L'Aquila - Nei giorni successivi al
sisma, che il 6 aprile ha colpito
l’Abruzzo, si è presentata una nuova
problematica per la popolazione colpita
dal dramma: oltre alla perdita di molte
persone care, ora si contano anche gli
animali domestici dispersi. Per chi
avesse avuto, poi, la fortuna di
ritrovare vivo il proprio cucciolo tra
le macerie, ora c’è una nuova questione
da affrontare: i campi allestiti dalla
protezione civile non sono attrezzati
per ospitare anche gli animali
domestici, non hanno i viveri necessari
per alimentarli e il problema
igienico-sanitario inizia a non essere
trascurabile. Inoltre, gli sfollati che
hanno ricevuto accoglienza presso le
strutture alberghiere della zona, si
sono visti negare la possibilità di
tenere con sé anche i propri animali
domestici per le regole interne degli
alberghi. Questo ha comportato dei nuovi
disagi per i terremotati che si sono
dovuti separare dai loro animali
domestici o che, in alternativa, hanno
dovuto rinunciare all’ospitalità delle
strutture che gliel’avevano
offerta.“Dopo il dramma del terremoto,
che ha significato per molti un lutto
nella sfera affettiva, un’ulteriore
separazione da un animale domestico, che
costituisce un elemento aggiuntivo del
nucleo familiare, sarebbe un nuovo
dolore evitabile per chi ha già subito
forti stress emotivi”, dichiara la
Responsabile Ambiente e Diritti degli
Animali dell'associazione Codici,
Valentina Coppola. E aggiunge: “Codici
chiede l’allestimento di un campo in cui
si distribuiscano anche i viveri per gli
animali, che disponga di adeguate
condizioni igienico-sanitarie tali da
permettere la presenza anche di animali
domestici. Sollecitiamo, inoltre, la
Federalbergatori ad emanare una
circolare per chiedere alle strutture
alberghiere che ospitano gli sfollati di
accettare anche i loro animali da
compagnia”.