PESCASSEROLI (AQ). All’Istituto
zooprofilattico di Teramo sono iniziati gli
esami per stabilire che cosa abbia provocato
la morte dell’orso di 18 mesi. Dai pochi
resti scampati all’assalto dei predatori -
parte della testa e della pelliccia - forse
si potrà soltanto capire se il plantigrado
sia stato avvelenato. «Visto il materiale a
disposizione», evidenzia Giuseppe Rossi ,
presidente del Parco nazionale di Abruzzo,
Lazio e Molise, «sarà quasi impossibile
accertare che cosa è successo all’orso». Il
plantigrado di circa 18 mesi di età è stato
trovato morto in località Cerasuolo del
comune di Filignano, nel versante molisano
del Parco. Gli uomini del servizio di
sorveglianza dell’Ente e i ricercatori del
Dipartimento di biologia umana e animale
della Sapienza di Roma, che fanno parte
della squadra messa in piedi dopo la strage
di orsi avvenuta nell’autunno 2007, hanno
individuato i resti grazie al radiocollare
portato dall’animale. Il segnale si era
perso un mese fa - probabilmente la morte
risale allo stesso periodo - e il
trasmettitore era entrato nella modalità che
indica l’assenza di movimento. Da qui le
ricerche e la scoperta della morte. E’ il
secondo orso bruno marsicano morto
quest’anno. Sempre per cause che restano
avvolte nel mistero. A Filignano, tempo fa,
i carabinieri avevano segnalato incursioni
di orsi e spavento fra la popolazione.
«C’erano state segnalazioni di danni per la
presenza di un orso», spiega il presidente
Rossi, «ma le persone erano tranquilli e non
credo a gesti vendicativi. Teniamo sotto
controllo le situazioni un po’ particolari,
grazie agli interventi dei guardiaparco e
dei forestali. A San Vincenzo, per esempio,
sempre nel versante laziale del Parco
nazionale un orso confidente è stato
catturato e dotato di radiocollare per
seguirne gli spostamenti. Problemi in
Abruzzo? Qualche incursione è stata
segnalata nella Valle del Giovenco. Forse si
tratta dell’orsa Gemma o di un suo cucciolo.
Niente di particolarmente preoccupante».
Per segnalare le presenze di orsi in
prossimità dei centri abitati, dall’anno
scorso il Servizio sorveglianza del Parco
nazionale, che ha sede a Pescasseroli, ha
attivato un numero verde (800 010 905). Le
chiamate dei cittadini, secondo gli esperti,
contribuiscono a rendere più efficaci le
azioni messe in campo dall’Ente Parco e dal
Corpo forestale dello Stato per il controllo
degli orsi e delle loro interferenze con le
attività umane.