INFERNO al canile la notte fra sabato e domenica: ignoti (ma pare che la polizia abbia già individuato il responsabile) hanno aperto l’ingresso principale della struttura di via Raiale e, una volta all’interno, abbia scardinato le serrature di una decina di box liberando gli animali che vi erano custoditi. I cani fuorusciti hanno dato vita ad una maxi zuffa, durante la quale un cane è morto e un altro ha riportato la frattura delle zampe. La scoperta di quanto era avvenuto, l’ha fatta una delle volontarie addette al canile. Ha lanciato subito l’allarme avvertendo la polizia: e gli investigatori si sono messi subito al lavoro esaminando innanzitutto le riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso. Il canile di via Raiale ospita in totale circa 110 cani: ma il malvivente che l’altra notte ha aperto le porte dei box si è introdotto solo nel primo settore dove sono custoditi solo una ventina di animali. Come si diceva gli investigatori stanno esaminando le riprese delle telecamere a circuito chiuso: e stanno puntando le loro attenzioni su un uomo che una settimana fa si era introdotto nella struttura e aveva rubato un cane ritrovato poi nella sua abitazione di Rancitelli. E due giorni fa lo stesso era tornato nuovamente alla carica recandosi nel canile, aprendo un paio di box e portando via ancora una volta un cane, anche questa volta ritrovato nella sua abitazione dopo qualche ora. Tutto lascia pensare che possa essersi trattato della medesima persona: e per questo la polizia ha dato una svolta precisa alle indagini, fermando il giovane sospettato. Intanto, sull’episodio hanno preso posizione anche gli Animalisti italiani che lanciano un appello al Comune affinchè prenda provvedimenti diretti a dare maggiore sicurezza al rifugio. «Gli Animalisti Italiani–delegazione Abruzzo, nell’esprimere piena solidarietà ai volontari della Lega del cane e profondo dolore per la barbara uccisione - si legge in una nota -, si chiedono come mai, alla luce dei precedenti episodi, non siano stati adottati provvedimenti tesi alla tutela e al controllo della struttura da parte delle competenti autorità e come mai il rifugio, nonostante le decantate “ristrutturazioni”, sia ancora così vulnerabile da prestare il fianco ad atti vandalici. Si domandano inoltre, che fine abbia fatto il tanto decantato parco-canile – cavallo di battaglia del programma elettorale dell’attuale amministrazione - il cui progetto cartaceo è stato reiteratamente fatto oggetto di conferenze stampa. Invitano il Comune di Pescara, nella persona del delegato alla Tutela del Mondo Animale, ad adottare misure tempestive di messa in sicurezza del rifugio, a concretizzare la realizzazione dell’Oasi etologica e lo sollecitano - in qualità di titolare degli animali ricoverati - a costituirsi parte lesa nei confronti del criminale autore di tale nefandezza. Basta con i buonismi e le giustificazioni sociologiche - conclude la nota - verso individui che sono solo perniciosi, socialmente pericolosi nonché onerosi per la collettività. Pur confidando nella Magistratura, auspicano che questo delitto venga punito con esemplare quanto celere rigore».