Con questa motivazione la sezione del Tar di
Pescara il 24 aprile scorso ha accolto il
ricorso di un circo che si era visto negare
l’autorizzazione da parte del Comune di
Pescara di installare un tendone per gli
spettacoli. E’ una sentenza che sarà un
importante precedente per tutte quelle
attività analoghe che non riescono da anni a
portare in città i loro spettacoli.
Era il 2005: la società Pista 2000 chiese al
Comune l’autorizzazione di installare un
tendone. Il dirigente del settore attività
economiche richiese che venisse fornita una
dichiarazione di non utilizzo di animali
domestici o selvatici.
Esiste infatti una delibera, la numero 226
del 27 ottobre del 2003, approvata dal
consiglio comunale, che «vieta su tutto il
territorio comunale qualsiasi forma di
spettacolo o di intrattenimento pubblico o
privato a scopo di lucro, che contempli, in
maniera totale o parziale, l'utilizzo di
animali sia appartenenti a specie domestiche
che o selvatiche».
Ma la società Pista 2000, per ovvi motivi,
non potè dichiarare quanto richiesto.
L’autorizzazione, quindi, non arrivò e il
titolare decise di rivolgersi al Tar.
Adesso, proprio il tribunale amministrativo
gli ha dato ragione.
«Il potere regolamentare del Comune», si
legge nella sentenza, «deve svolgersi nel
rispetto di norme di rango superiore».
E in questo caso esiste la legge dello Stato
numero 337 del 1968 che regola l'esercizio
dell'attività circense e ne riconosce «la
funzione sociale, ne assicura lo sviluppo
con opportuni finanziamenti e affida ai
Comuni il compito di individuare le aree da
destinare all’attività circense (artt. 1 e
9)».
Una ordinanza comunale (che è fonte
subordinata) non potrebbe dunque sancire
ulteriori prescrizioni per tale attività.
«Orbene», spiega ancora il Tar, «se è pur
vero che il Comune può disciplinare e
vigilare, nell'esercizio dei suoi poteri di
polizia veterinaria, sulle condizioni di
igiene e di sicurezza in cui si svolge
l'attività circense e su eventuali
maltrattamenti degli animali, nessuna norma
legislativa gli attribuisce il potere di
fissare, per di più in via preventiva e
generalizzata, il divieto assoluto dell'uso
degli animali negli spettacoli circensi».
Gli animalisti se la prenderanno ma
probabilmente dopo questa sentenza sarà ben
più difficile fermare l’arrivo del circo e
dei suoi animali.