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NEWS

08 0ttobre 2007

 

 

IL MESSAGGERO (Abruzzo)

E' stata rinvenuta ieri, in località “Acquaventilata”, una carcassa di pecora

di SONIA PAGLIA
 

PESCASSEROLI (AQ) - È stata rinvenuta ieri, in località “Acquaventilata”, una carcassa di pecora ancora intatta, con bigattino, termine volgare per indicare la larva di mosca carnaria. L’animale è stato gettato sul ciglio della statale 83 Marsicana, con molta probabilità da un’auto. Sulle cause del decesso, che risalirebbe a circa 20 giorni, fugherà ogni dubbio, l’esame autoptico. Nel caso fosse deceduto per avvelenamento, fortunatamente non è stato divorato da nessun altro animale. La preoccupazione dei guardiani della natura è rivolta anche sui volatili che avrebbero potuto banchettare con la capra scoperta inizialmente sul luogo del “delitto” e che ha provocato la morte di tre orsi, tre cinghiali e un cervo. Intanto le indagini si sono estese anche nel versante molisano, in particolare nella provincia di Isernia, compresa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. I punti interessati sono situati al confine tra Abruzzo e Molise e tra Lazio e Abruzzo. Rastrellati alcune carrareccie, strade di montagna, che potrebbero essere state il passaggio dell’autore dell’ecomicidio. Si cercano altre carcasse. Nulla viene escluso dagli investigatori.
Le indagini restano riservate. Il territorio del Pnalm è sotto l’occhio attento di agenti anche in borghese. Il Corpo forestale è stato rafforzato. I controlli proseguono anche di notte. L’associazione allevatori di Pescasseroli aspetta di vedere il volto del colpevole per poter gridare a gran voce che «non abbiamo mai visto l’orso come un nemico da abbattere. Anzi siamo noi i guardiani del territorio, conviviamo da sempre con gli animali del parco e ogni anno mettiamo in preventivo il bestiame da destinare alla fauna protetta». È fragile in questo momento il Pnalm e il crudele nemico della natura con il suo gesto ha voluto dimostrare quanto fosse vulnerabile. E probabilmente non avrà nessun tornaconto, se non quello di aver colpito un sistema a lui scomodo. Il direttore Aldo di Benedetto ha precisato che le sue dichiarazioni «se la vuole il Ministro la porti lui in qualche suo ufficio» relative alla questione dell’addetto stampa, sono state a lui attribuite, ma pronunciate da altri. Intorno alla vicenda si è alzato un polverone. Di Benedetto chiede di abbassare i toni poiché il Pnalm ora ha bisogno di tranquillità.