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 NEWS ANNO 2008

IL CENTRO

Assolti veterinario e ausiliario Asl

 

L’AQUILA. Finisce con una assoluzione con formula piena il processo a carico di un veterinario della Asl, Saverio Flamini e di un ausiliario, Paolo Alessandri, accusati di avere provocato la morte del cane «Sebastiano». Una vicenda che quando venne alla luce poco più di un anno fa, dopo una denuncia degli animalisti che accusavano i due dipendenti della Asl di averlo ucciso, divenne un caso nazionale. Al punto che ne parlò anche «Striscia la notizia» e finì sulle pagine dei principali quotidiani nazionali. Secondo le accuse i due, imputati del reato di uccisione di animali, avrebbero percosso il cane randagio dopo la cattura utilizzando dei metodi violenti al punto da provocare delle gravi lesioni che ne causarono la morte.  Più in particolare queste percosse avrebbero causato, secondo l’accusa, delle lesioni traumatiche rendendo inevitabili delle emorragie che segnarono il destino del cane randagio. La morte, dunque, sarebbe avvenuta all’interno del mezzo adoperato per trasportare il cane accalappiato dai due addetti della Asl.  Ieri sono stati ascoltati due testimoni, due donne tra cui una minorenne, che hanno dichiarato di avere assistito alla cattura del cane, fatta forse in maniera molto energica, ma hanno negato entrambi di avere visto picchiare l’animale. Si è trattato di testimonianze che, molto probabilmente, hanno fatto pendere l’ago della bilancia dalle parte della difesa.  Nel corso del processo gli avvocati Massimiliano Venta, Ernesto Venta e Ulderico Persichetti hanno portato avanti delle argomentazioni ulteriori che hanno convinto il giudice unico Giuseppe Romano Gargarella a ritenere innocenti i loro assistiti «perchè il fatto non sussiste».  Un sentenza che ha deluso gli animalisti presenti in udienza che si erano costituiti parte civile. Il direttore del servizio sanitario della Asl, Pierluigi Imperiale esprime in una nota «soddisfazione per l’esito del processo. La morte di Sebastiano è stato un episodio strumentalizzato da alcuni animalisti. Il servizio veterinario proseguirà a lavorare per il controllo del randagismo con il massimo impegno pur nella carenza di personale».  Un altro imputato, infine, è deceduto nelle more del giudizio ma l’assoluzione vale anche per lui. (g.g.)

 


 

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16 luglio 2008