PESCARA, 11 MAR - Il consiglio di
amministrazione del Parco regionale
Sirente Velino ha approvato il piano
di interventi elaborato dall'ente
con la regia del presidente della
commissione e vicepresidente
dell'ente, Luigi Fasciani, in
collaborazione con la Polizia
Provinciale, il Corpo forestale
dello Stato e le Asl dell'Aquila e
di Avezzano-Sulmona per gli aspetti
di competenza. Ora il progetto e'
stato proposto all'Istituto
nazionale fauna selvatica ed alla
Regione Abruzzo per il via libera
finale. ''Il piano di abbattimenti
selettivi - ha spiegato il
presidente dell'ente parco,
Nazzareno Fidanza - punta a ridurre
il numero dei cinghiali per
diminuire i danni ai contadini e
tamponare le emergenze. L'obiettivo
principale per limitare i danni,
pero', e' quello di utilizzare i
recinti elettrificati e i campi di
colture a perdere (grano e mais)
impiantate vicino alle aree
boschive''. Nell'operazione, che
scattera' non appena l'istituto
approvera' il piano di gestione,
saranno utilizzati i selecontrollori
della fauna selvatica, in maggior
parte cacciatori residenti nel
territorio del Parco, che hanno
superato gli esami di teoria e
pratica del primo corso di
formazione promosso dal Sirente
Velino, in collaborazione con
l'assessorato all'ambiente della
Provincia dell'Aquila. In questo
modo il Parco Sirente Velino intende
arginare il fenomeno e contenere i
danni da rimborsare agli
agricoltori. Il protocollo operativo
contempla una serie di metodi per il
controllo e la prevenzione in linea
con le indicazioni dell'Istituto
nazionale della fauna selvatica.
L'azione sara' svolta attraverso
l'attuazioni di specifici piani di
controllo della popolazione di
cinghiale monitorata, abbattimento
selettivo da appostamento fisso con
carabina; cattura mediante recinti
mobili con esche, posti vicino alle
colture a rischio. Il Parco prevede
di destinare una parte dei cinghiali
abbattuti a punti di alimentazione
integrativi per l'avifauna.