SPOLTORE (PE). Non ha mai conosciuto la libertà,
mai una corsa sui prati delle colline di
Spoltore che pure dalla sua cuccia-prigione
vedeva. È la triste storia di una cagnetta
meticcia, di circa 2 anni, taglia media,
maltrattata dai padroni, che dalla nascita
l’hanno sempre tenuta legata a una catena molto
corta, agganciata a un collare strettissimo che
le si è conficcato nella carne. La bestiola è
stata liberata nei giorni scorsi dai vigili
urbani, che hanno denunciato il proprietario e
avviato le procedure per salvare la cagnetta dal
pelo bianco con macchie nere. Quando sono andati
a cercare l’animale, in una casa di Spoltore
capoluogo, gli agenti l’hanno trovato che non
aveva neanche un goccio d’acqua per dissetarsi,
spaventato, attaccata alla catena che non dava
possibilità di movimenti. Il caso era stato
segnalato da alcuni cittadini impietositi a Enio
Cerasa , responsabile locale della Lega per la
difesa del cane, e all’ufficio comunale Tutela
animali. I vigili hanno allertato il servizio
veterinario della Asl di Pescara, che ha preso
la bestiola per sottoporla alle cure nel canile
sanitario di Città Sant’Angelo. Per rimuovere il
collare è stato necessario intervenire
chirurgicamente, tanto era penetrato nella cute.
Incaricato dal pm Paolo Pompa , il comando di
polizia urbana sta conducendo le indagini sul
caso di maltrattamento e violazione della legge
sulla corretta detenzione degli animali. La Lega
del cane ha intenzione di costituirsi parte
civile in caso di processo. L’obiettivo degli
animalisti è di impedire che la cagnetta venga
riconsegnata ai proprietari.