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NEWS ANNO 2009

LA
REPUBBLICA
Una decina sono stati già riconsegnati, tanti altri
cercano ancora i padroni.
Per alcuni, che hanno perso i cari più vicini,
l'animale è rimasto l'unico affetto
L'emergenza dei cani perduti "Vagano dalla notte del
sisma"

L'AQUILA - Abbaiano disperati tra i
calcinacci dei vicoli, si aggirano
sperduti sui monti di detriti. Hanno
sete, hanno fame, non hanno più un
padrone e rischiano di diventare
aggressivi: nel dramma del terremoto
c'è anche una grave emergenza
veterinaria. Si aggrava ora dopo ora
per le centinaia di cani perduti
nella notte del sisma, e da allora
dispersi e impauriti. "Abbiamo
istituito un'unità di crisi
veterinaria coordinata dall'istituto
zooprofilattico di Teramo - spiega
il responsabile per gli animali da
compagnia, Paolo Dalla Villa -
organizzata in tre sezioni per far
fronte a tutti i problemi che si
stanno creando. Ci occupiamo dei
cani rimasti soli ma anche dei
randagi; dei cani di quartiere che
non hanno mai dato problemi ma non
hanno più nessuno che li assista;
degli animali abbandonati dalla
gente già sfollata ma poi fuggita in
condizioni di panico per le nuove
scosse. Tentiamo di occuparci anche
dei cani e dei gatti ancora
intrappolati negli appartamenti, che
devono essere salvati esattamente
come gli esseri umani. Infine
gestiamo il problema dell'igiene
urbana veterinaria, degli animali
rimasti accanto ai padroni nelle
condizioni precarie delle
tendopoli".
Una decina di cani perduti è già
stata riconsegnata ai proprietari. È
il caso di 'Virgola': "Era rimasto
solo su un terrazzo - racconta il
responsabile nazionale dell'unità
cinofila della Forestale, Lorenzo
Tomagri - perché il proprietario
quella notte era a Roma per lavoro.
Siamo riusciti ad arrivare sul
terrazzo, era un bel barboncino nero
ma era molto agitato e ringhiava
arrabbiatissimo. Con calma, con
l'esperienza lo abbiamo preso e
riconsegnato al suo proprietario".
Una buona notizia, ma l'emergenza
sta diventando più pressante ora
dopo ora. "Durante e dopo ogni
scossa - racconta ancora Dalla Villa
- sono eccitati e disorientati,
oppure restano paralizzati dalla
paura. Sono molto sensibili,
avvertono le scosse prima che
arrivino, abbaiando disperatamente".
Agitati, impauriti, assetati:
rischiano di formarsi branchi e di
diventare un pericolo.
Intanto, decine di persone si
presentano al canile della Asl
dell'Aquila consegnando il proprio
animale: "Implorano che glielo
tengano per un po', senza darlo in
adozione perché torneranno a
riprenderlo appena le condizioni di
vita saranno meno dure". Per questo
l'unità di crisi veterinaria lancia
un appello in tutta Italia ad
adottare temporaneamente un cane
terremotato. Hanno istituito due
numeri speciali di telefono:
340-1347340 e 347-5774850. Gli
stessi numeri possono essere
utilizzati anche da centinaia di
proprietari che hanno smarrito il
loro cane nella notte del sisma, e
chiedono continuamente ai vigili del
fuoco di accompagnarli nel centro
storico devastato per ritrovarli. In
molti casi quei cani sono già al
sicuro, curati e ospitati in attesa
che i padroni li richiedano. E'
successo a Nicky, un chihuahua
ferito nel crollo terribile che ha
ucciso una coppia. "Era in
condizioni critiche - racconta Dalla
Villa - ed è stato soccorso dalla
Croce rossa e mandato sulla costa
pescarese, dove è stato curato da un
veterinario di Silvi e riconsegnato
il pomeriggio del giorno dopo al
fidanzato della proprietaria, la
ragazza che aveva perso entrambi i
genitori". Quando gliel'hanno dato,
lui li ha abbracciati: "Grazie... La
mia ragazza non ha più nessuno,
della sua famiglia ora le è rimasto
solo lui".
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NEWS
10 aprile
2009 |
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