Roberto Raschiatore
VILLETTA BARREA (AQ). Era una trappola
per Gemma, l’orsa golosa autrice di
scorribande in mezzo Parco. Vi è invece
finito il vicesindaco di Villetta
Barrea, Adriano Di Nunzio . Preso al
laccio durante una passeggiata lungo uno
dei sentieri nei pressi del lago. «Un
piccolo incidente senza danni», scherza
Di Nunzio, «pensavo all’opera di
bracconieri. Per questo sono andato dai
carabinieri». Invece quella trappola
era stata piazzata dai ricercatori del
Parco nazionale, impegnati in un
apposito programma scientifico. Un
piano messo a punto per catturare l’orsa
Gemma (da poco uscita dal letargo) e
dotarla di radiocollare per seguirne gli
spostamenti ed evitare nuove incursioni
nei centri abitati. Gli ultimi
avvistamenti del plantigrado, che la
scorsa estate ha animato le strade di
Scanno insieme ai suoi due cuccioli, è
avvenuto proprio in prossimità del lago
di Barrea. Poco lontano da un sentiero
turistico, sotto venti centimetri di
terra, era nascosta la trappola (laccio
di Aldrich), appositamente ideata per
imprigionare la zampa di un orso senza
che questo si ferisca. Tutt’intorno
speciali apparecchiature elettroniche
che emettono segnali e avvisano della
cattura, consentendo agli operatori di
raggiungere l’area. Vicino alla buca
anche la carcassa di un animale, che
doveva fare da esca. «Proprio quella
carcassa mi ha incuriosito», racconta il
vicesindaco Di Nunzio, 50 anni, gestore
di un albergo a Villetta Barrea, «ho
abbandonato il sentiero e mi sono
avvicinato, fino a quando sono rimasto
bloccato dal laccio. Inizialmente ho
avuto un po’ di paura, poi sono riuscito
a liberare la caviglia, senza riportare
neanche un graffio. Temevo che potesse
essere una trappola ideata dai
bracconieri e per questo motivo sono
andato dai carabinieri». E’ bastata una
rapida indagine per scoprire che il
laccio, in località Colleciglio di
Barrea, era stato sistemato dagli
esperti del Parco nazionale. «Ci siamo
fatti una risata quando il vicesindaco
ci ha raccontato la storia», interviene
Vittorio Ducoli , direttore del Parco
d’Abruzzo, «ci dispiace per ciò che è
accaduto, ma questo tipo di trappole
sono innocue sia per l’uomo che per gli
animali. E’ in corso un programma
scientifico per la cattura e il
monitoraggio degli orsi. Perché non
vengono segnalate? Oltre ai lacci ci
sono anche sofisticate e costose
apparecchiature. Che potrebbero far gola
a qualche malintenzionato. Non possiamo
indicarle con dei segnali proprio perché
vogliamo prevenire furti». Così Di
Nunzio è finito nella trappola destinata
all’orsa Gemma. «Ma la prossima volta
non ci casco», giura il vicesindaco.