SI è ROTTO l’idillio che regnava
tra il Comune di Pescara e le associazioni animaliste dal varo del regolamento
sulla tutela degli animali, comprese le ultime integrazioni relative ai circhi.
Se l’amministrazione D’Alfonso si era recentemente guadagnata il plauso dei
paladini degli amici con la coda, dopo aver adottato un’ordinanza per i circhi
più restrittiva mutuata da un’analoga iniziativa di Veltroni, ora Animalisti
Italiani, Lega del Cane e Lega antivivisezione contestano all’unisono la bozza
del Regolamento di igiene e sanità pubblica ed ambientale che l’ente si accinge
a ratificare. In una nota congiunta Lina Bufarale, delegata regionale degli
Animalisti, Piera Rosati, delegata regionale della Lega del Cane, ed Enrico
Amoroso, delegato provinciale Lav, bocciano il documento in quanto «stabilisce
per i pescaresi un numero limitato di "mammiferi" di piccola taglia da ospitare
nelle proprie
abitazioni, il divieto di alimentare i volatili e altre amenità simili».
Innanzitutto, le associazioni non accettano che la normativa sia stata redatta
senza interpellarle. «Tralasciando – si legge nel comunicato - le considerazioni
di tipo giuridico, ovvero che tale norma contrasta con la libertà individuale
garantita dalla Costituzione e che in altre occasioni i Tar le hanno rigettate,
ci preoccupa che, seppur sbandierati, i diritti degli animali e dei loro tutori
sono, evidentemente, argomentazioni esauritesi con la campagna
elettorale. Aree attrezzate, spiaggia dedicata, cimitero, oasi etologica ecc.
sono, ad oggi, obiettivi ancora da perseguire!». Secondo gli animalisti,
numerosi sono i dubbi che scaturiscono dall’attuale versione del testo: per
esempio, che fine faranno i cani o gatti in eccedenza? e i cani di taglia media
e grande? Oppure: due cani di taglia media fanno "buon peso" e possono
sostituire i tre di taglia piccola? E se vivo con un alano e un pincher sono in
regola? Poiché è facoltà inalienabile consentire l’ingresso in casa propria solo
a graditi ospiti, per verificare l'"obbedienza" dei pescaresi e contare i
"mammiferi" che "nascondono" in casa sarà necessario il mandato di
perquisizione? Il timore è che se la norma passerà così com’è, diminuirà il
numero di cani registrati all’anagrafe e aumenteranno esponenzialmente gli
abbandoni, con conseguente lievitazione dei costi di gestione del fenomeno
randagismo. Na.Mir.