ZAMPETTE - Scrivono di loro

 sito abruzzese degli Animalisti Italiani
 

 NEWS ANNO 2009

IL CENTRO

Sì all'uso degli animali al circo Il Tar boccia norma comunale

 

PESCARA. Il Comune può disciplinare e vigilare, nell’esercizio dei suoi poteri di polizia veterinaria, sulle condizioni di igiene e sicurezza in cui si svolge l’attività di un circo e su eventuali maltrattamenti agli animali. Ma nessuna norma legislativa gli attribuisce il potere di fissare, «per di più in via preventiva e generalizzata», il divieto assoluto dell’uso degli animali negli spettacoli circensi, nei quali tradizionalmente l’utilizzo di bestie domestiche e selvatiche in cattività costituisce una componente essenziale.  Una sentenza del Tar ricorda come la legge 337/68 limiti i compiti del Comune all’individuazione delle aree destinate a relativi spettacoli e tuteli espressamente l’attività circense. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla srl Pista 2000 di Legnano, che aveva chiesto al Comune l’autorizzazione a collocare il proprio circo su un’area privata dal 14 al 25 luglio 2005. In base a un divieto disposto nel regolamento approvato con delibera dell’ottobre 2003, un dirigente del Comune aveva richiesto al titolare della società un’apposita dichiarazione di non utilizzare nello spettacolo animali domestici o selvatici. «E’ vietata in tutto il territorio comunale», sosteneva la norma che di fatto impediva il rilascio dell’autorizzazione richiesta, «qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato a scopo di lucro, che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali domestici o selvatici». Replica il Tar: «L’esercizio dell’attività circense è disciplinato dalla legge 337 del 1968 che ne riconosce la funzione sociale, ne assicura lo sviluppo con opportuni finanziamenti e affida ai Comuni il compito di individuare le aree da destinare alle attività circensi».

 


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15 maggio 2009