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NEWS ANNO 2009

VILLAGGIO GLOBALE
Parco d'Abruzzo –
Trovati i resti di un giovane orso. Fuori dai confini ma aveva una marca
auricolare trasmittente. Dubbi del presidente del Parco sulla validità del
progetto lanciato anni fa

Gli scarsi resti di un
giovane orso sono stati rinvenuti ieri da
personale del Servizio di sorveglianza del
Parco e del dipartimento di Biologia Umana e
Animale della Università La Sapienza di Roma
in Molise, località Cerasuolo, in comune di
Filignano, al di fuori del perimetro del
Parco.L'animale, che aveva circa 18 mesi, è
stato pressoché completamente consumato da
predatori, per cui è stato possibile
recuperarne solo poche parti. L'esemplare
era dotato di una marca auricolare
trasmittente, per seguirne i movimenti
nell'ambito della ricerca in corso volta a
determinare consistenza e distribuzione
della popolazione di orso bruno marsicano.
Da alcune settimane, tuttavia, il segnale
radio si era perso, per poi entrare di
recente nella modalità che indica l'assenza
di movimento.
L'esiguità dei resti recuperati, come pure
il fatto che la morte è da far risalire a
parecchi giorni fa, rende molto problematico
accertarne le cause: in ogni caso i resti,
che sono stati trasportati presso la sede
del Parco di Pescasseroli, verranno
sottoposti alle analisi del caso presso
l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e
il Molise.Salgono quindi a due gli esemplari
di orso rinvenuti morti nel corso dell'anno.
A queste perdite si contrappongono
fortunatamente segnali incoraggianti di
ripresa della popolazione: dopo l'ottimo
numero di cuccioli nati nello scorso anno,
almeno dieci, anche i primi avvistamenti di
queste settimane testimoniano un buon tasso
di riproduzione: sono infatti già stati
avvistati cinque cuccioli nati durante
l'inverno scorso.
Considerato l'alternarsi di buone e cattive
notizie sulla salute dell'orso bruno
marsicano, il Presidente dell'Ente Parco,
Giuseppe Rossi, ritiene però che si imponga,
ormai, un momento di riflessione,
assolutamente necessario, anche nel quadro
della ricerca in corso, che coinvolga i vari
attori interessati, partecipi del Patom
(Piano di azione tutela orso marsicano).
Bisognerà conoscere a fondo l'attuale
situazione, individuare esattamente i
provvedimenti più urgenti da assumere da
altre Istituzioni, oltre a quelli già
adottati dal Parco: anche se, come previsto
nel progetto di ricerca, i dati conclusivi
degli studi, che permetteranno
l'elaborazione di un vero e proprio piano di
gestione del plantigrado saranno disponibili
nel 2010 al termine della ricerca.
I vari organismi che aderiscono al Patom
devono intanto assumersi le responsabilità
che loro competono, proprio per aver
sottoscritto quell'Accordo. Altrimenti non
si potrà che dichiarare il fallimento di
questo «strumento partecipativo» che tanto
interesse aveva invece suscitato al momento
della sottoscrizione. Non si vedono infatti,
in proposito, impegni concreti da parte dei
firmatari del Protocollo di intesa del
luglio 2006 (regioni, provincie, parchi,
ministero dell'Ambiente. Ispra-ex Infs).
Purtroppo, spiace constatare che il
coordinamento auspicato e previsto da parte
della Regione Abruzzo finora non ha
funzionato, che il Tavolo tecnico istituito
non sta operando secondo programma, che la
comunicazione e lo scambio di notizie tra
partner praticamente non esiste.
È importante fare il punto della situazione
e rilanciare un forte impegno in favore
dell'orso marsicano. L'Ente Parco continuerà
naturalmente con determinazione nella
propria azione di tutela e salvaguardia,
mettendo in atto ogni ulteriore iniziativa
possibile, sperando di trovare la necessaria
collaborazione, non soltanto da parte delle
pubbliche istituzioni, ma anche di chi sul
territorio vive e opera.
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NEWS
13 luglio
2009 |
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