ZAMPETTE - Scrivono di loro

 sito abruzzese degli Animalisti Italiani
 

 NEWS ANNO 2009

IL CENTRO

In fila ad aspettare lo show della famiglia di orsi

 

Loretta Montenero

PESCASSEROLI (AQ). Sono arrivati da Roma e anche dalla vicina Avezzano i fan della famigliola di orsi che da giorni si mostra all’Acquaventilata di Pescasseroli. Il gruppo di spettatori aumenta sempre di più. Fotografi, appassionati, naturalisti: tutti parcheggiati lungo la Provinciale per ammirare mamma orsa con i suoi due piccoli ruzzolare nella radura. Dante Corsetti, appena appresa la notizia, è partito da Frosinone. Ma non è troppo ottimista: «Sono tre anni che provo ma non sono mai riuscito a vedere un orso». E infatti, la famigliola di plantigradi, dopo cinque uscite consecutive, ieri si è fatta solo desiderare, senza apparire. L’ultima volta li hanno visti il giorno prima, verso le quattro del pomeriggio. «Ma è stato un attimo», racconta Mario di Avezzano, «dal sentiero è sbucato un fuoristrada, si sono spaventati e sono rientrati nel bosco. Non credo che si faranno rivedere per il momento».  Nella località Acquaventilata si sta ricreando quasi una atmosfera da salotto. Gli appassionati giungono alla spicciolata verso le 5 del pomeriggio e fino alle 7 è tutto un passaparola, uno scambio di informazioni, opinioni. Si parla di tecnica fotografica con Giancarlo Mancori , giunto da Grottaferrata appena ha saputo della famigliola a spasso per le radure. Sono due giorni che pianta sul cavalletto la sua reflex, ma non è ancora riuscito a vederli. «Resto ancora domani», dice.  Al suo fianco Mario , ragazzo di Pescasseroli, racconta di aver visto la famigliola per ben tre volte.  «Sbucano da quella radura laggiù», e indica un angolo ai margini del bosco, un corridoio semiascosto tra gli alberi che si apre sul prato di fronte a noi. «La prima volta che li ho visti», riprende, «sono stati i cuccioli a uscire per primi, poi è arrivata la mamma e dopo un po’ sono risaliti nel bosco».  Arriva con tanta voglia di vedere gli orsi anche Niccolò , sei anni, arrivato con i genitori da Roma a prendere posto sugli “spalti”.  C’è un gurdiaparco in pensione, Francesco Tudini . «Nella mia esperienza di lavoro non mi è mai capitato di vedere un orso claudicante», racconta Tudini, che ricorda la strage del 1982, «otto orsi finirono nelle trappole dei bracconieri. Tutti presi al laccio». Ripercorrendo la storia degli orsi, Tudini insiste sulla «necessità di attivare la campagna alimentare su tutto il territorio. Prima i terreni erano seminati e gli animali avevano da mangiare, stavano in mezzo alla gente e secondo me, riseminare i terreni è anche un ottimo aiuto per censirli. Un anno, in un campo contammo undici esemplari diversi grazie alla rilevazione delle impronte».  Intanto, al gruppo si aggiungo Marina e Alberto di Roma, poi arrivano da Avezzano le sorelle Paola e Antonella con la famiglia. La prima abitava all’Aquila e la seconda ci lavorava. «Veniamo spesso al Parco», sottolinea Antonella, «adesso siamo venuti anche per distrarci un po’ con gli animali».  Mentre si aspetta sfreccia un gruppo di rombanti motociclisti. E il gruppo in attesa degli orsi si chiede: «Perché non si impone il limite di 40 chilometri all’ora su questo tratto?».

 


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11 maggio 2009