TERAMO. Dopo i risultati delle premi analisi
effettuate sulla carcassa dell'orsa trovata
morta una settimana fa a Lecce dei Marsi arriva
la prima certezza: non si tratta di un
avvelenamento. A rivelarlo è stato ieri il
direttore dello Zooprofilattico Abruzzo e
Molise, Enzo Caporale.
La carcassa dell'animale ritrovato a Colle
Terzone è stata analizzata nel laboratorio
teramano e gli esami tossicologici sono stati
tutti negativi «tranne rare tracce di un
insetticida molto usato nella zona, ma
assolutamente nella norma, e non letale», ha
confermato Caporale.
Nel caso dei tre orsi trovati morti nello scorso
settembre, invece, l'avvelenamento da pesticidi
era stato provato, stavolta quindi le analisi
hanno dato un altro esito.
Si allontana sempre più il sospetto che possa
essere stata la mano di un uomo ad uccidere la
bestia.
Si pensa invece che l'orsa abbia voluto
difendere dei cuccioli (nelle mammelle è stato
ritrovato del latte) e che sia stata aggredita
da un maschio.
La carcassa era stata ritrovata da alcuni operai
forestali in una zona impervia di montagna nella
zona di rispetto del Parco Nazionale d'Abruzzo,
Lazio e Molise: sul corpo segni e buchi di una
probabile lotta.
E ieri il Corpo forestale dello Stato nel corso
della presentazione della rassegna
cinematografica "Cinenatura", da oggi in
programma a Roma alla casa del cinema a Villa
Borghese ha assicurato che non rimarranno
impuniti i killer dei quattro orsi marsicani
uccisi nel Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e
Molise.
«La popolazione di orso morsicano è ridotta a
circa 40 esemplari e bisogna fare luce su questi
episodi per evitare che chi uccide una specie
protetta, sull'orlo dell'estinzione, rimanga
impunito», ha spiegato il componente
dell'ufficio tutela della biodiversità di Castel
di Sangro (L'Aquila) del Corpo forestale dello
Stato Giovanni Potena.
«La sensibilizzazione che portiamo avanti, anche
con iniziative come Cinenatura, ha lo scopo di
prevenire simili fenomeni criminosi. Le nostre
indagini vanno avanti».