ZAMPETTE - Scrivono di loro

 sito abruzzese degli Animalisti Italiani
 

 NEWS ANNO 2009

IL CENTRO

Vicesindaco finisce nella trappola degli orsi


Roberto Raschiatore

VILLETTA BARREA (AQ). Era una trappola per Gemma, l’orsa golosa autrice di scorribande in mezzo Parco. Vi è invece finito il vicesindaco di Villetta Barrea, Adriano Di Nunzio . Preso al laccio durante una passeggiata lungo uno dei sentieri nei pressi del lago. «Un piccolo incidente senza danni», scherza Di Nunzio, «pensavo all’opera di bracconieri. Per questo sono andato dai carabinieri».  Invece quella trappola era stata piazzata dai ricercatori del Parco nazionale, impegnati in un apposito programma scientifico.  Un piano messo a punto per catturare l’orsa Gemma (da poco uscita dal letargo) e dotarla di radiocollare per seguirne gli spostamenti ed evitare nuove incursioni nei centri abitati. Gli ultimi avvistamenti del plantigrado, che la scorsa estate ha animato le strade di Scanno insieme ai suoi due cuccioli, è avvenuto proprio in prossimità del lago di Barrea.  Poco lontano da un sentiero turistico, sotto venti centimetri di terra, era nascosta la trappola (laccio di Aldrich), appositamente ideata per imprigionare la zampa di un orso senza che questo si ferisca. Tutt’intorno speciali apparecchiature elettroniche che emettono segnali e avvisano della cattura, consentendo agli operatori di raggiungere l’area. Vicino alla buca anche la carcassa di un animale, che doveva fare da esca. «Proprio quella carcassa mi ha incuriosito», racconta il vicesindaco Di Nunzio, 50 anni, gestore di un albergo a Villetta Barrea, «ho abbandonato il sentiero e mi sono avvicinato, fino a quando sono rimasto bloccato dal laccio. Inizialmente ho avuto un po’ di paura, poi sono riuscito a liberare la caviglia, senza riportare neanche un graffio. Temevo che potesse essere una trappola ideata dai bracconieri e per questo motivo sono andato dai carabinieri».  E’ bastata una rapida indagine per scoprire che il laccio, in località Colleciglio di Barrea, era stato sistemato dagli esperti del Parco nazionale.  «Ci siamo fatti una risata quando il vicesindaco ci ha raccontato la storia», interviene Vittorio Ducoli , direttore del Parco d’Abruzzo, «ci dispiace per ciò che è accaduto, ma questo tipo di trappole sono innocue sia per l’uomo che per gli animali. E’ in corso un programma scientifico per la cattura e il monitoraggio degli orsi. Perché non vengono segnalate? Oltre ai lacci ci sono anche sofisticate e costose apparecchiature. Che potrebbero far gola a qualche malintenzionato. Non possiamo indicarle con dei segnali proprio perché vogliamo prevenire furti». Così Di Nunzio è finito nella trappola destinata all’orsa Gemma. «Ma la prossima volta non ci casco», giura il vicesindaco.

 


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29 marzo 2009