NEWS ANNO 2009

IL CENTRO
Orsa ferita a morte
dopo una lotta

SCANNO (AQ). La radiografia ha
escluso tracce di piombo nella
carcassa dell’orsa morta nel Parco.
Non è stato bracconaggio. E pare
confermata anche la mancata presenza
di tracce di veleno, anche se per
gli esiti degli esami tossicologici
si dovrà aspettare una decina di
giorni. Il plantigrado potrebbe
essere morto per cause naturali,
forse dopo la lotta con un maschio.
E’ quanto emerso dall’autopsia.
L’animale presentava una vertebra
fratturata e varie lesioni. Forse i
segni di una violenta lotta. Lo
squarcio sul ventre, invece, quasi
certamente è stato provocato dopo il
decesso, da animali in cerca di
carogne. L’esame necroscopico e le
radiografie sono state eseguite
nella sede dell’Istituto
Zooprofilattico di Teramo, dove la
carcassa è arrivata giovedì sera. Se
fossero confermate le indiscrezioni,
dietro la morte dell’orsa non ci
sarebbe la mano dell’uomo. La morte
non avrebbe niente a che fare con
quelle del 2007 (a partire
dall’uccisione di Bernardo, ndr) ma
sarebbe da ricondurre a eventi
naturali. L’autopsia ha confermato
anche che l’orsa era morta da
qualche giorno (dai due ai cinque).
Un rapporto sarà consegnato al
procuratore di Sulmona, Maria Teresa
Leacche , che sul caso ha aperto un
fascicolo, affidando le indagini
alla Forestale e ai guardiaparco.
Per escludere la presenza di bocconi
avvelenati nel bosco, ieri mattina
due pattuglie sono tornate nella
zona dove è stata scoperta la
carcassa e hanno eseguito una nuova
perlustrazione, senza trovare
anomalie. La scoperta della
carcassa dell’orsa è stata fatta
mercoledì pomeriggio da tre
escursionisti di Scanno che avevano
perso il sentiero, a 1945 metri di
quota alle pendici del monte
Campitello e nei pressi della Valle
Orsara. Gli escursionisti hanno
allertato il servizio di
sorveglianza del Parco nazionale
d’Abruzzo e sul posto sono arrivati
gli agenti della Forestale del Cta
di Civitella Alfedena, coordinati da
Luciano Sammarone, i guardiaparco
diretti da Pasqualino Leone , due
ricercatori del dipartimento
biologie animali della Sapienza di
Roma e il veterinario del Parco.
«Non possiamo escludere nulla»,
aveva sottolinea Giuseppe Rossi , il
presidente del Parco nazionale, dopo
la scoperta
della carcassa. Ieri, dopo avere
saputo i primi risultati
dell’autopsia, nella sede del Parco
a Pescasseroli c’era un clima più
sereno.