Per l’uccisione di nove cuccioli il giudice del tribunale Giuseppe Romano Gargarella ha condannato a due mesi di reclusione (pena sospesa) il responsabile del Servizio Veterinario dell’Asl, Pierluigi Imperiale ed il dottor Mauro Ponziani (difesi dall’avvocato Paone e Cortesi) per il reato di maltrattementi di animali in quanto «i due soppressero i cuccioli randagi - si legge nel dispositivo - senza alcuna necessità». I due sono stati condannati anche al pagamento di 500 euro verso le associazioni animaliste. Il fatto è accaduto nell’ottobre 2004 e tre associazioni, la Leal (avv. Di Benedetto), la Lega nazionale per la difesa del cane (avv. Scagliotti) e la Lav (avv. Di Napoli), denunciarono il settore Veterinario. Inoltre della vicenda si occupò anche la trasmissione “Le Iene” di Italia Uno.
IL CAPOLUOGO
Nove cuccioli uccisi: condannati veterinari
L'Aquila, 29 mar. - Due veterinari della Asl sono stati condannati a due mesi di reclusione dal Tribunale per maltrattamento di animali per avere ucciso "senza necessità", come mandante ed esecutore, nove cuccioli di cani randagi trovati da un signore nel suo giardino nell'ottobre 2004. Lo ha reso noto la sezione dell'Aquila della Lega Anti Vivisezione (Lav).
Il Tribunale ha, inoltre, sancito valida la costituzione di parte civile da parte della Lav riconoscendole anche un danno morale simbolico. "I veterinari - si legge in una nota della Lav - avevano ammesso che per presunti motivi di 'ordine pubblicò avevano proceduto alla soppressione di cani di proprietà giustificati da un articolo della legge regionale abruzzese, del tutto superata dalla riforma del Codice penale a tutela degli animali in vigore dall'agosto del 2004. Con questa sentenza si chiarisce - si prosegue nella nota - che le uniche motivazioni valide legalmente per la soppressione di cani o gatti sono, in maniera eutanasica, la certificata incurabilità o la comprovata pericolosità".
La Lav chiederà al direttore generale della Asl "di prendere i conseguenti opportuni provvedimenti oltre che di rafforzare le iniziative di prevenzione del randagismo, mentre all'Ordine dei Medici Veterinari chiederà la sospensione dei due iscritti dall'albo e quindi l'impossibilità a esercitare la professione, per la violazione del codice deontologico.