è molto cruento e non selettivo per gli animali che vi si dovessero imbattere».