PESCASSEROLI (AQ). Il Parco nazionale
d’Abruzzo avvierà una ricerca sul
problema del randagismo all’interno
dell’area protetta con l’obiettivo di
conoscerne le cause e, di conseguenza,
limitarne gli effetti su bestiame e
animali selvatici. Il pericolo non é
solo nella loro uccisione, ma anche
nella possibile ibridazione di specie,
come potrebbe avvenire per il lupo
attraverso l’accoppiamento con i cani
randagi. Il Parco é stato infatti
individuato quale «Area sorgente»
dell’Appennino centrale per l’espansione
del lupo. L’iniziativa scaturisce dalle
lamentele di alcuni sindaci dei Comuni
dell’area. Tra loro, il primo cittadino
di San Donato Val Comino, nel versante
laziale del Parco, che ha chiesto al
direttore dell’area protetta un aiuto
per abbattere i cani randagi presenti in
grande quantità sulle montagne che
sovrastano il paese. «Il problema é
reale e va affrontato, ma non con il
fucile» ha sottolineato il direttore
dell’Ente Vittorio Ducoli «noi non
spariamo agli animali. Di sicuro faremo
qualcosa per tenere sotto controllo il
fenomeno».