«Assolti perché il fatto non costituisce reato».
È la sentenza pronunciata nel tardo pomeriggio
di ieri dal giudice unico del Tribunale che ha
messo fine alla vicenda giudiziaria di
“Sebastiano”, un incrocio di pastore abruzzese
maschio di giovane età, morto (secondo l’accusa)
dopo una serie di maltrattamenti. Sotto
inchiesta per la vicenda che aveva
fatto infuriare le associazioni animaliste erano
finiti in tre: Saverio Flamini (dirigente
veterinario della Asl), Paolo Alessandri
(ausiliario in servizio alla stessa Asl) e una
terza persona anche lui ausiliario, morto lo
scorso anno. Per i tre imputati (assistiti dagli
avvocati Ulderico Persichetti e Ernesto e
Massimiliano Venta) il giudice Giuseppe Romano Gargarella
ha sentenziato con l’assoluzione.
Il via all’inchiesta era stata data da Cristina
Graziani, del gruppo regionale dei Verdi,
veterinario, testimone dell’episodio. La
Graziani aveva rinvenuto il cane (prelevato in
ottima salute) in una pozza di sangue
all’interno della cella frigorifera del servizio
Veterinario della Asl, dopo la cattura
dell’animale avvenuto in via dei Giardini a
pochi passi dalla sede dell’Inps.
M.I.