ZAMPETTE - Scrivono di loro

 sito abruzzese degli Animalisti Italiani
 

 NEWS ANNO 2009

IL CENTRO

Non toccate i cuccioli selvatici

Loretta Montenero

PESCASSEROLI (AQ). «Se mi tocchi mi uccidi» è la campagna lanciata dal Parco per tutelare i cuccioli di cervo e capriolo che nascono in questo periodo. I cuccioli che si avvistano facilmente tra l’erba e lungo il ciglio delle strade dell’area protetta, attirano le facili carezze dei passanti, i quali, col gesto affettuoso condannano inconsapevolmente gli ungulati alla vita in cattività.  «Toccare o prelevare i piccoli significa renderli irriconoscibili alla madre e quindi condannarli ad una morte certa» dicono gli esperti del Parco che in questi giorni si stanno prendendo cura dei piccoli di capriolo e di cervo «che giungono al Parco come ogni anno in questo periodo. I piccoli vengono raccolti nell’erba nella convinzione che siano stati abbandonati dalla madre. Ricordiamo che la madre si allontana solo momentaneamente e che si riavvicina subito dopo la fine del disturbo». È una storia che si ripete ogni anno e che vede protagonisti i “Bambi” dell’area protetta. Difficile resistere al loro musetto, ma «toccarli significa condannarli» sottolineano ancora da Pescasseroli.  «Aiutateci a proteggerli osservandoli in silenzio, senza toccarli». L’anno scorso finì a carte bollate con un allevatore di Villetta Barrea che decise di adottarne uno nato nella sua stalla. La storia tenne banco per tutta l’estate fino a quando con un’ordinanza del giudice i guardiaparco portarono via il cerbiatto Gerry. All’allevatore sono rimaste solo foto e tanti ricordi dell’estate vissuta insieme all’amato cerbiatto che ormai lo seguiva ovunque, persino al bar. Il paese si divise in due fazioni pro e contro l’allevatore. Da un lato il Parco col rigido regolamento che vieta la detenzione di animali selvatici. Sull’altro fronte l’allevatore che difendeva la sua scelta. Pur di non lasciare Gerry chiese una deroga al regolamento. Una favola moderna che però non intenerì i responsabili del Parco i quali confermarono il no all’adozione anche per non «creare precedenti». Alla fine la «strana coppia» dovette arrendersi all’ordinanza del giudice di Sulmona. E il cerbiatto Gerry raggiunse gli altri “orfani” nel centro visita di Pescasseroli. Un’altra adozione insolita si ebbe in un allevamento di Barrea.  L’allevatore notò un “intruso” tra il suo gregge. Era un cerbiatto rimasto orfano e adottato da una capra che lo allattava. Bambi seguiva la sua mamma adottiva anche nella stalla da cui uscì timidamente una mattina d’estate, quando i guardiaparco lo prelevarono per portarlo a Pescasseroli.

 


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04 giugno 2009