di LUIGI RICCIARDI
AVEZZANO (AQ) - Togliete
quei trecento cani da
davanti casa mia! Luigi
Nazzicone, di Trasacco,
protagonista
dell’episodio, non ne
può più. E ieri ha
inscenato una protesta
ad Avezzano
incatenandosi davanti al
Distretto sanitario
della Asl. «È disumano
abitare a 50 metri da un
canile» si leggeva sul
manifesto che aveva
esposto unitamente a
numerosi documenti e
fotografie. Nazzicone
chiede la chiusura del
Centro cinofilo del
Fucino, che sorge a
Trasacco proprio dinanzi
alla sua abitazione: «La
notte non si chiude
occhio per i latrati e
di giorno è impossibile
aprire le finestre per
il cattivo odore. Chiedo
che i circa 300 randagi
vengano subito
trasferiti nelle tre
strutture che il sindaco
di Trasacco aveva già
individuato a Lecce nei
Marsi, a Roma e a
Fondi». La battaglia di
Nazzicone ha origini
lontane. È iniziata nel
1993. Ma l’arcano è che
nonostante una sentenza
del Tribunale di
Avezzano (che aveva
decretato la chiusura
del Centro cinofilo) e
le successive sentenze
in suo favore del Tar,
della Corte d’Appello e
del Consiglio di Stato,
il canile è ancora
aperto. «Nel 1998 la
Regione stanziò 250
milioni di lire per la
realizzazione di un
canile sanitario. Che
fine hanno fatto?» si
chiede sconsolato.