L'Aquila, 29 ago.- La natura abruzzese più ricca e anche più protetta. Nei giorni scorsi gli operatori dell’Ente Parco Nazionale della Majella hanno svolto il censimento estivo del Camoscio appenninico, durante il quale sono stati avvistati circa 360 esemplari di cui 103 piccoli (rispetto agli 80 nati del 2006). Questo dato testimonia l’ottimo stato di salute della popolazione cosi come l’idoneità ambientale del territorio del Parco Nazionale della Majella verso questa specie, dice una nota dell'ente.
"I dati ottenuti sono estremamente positivi e attestano un ottimo tasso di incremento della popolazione e la conferma della efficacia della gestione faunistica sviluppata dall’Ente Parco che ha inserito, fra le attività ordinarie, anche il monitoraggio continuativo dello stato sanitario, oltre che delle specie selvatiche, del bestiame monticante in alta quota e l’effettuazione di interventi sanitari preventivi su questi ultimi a tutela della salute del re delle rocce".
Tra le informazioni di maggiore importanza ottenute grazie a questo censimento, oltre al continuo incremento della popolazione nel Parco, è da sottolineare la conferma della colonizzazione di nuovi areali da parte di branchi di femmine con cuccioli che attesta la forte espansione della specie nel territorio del Parco.
Le indagini sui chirotteri del Parco Nazionale della Majella, intanto, continuano a riservare sorprese. Nella campagna di ricerca di quest’anno gli studiosi Danilo Russo e Luca Cistrone, che avevano già censito 17 specie correntemente presenti sul territorio, hanno osservato una specie particolarmente rara ( tra i più rari mammiferi europei!) il verspertillo di Bechstein (Mytos bechsteinii) in un’area di faggeta matura. Finora la specie era, per l’Abruzzo, nota solo per il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nell'area della Majella se ne conosceva un solo cranio, reperito in grotta, non databile e perciò potenzialmente anche molto antico. L’osservazione di una femmina di questa specie poco mobile suggerisce l’esistenza di una popolazione stabile, per quanto piccola, sul territorio del Parco. Le indagini hanno anche appurato la presenza dell’orecchione bruno (Plecotus auritus), una specie che tipicamente caccia in bosco ascoltando il rumore prodotto dalle prede grazie a grandi orecchie e ricorrendo anche alla vista, fatto insolito per i pipistrelli che, pur vedendo benissimo, raramente utilizzano questo sensi per catturare insetti. Infine, è stata confermata la presenza di un’altra specie forestale, la nottola di Leisler (Nyctalus leisleri), quest’anno osservata direttamente e in precedenza nota solo per contatti avvenuti mediante rilevatori ultrasonori (bat detector).