Loretta Montenero
PESCASSEROLI (AQ). «Se mi tocchi mi uccidi»
è la campagna lanciata dal Parco per
tutelare i cuccioli di cervo e capriolo che
nascono in questo periodo. I cuccioli che si
avvistano facilmente tra l’erba e lungo il
ciglio delle strade dell’area protetta,
attirano le facili carezze dei passanti, i
quali, col gesto affettuoso condannano
inconsapevolmente gli ungulati alla vita in
cattività. «Toccare o prelevare i piccoli
significa renderli irriconoscibili alla
madre e quindi condannarli ad una morte
certa» dicono gli esperti del Parco che in
questi giorni si stanno prendendo cura dei
piccoli di capriolo e di cervo «che giungono
al Parco come ogni anno in questo periodo. I
piccoli vengono raccolti nell’erba nella
convinzione che siano stati abbandonati
dalla madre. Ricordiamo che la madre si
allontana solo momentaneamente e che si
riavvicina subito dopo la fine del
disturbo». È una storia che si ripete ogni
anno e che vede protagonisti i “Bambi”
dell’area protetta. Difficile resistere al
loro musetto, ma «toccarli significa
condannarli» sottolineano ancora da
Pescasseroli. «Aiutateci a proteggerli
osservandoli in silenzio, senza toccarli».
L’anno scorso finì a carte bollate con un
allevatore di Villetta Barrea che decise di
adottarne uno nato nella sua stalla. La
storia tenne banco per tutta l’estate fino a
quando con un’ordinanza del giudice i
guardiaparco portarono via il cerbiatto
Gerry. All’allevatore sono rimaste solo foto
e tanti ricordi dell’estate vissuta insieme
all’amato cerbiatto che ormai lo seguiva
ovunque, persino al bar. Il paese si divise
in due fazioni pro e contro l’allevatore. Da
un lato il Parco col rigido regolamento che
vieta la detenzione di animali selvatici.
Sull’altro fronte l’allevatore che difendeva
la sua scelta. Pur di non lasciare Gerry
chiese una deroga al regolamento. Una favola
moderna che però non intenerì i responsabili
del Parco i quali confermarono il no
all’adozione anche per non «creare
precedenti». Alla fine la «strana coppia»
dovette arrendersi all’ordinanza del giudice
di Sulmona. E il cerbiatto Gerry raggiunse
gli altri “orfani” nel centro visita di
Pescasseroli. Un’altra adozione insolita si
ebbe in un allevamento di Barrea.
L’allevatore notò un “intruso” tra il suo
gregge. Era un cerbiatto rimasto orfano e
adottato da una capra che lo allattava.
Bambi seguiva la sua mamma adottiva anche
nella stalla da cui uscì timidamente una
mattina d’estate, quando i guardiaparco lo
prelevarono per portarlo a Pescasseroli.