L’Aquila: Non solo persone ferite o uccise per colpa dei botti. Gli animalisti italiani, denunciano ogni fine anno la morte, il ferimento o la scomparsa di migliaia di animali, di proprietà o randagi.
“Ogni Capodanno fuochi d’artificio e petardi imperversano nelle città italiane, veri e propri fulmini a ciel sereno per gli animali che, terrorizzati, spesso scappano rischiando di venire investiti o di risentire nel tempo di queste “violenze sonore” con crisi di panico. Infatti,gli animali hanno udito e olfatto molto più sviluppati dei nostri - dichiara Cristiana Graziani Medico Veterinario Animalisti Italiani – e nel panico e nella confusione possono avere reazioni inconsulte, come gettarsi nel vuoto, strappare il guinzaglio o correre per la strada, mettendo a serio rischio l’incolumità loro e degli altri. I più comuni segnali di stress si manifestano con tremori e salivazione eccessiva, ringhiare, abbaio insistente, tentativi di nascondersi o di fuga dall’appartamento o dal giardino, perdita di appetito e incontinenza. Se non avete già provveduto, fate applicare il microchip al vostro animale assicurandovi per tempo che siano facilmente identificabili anche con il tatuaggio e la medaglietta con i vosri recapiti telefonici. In caso di smarrimento sarà più facile identificarlo e restituirvelo.
Non va dimenticato che i Carabinieri e la Polizia di Stato possono applicare nei confronti di tutti un articolo del codice penale, il 703, purtroppo dimenticato da molti ma comunque in vigore, che recita: “Chiunque, senza la licenza dell'Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (omissis) accende fuochi d'artificio, o lancia razzi (omissis), o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l'ammenda fino a lire 200.000, se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell'arresto fino a un mese.”
È inoltre necessario intensificare l'opera di repressione del fenomeno, denunciando e perseguendo le persone che a fine anno sfogano la loro impotenza e la loro cattiveria sugli animali. Mi appello a tutti - conclude Cristiana Graziani - affinché per il bene di persone deboli e animali in difficoltà, almeno evitino di far scoppiare i fuochi vicino a ospedali, luoghi di cura, comunità varie, ricoveri di animali, come canili o gattili, nei cortili condominiali e nelle vie, piazze ed aree pubbliche ove transitino cittadini e animali".
A Capodanno divertiamoci, ma usando la testa.
L’Aquila, 30 dicembre 2007