AVEZZANO (AQ). È durata solo un giorno la “fuga” di Nicoletta, la ragazzina scappata di casa per difendere il suo cane da un’ordinanza del sindaco che lo condanna “all’esilio” perché disturba gli inquilini del palazzo. Ieri mattina Nicoletta è tornata a casa dopo aver passato la notte ospite di un’amica, ma non si sente tranquilla. «Ha paura» racconta la madre «che da un momento all’altro qualcuno possa arrivare e portarsi via il suo Briciola».
«Sono ancora agitata e impaurita, ma leggendo le manifestazioni d’affetto delle persone che vogliono aiutarmi, trovo un po’ più di coraggio e di fiducia verso le persone buone» confida Nicoletta mentre tiene stretto il suo cane. Briciola vorrebbe tanto andare in giardino, dove da sempre c’è la sua cuccia, ma la bimba sa che quel luogo non è più sicuro, meglio tenerlo in casa e farlo uscire in cortile, rigorosamente accompagnato, di tanto in tanto. «Ce ne sono ancora di persone buone» prosegue Nicoletta «lo dice sempre la mamma e lo credo anch’io». Ma mentre parla non riesce a stare seduta. Il suo pensiero e il suo sguardo vanno oltre la finestra che dà sul cortile. Da lì potrebbero arrivare le persone che vogliono portare via Briciola. «Voglio ringraziare Filomena Schirrippa dell’Enpa» prosegue la ragazzina «e in particolare Paolo Migliaccio della Lav. È veramente una persona buona, un vero esperto di animali. La Lav poi è stata eccezionale e quelli dell’ufficio legale dolcissimi. Hanno avuto la capacità di ascoltare me e Briciola e di aiutarci. Voglio ringraziare anche tutti quelli che hanno a cuore questa storia come l’avvocato Lopardi, pronto a difendere Briciola dall’“esilio”, in via del tutto gratuita». I genitori di Nicoletta sono pronti a tutto pur di evitare che il cane venga allontanato dalla famiglia e sono pronti a presentare nuovamente ricorso al Tar. «Anche se si spendono tanti soldi» puntualizza la ragazzina «speriamo di vincere per la seconda volta».
Nel frattempo continuano ad arrivare testimonianze di solidarietà alla bambina e al suo cane. «Abbiamo letto sulla stampa con vivo stupore e sconcerto l’articolo sull’ordinanza del sindaco di Avezzano contro il cane Briciola» scrive Ebe Dalle Fabbriche, presidente del Movimento ecologico nazionale Una (Uomo, natura e animali) «esistono regole ben precise che autorizzano i sindaci ad emettere ordinanze e non ci pare proprio che le motivazioni adottate siano conformi a tali regole. Consigliamo Nicoletta di fare ricorso avverso tale ordinanza sia al prefetto che al Presidente della Repubblica. Se non si sente in grado di procedere» conclude Dalle Fabbriche «invii a noi l’ordinanza e le faremo gratuitamente il ricorso che dovrà poi, ovviamente, inviare lei a suo nome e con sua firma».