COCULLO (AQ). Per il momento la denuncia è
contro ignoti, ma gli uomini del Corpo
forestale sono convinti di aver individuato
anche il responsabile della morte dei cani
da caccia uccisi con bocconi avvelenati tra
Cocullo e Anversa degli Abruzzi. Il rapporto
è stato depositato nei giorni scorsi sul
tavolo del procuratore, al terzo piano del
palazzo di giustizia peligno. Un’articolata
relazione in cui gli uomini del comando del
Corpo forestale di Sulmona, guidati da
Antonio Amatangelo, ricostruiscono l’intera
vicenda scaturita dopo il ritrovamento di
una mezza dozzina di cani da caccia che
erano stati avvelenati, nel dicembre scorso,
a ridosso dell’oasi naturalistica della
Valle del Sagittario. E puntano il dito
contro un agricoltore del posto che avrebbe
messo in atto il deplorevole gesto,
rischiando di avvelenare anche lupi e orsi
che hanno il loro corridoio di transito
proprio in quella zona. A mettere i
forestali sulle tracce dell’uomo sarebbero
stati i risultati delle analisi effettuate
sui bocconi di carne recuperati vicino alle
carcasse degli animali uccisi. Esami che
avrebbero evidenziato la presenza di un
potente insetticida che viene utilizzato in
agricoltura, non facilmente reperibile in
commercio, ma solo in alcuni negozi
specializzati nella vendita di questo
particolare tipo di prodotti. Ed è stato
gioco facile per gli uomini del vice
questore Guido Conti , individuare i pochi
punti vendita della zona in cui viene
commercializzato l’insetticida e raccogliere
le notizie giuste per le loro indagini. I
reati che i forestali hanno contestato, per
il momento a ignoti sono: caccia con mezzi
non consentiti, uccisione di animali,
sofisticazione alimentare e getto pericolose
di cose. Reati per i quali sono previste
pene che vanno dai 3 mesi fino ai 5 anni di
reclusione.