NEWS ANNO 2008

AGI
Ambiente: Gestione cervo, summit in
Parco Nazionale d'Abruzzo

Villetta Barrea - Si terrà venerdì prossimo (30
maggio), dalle 8.30 alle 19, nella sala
polivalente comunale di Villetta Barrea il
convegno nazionale su "La gestione del cervo:
esperienze a confronto", organizzato dal Parco
nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e dall'Unione
regionale cacciatori dell'Appennino in
collaborazione con l'Istituto nazionale per la
fauna selvatica, Federparchi, Arcicaccia e
Legambiente e con il contributo della Regione
Abruzzo. Al summit, la cui segreteria
scientifica e' affidata al biologo Franco
Recchia, direttore del servizio Tutela e
valorizzazione dell'Ambiente della Provincia di
Pescara, al direttore dell'Infs, Silvano Toso, e
alla responsabile del servizio scientifico del
Pnalm, Cinzia Sulli, parteciperanno studiosi ed
esperti faunistici da tutta Italia, per
confrontarsi sulle questioni normative,
scientifiche, tecniche e culturali connesse alla
gestione delle popolazioni di cervo dentro le
aree protette e fuori. L'obiettivo del simposio
e' prendere spunto da esperienze "virtuose" come
quella dell'Acate (Area del cervo dell'Appennino
tosco-emiliano) e del Parco nazionale dello
Stelvio per elaborare un piano d'azione che
consenta di gestire adeguatamente l'ungulato in
Abruzzo attraverso la sinergia tra Parchi,
Province, Regione e Ambiti territoriali di
caccia, imprescindibile perchè si tratta di un
animale che non conosce confini amministrativi e
si muove molto sul territorio. E' inoltre una
specie "problematica" per l'interazione con le
altre componenti dell'ecosistema, in particolare
per i danni che arreca a colture e patrimonio
forestale. L'importanza dell'evento - spiega una
nota - sta nel fatto che e' la prima volta che
Parchi, associazioni ambientaliste e mondo
venatorio si siedono attorno ad un tavolo per
confrontare le proprie esperienze e delineare
strategie di gestione faunistica comuni, tra
l'altro proprio nel cuore di un'area protetta
prestigiosa come il Parco nazionale d'Abruzzo
che, partecipando in prima linea, dimostra
un'apertura storica nei confronti del problema,
possibile soprattutto grazie alla sensibilità
dei nuovi vertici. onsabilità di gestire
correttamente questo patrimonio perché lo
condividiamo con altri paesi non solo europei ma
anche africani».