NEWS ANNO 2008

IL CENTRO
È
morto il cervo investito nel parco della Maiella

Walter Teti
CARAMANICO TERME (PE). È morto il cervo investito l’altro ieri sera sulla Statale 487 per Caramanico Terme all’altezza della località Scagnano nel cuore del Parco della Maiella. Migliorano invece le condizioni dei due feriti, un uomo e una donna che avevano riportato il taglio di una mano e la frattura del setto nasale che viaggiavano con altri tre componenti della famiglia su una Fiat Multipla. L’animale, un maschio di due quintali, era rimasto ferito nella parte posteriore a causa di estese fratture. Nonostante le pronte cure prestate dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato e dal veterinario del Parco della Maiella, non ce l’ha fatta ed è deceduto durante la notte. L’impatto è avvenuto in pochi secondi. Il cervo ha spiccato un lungo salto per attraversare la strada da un ciglio all’altro e l’autista della vettura, malgrado il tentativo disperato, non è riuscito a evitare l’animale. Mentre i feriti venivano trasportati in ospedale dall’autombulanza della Misericordia di Scafa, l’animale veniva anestetizzato e immobilizzato e caricato sulla camionetta della Forestale per essere trasportato in una sede per le cure del Parco Nazionale della Maiella. «Il luogo è molto popolato di animali selvatici», afferma il direttore del Parco, Nicola Cimini, «e non è la prima volta che accadono incidenti analoghi. Purtroppo, spesso capita anche con animali da pascolo, come mucche o pecore che stazionano in mezzo alle strade. Mi auguro soprattutto che i due feriti stiano bene e che le loro condizioni migliorino presto. Noi abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per salvare l’animale, ma le fratture riportate erano talmente estese che ogni cura è stata vana». L’ente Parco comunque deve rispondere dei danneggiamenti provocati alla vettura e ai suoi viaggiatori. «Non ci mancherebbe altro», riprende il dottor Cimini, «spesso le strade fanno da confini dei territori sottoposti alla protezione del Parco. Perciò bisogna vedere il punto preciso dove è accaduto l’incidente. Se dovesse ricadere oltre i limiti allora la responsabilità passa alla Regione Abruzzo, settore agricoltura e foreste». «Quello degli investimenti dei selvatici di grossa taglia», continua il direttore, «è un altro aspetto della convivenza fra abitanti dei territori del Parco e fauna selvatica che spesso provoca disagi a chi ne subisce le conseguenze al pari dei danneggiamenti alle colture provocati dagli animali. Il Parco ha previsto i risaricmenti, ma contestualmente mette in atto una politica di controllo delle popolazioni dei selvatici per favorire l’equilibrio naturale e la protezione degli ambienti sotto tutela».