NEWS ANNO 2008

IL CENTRO
Mistero sulla morte dell'orso Nestore

PESCASSEROLI
AQ). Si
chiamava
Nestore
l’orso
bruno
trovato
morto in
un
anfratto
del
monte
Cavallo,
a San
Biagio
Saracinisco,
nel
versante
laziale
del
Parco.
Sulle
cause
del
decesso
indagano
i
servizi
di
sorveglianza
dell’Ente,
che
presenteranno
un’informativa
alla
Procura
di
Avezzano.
I resti
dell’animale
- ossa e
parte
della
pelliccia
- sono
nella
sede
Scientifica
del
Parco, a
Pescasseroli.
Si
tratta
però di
poche
tracce
per
svelare
il
mistero
di
quest’ultima
morte.
BILANCIO
TRAGICO.
Con
Nestore
sono 7
gli orsi
morti in
12 mesi.
«Un dato
assolutamente
intollerante»,
sottolinea
Paolo
Ciucci,
ricercatore
del
dipartimento
di
Biologia
animale
della
Sapienza,
che
collabora
con il
Parco.
In
almeno
tre casi
c’è la
certezza
che
dietro i
decessi
c’è la
mano
dell’uomo
(i
plantigradi
sono
stati
avvelenati).
Non si
può
affermare
altrettanto
dopo la
perdita
di
Nestore.
LA
SCOPERTA.
I resti
del
plantigrado
sono
stati
trovati
sui
monti
del
Frusinate
da un
gruppo
di
escursionisti,
in
un’area
di
protezione
esterna
al Parco
nazionale.
Sul
posto
sono
arrivati
quattro
guardiaparco,
il
veterinario
del
Parco
Leonardo
Gentile,
la
biologa
Roberta
Latini e
la
ricercatrice
del
gruppo
Boitani
Elisabetta
Tosoni.
Il
teschio
e le
ossa
erano in
prossimità
di una
roccia,
dove
l’animale
si
sarebbe
sdraiato
per
morire.
A poca
distanza
anche la
targhetta
che ha
consentito
l’identificazione
di
Nestore,
un orso
bruno
marsicano
di 12,
15 anni
di età.
Fino al
2005 al
collo
dell’animale
c’era
anche
l’auricolare
satellitare
(poi
perso).
LE
ANALISI.
Le parti
della
carcassa
sono
state
portate
nella
sede del
Servizio
scientifico
del
Parco,
dove ci
saranno
ulteriori
analisi.
«Dai
resti
rinvenuti
non è
possibile
stabilire
le cause
della
morte e
quindi
nulla si
può
escludere»,
afferma
il
presidente
del
Parco,
Giuseppe
Rossi.
Che però
precisa,
per
evitare
allarmismi:
«Stando
alle
valutazioni
degli
esperti
e dei
ricercatori
è molto
probabile
che si
tratta
di una
morte
naturale,
viste le
caratteristiche
della
zona in
cui è
stato
trovato,
nei
pressi
di un
anfratto-grotta,
tipico
luogo in
cui
questi
animali
svernano.
Naturalmente
i
servizi
di
sorveglianza
del
Parco
attiveranno
tutti i
canali
possibili
e
svolgeranno
ogni
opportuna
azione
per
assumere
ulteriori
informazioni
in
proposito
e
pervenire
ove
possibile
a
conclusioni
certe».
DOSSIER
IN
PROCURA.
Del
ritrovamento
sarà
informata
anche la
Procura
di
Avezzano,
che da
quasi un
anno
indaga
sulle
morti
degli
orsi nel
Parco
(ci sono
cinque
allevatori
indagati,
ma
l’inchiesta
sembra
avere
imboccato
un
vicolo
cieco).
La morte
di
Nestore
potrebbe
risalire
a sei,
sette
mesi fa.
Forse di
più
visto lo
stato
delle
ossa.
Nella
zona
laziale
dove è
stata
scoperta
la
carcassa
qualche
tempo fa
furono
rinvenute
le
carcasse
di
animali
da
pascolo.
Animali
morti
per
causa
imprecisate.
Un
mistero
in più.
Sette plantigradi persi in un anno
E’ il quinto orso trovato morto nel Parco nazionale d’Abruzzo dopo quelli di settembre. Il settimo in un anno. Tre orsi marsicani, due femmine e un maschio, furono uccisi nell’area protetta utilizzando un potente veleno. Il terzo, trovato a distanza di alcune ore dai primi, fu scoperto dagli uomini del Corpo forestale dello Stato nel cuore del Parco nazionale. Nella stessa zona furono scoperti i corpi di Bernardo e della sua “compagna”. Il ritrovamento avvenne dopo una capillare opera di perlustrazione messa in atto dalla task-force inviata dal Corpo forestale dello Stato per far luce sulle cause della morte dei plantigradi. Le ricerche furono condotte con la collaborazione dei ricercatori del dipartimento di Biologia animale e dell’uomo, dell’università La Sapienza e del personale del Parco. Intanto oggi si terrà al Centro del Parco nazionale d’Abruzzo di San Sebastiano dei Marsi a Bisegna il convegno organizzato dall’associazione “Amici dell’orso Bernardo” per ricordare il plantigrado che un anno fa venne festeggiato per il suo settimo compleanno e che un mese dopo venne ucciso.